Antonella Di Ielsi e la figlia Sara, di soli 15 anni, sono decedute dopo essere state dimesse per due volte dal “Cardarelli”. La Procura ipotizza l’omicidio colposo plurimo. Sequestrati alimenti e scarti dei pasti natalizi.
CAMPOBASSO – Un’intera comunità sotto shock e un’inchiesta che punta dritta al personale sanitario. La Procura di Campobasso ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati, tra medici e infermieri dell’ospedale “Cardarelli”, in relazione alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita.
L’ipotesi di reato, come riportato dalle agenzie, è di omicidio colposo plurimo.
Dimessi due volte: “Era solo una gastroenterite”.
Il cuore dell’indagine si concentra sulla gestione sanitaria delle due vittime. Madre e figlia si erano presentate in Pronto Soccorso per ben due volte accusando malori lancinanti dopo i pasti natalizi. In entrambi i casi, tuttavia, erano state dimesse con una diagnosi di semplice gastroenterite.
Solo al terzo accesso, quando i sintomi erano ormai irreversibili, la situazione è precipitata fino al decesso avvenuto tra sabato e domenica.
La pista alimentare: dai funghi ai gusci di vongole.
Mentre la Squadra Mobile analizza le cartelle cliniche, gli inquirenti cercano l’agente killer nell’abitazione della famiglia a Pietracatella. Durante i rilievi del 28 dicembre sono stati sequestrati:
- Conserve e barattoli artigianali.
- Scarti alimentari prelevati dai rifiuti (tra cui gusci di vongole).
- Campioni di funghi consumati durante le feste.
Saranno gli esami tossicologici a stabilire se si sia trattato di botulino, funghi velenosi o un’altra tossina letale.
Il resto della famiglia: il padre trasferito a Roma.
Resta alta l’apprensione per Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. L’uomo, inizialmente ricoverato in Medicina d’Urgenza a Campobasso, è stato trasferito d’urgenza all’Istituto Spallanzani di Roma. Le sue condizioni sono stabili ma monitorate costantemente.
Sotto controllo anche la figlia maggiore di 19 anni; la ragazza è asintomatica, probabilmente perché non avrebbe partecipato alla cena di Natale fatale.
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