Il sentimento, quale massima espressione dell’animo umano verso un’altra persona, rappresenta sempre più un ricordo di tempi passati, oggi principalmente rintracciabile nei testi letterari e sempre meno presente nella società contemporanea. La nostra realtà sociale è caratterizzata da una prevalenza dell’immagine e dell’apparenza rispetto alla sfera emotiva, privilegiando il possesso rispetto all’essere. È preoccupante constatare che numerose patologie mentali non sono ancora riconosciute come tali, venendo invece interpretate come comportamenti anomali che, seppur mantenuti tali in apparenza, causano sofferenza quotidiana a chi li vive direttamente.
La società contemporanea è sempre più variegata e multietnica, dove diverse culture hanno caratterizzato anche i modi di vivere: l’amore è diventato solo una parola, priva del significato profondo che unisce due cuori in un ideale comune su cui costruire un sentimento duraturo, celebrato da secoli ma ormai raramente vissuto pienamente. L’amore viene mostrato e pubblicizzato, ma raramente realmente sperimentato. Discutere di sentimenti, risulta sempre più complesso; il sentimento non è più il risultato spontaneo di un’emozione che genera relazioni affettive, di amicizia o sociali. Riconoscere i sentimenti e, soprattutto, esprimersi con autenticità emotiva è diventato un evento raro; si comunica spesso senza un reale coinvolgimento emotivo. In questo contesto, parlare significa comprendere l’altro, la sua sensibilità e, ancor più, la sua personalità. Attualmente i sentimenti emergono principalmente attraverso uno schermo digitale, accompagnati da emoji o gesti virtuali che simulano legami di amicizia apparentemente significativi, ma che in realtà restano confinati al mondo virtuale. Manca ancora quella parte umana che fa da collante al nostro sentire, sia esso amore, amicizia o altro.
La dimensione più intima della nostra identità viene spesso mercificata; in sintesi, i sentimenti non vengono vissuti nella loro essenza autentica, ma piuttosto attraverso un’unione momentanea in cui l’atto sessuale assume un’importanza eccessiva. Relazioni superficiali che vengono vissute da adulti. Negli adolescenti, dopo pochi mesi di relazione, si manifestano già i primi approcci intimi, che talvolta conducono rapidamente ai primi rapporti sessuali completi, mentre il primo barlume di “sentimento” tende spesso a trasformarsi in un senso di possesso, con la convinzione che la relazione duri finché lo decide prevalentemente il maschio, per poi essere abbandonata. In altri si osserva addirittura che essa venga scambiata per ricariche telefoniche, profumi o altri beni materiali. L’intimità non viene più considerata un valore legato alla dignità personale; il concedersi deve essere rapportato al tempo e al percorso fatto, non dopo pochi giorni o mesi. È infatti comune osservare, quotidianamente in diverse aree urbane e rurali, la presenza diffusa di profilattici usati e fazzoletti nei luoghi frequentati dai giovani. Prevalentemente, l’uomo di oggi cerca di soddisfare il proprio istinto anziché costruire un sentimento, per cui la donna deve pensare a costruirsi la sua autonomia. Questo atteggiamento e mentalità hanno portato a una svalutazione del matrimonio o della convivenza.
E’ essenziale educare i nostri cuori al vivere civile e i giovani al valore della tolleranza e della comprensione reciproca, e al non essere preda di quell’egoismo individuale che non guarda in faccia a nessuno, neanche ai genitori; affinché le prime difficoltà non compromettano irrimediabilmente il rapporto ed evitare di allinearsi al proprio status di vita senza capire il contesto familiare, dove talvolta la sofferenza avvolge l’intera famiglia per diversi motivi in cui si fa fatica a tirare la barca ogni giorno. In una relazione basata sulla condivisione di idee è necessario fin dal primo incontro riconoscere i propri pregi e difetti evitando scoperte graduali che possono generare incomprensioni. Solo partendo dall’esempio degli adulti si può arrivare alle scuole di ogni ordine e grado per insegnare la vita; la giovinezza dovrebbe essere una palestra di vita per far sì che si inizi a esporsi nella gestione del contesto familiare piuttosto che lavarsi le mani come Pilato.
Nella vita, ognuno di noi porta con sé un proprio bagaglio di sofferenze, che inevitabilmente influiscono sulla nuova relazione, ciascuno per motivi diversi. Tuttavia, è fondamentale tutelare sempre la propria unione e la sfera sentimentale, soprattutto quando sono presenti figli, ponendo particolare attenzione alla loro protezione. Il senso di responsabilità nei confronti della prole deve prevalere in ogni circostanza. Le leggi, purtroppo, non guardano i sentimenti, ma la persona nella sua unità; per cui molte volte il partner si trova limitato ad agire, ed ecco il motivo per cui molti matrimoni o convivenze vanno in frantumi.
Vivere il sentimento amoroso rappresenta una sfida sempre più difficile e impegnativa. Per questo motivo, è essenziale salvaguardare fin dall’inizio la propria intimità, riconoscendola come il dono più prezioso da offrire al partner, a condizione che tale rapporto si mantenga autentico lungo tutto il percorso condiviso, evitando di offrirsi a brevi relazioni, ma comprendendo prima la persona, le condizioni, le situazioni e i contesti. Anche se è pur sempre difficile, almeno non si vive con quella sofferenza di essersi offerti al primo sfarfallio di apparente benessere. E poi, nella vita, la fragilità è insita nel tessuto umano; qualora vi sia un evento negativo, almeno si sappia affrontare con garbo: “occhio non vede, cuore non duole”, a condizione che finisca in quel preciso momento, evitando di intaccare la dignità propria e della famiglia.
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