Il sindacato lancia l’allarme sul progetto “Bologna Città 30”: «La sicurezza stradale è importante, ma non deve compromettere l’efficienza dei mezzi di emergenza».
BOLOGNA – La sicurezza stradale non può trasformarsi in un ostacolo per i mezzi di soccorso. È questa la posizione espressa dalla FIALS Bologna, che critica il piano del Comune per l’installazione di nuovi dossi, cuscini rallentatori e altri dispositivi di moderazione del traffico previsti nell’ambito del progetto “Bologna Città 30”.
Secondo il sindacato, l’obiettivo di ridurre gli incidenti e migliorare la sicurezza della circolazione è condivisibile, ma deve essere conciliato con un’altra priorità: garantire la rapidità degli interventi di emergenza sanitaria.
«La sicurezza stradale è un obiettivo condivisibile – afferma Alfredo Sepe, segretario di FIALS Bologna – ma non può essere perseguita senza considerare le conseguenze che queste opere possono avere sull’attività dei mezzi di soccorso. Ambulanze, automediche e tutti i veicoli dell’emergenza devono poter raggiungere il paziente e l’ospedale nel minor tempo possibile».
Il timore: ritardi negli interventi salvavita.
Ogni giorno il sistema dell’emergenza-urgenza percorre le principali arterie cittadine per soccorrere pazienti colpiti da infarto, ictus, gravi traumi e altre patologie tempo-dipendenti. Sulle stesse strade viaggiano anche sangue, emoderivati, organi destinati ai trapianti e farmaci salvavita.
Per FIALS Bologna, la presenza di dossi e rallentatori artificiali lungo questi percorsi potrebbe determinare ritardi negli interventi e rendere più complesso il trasporto dei pazienti più critici.
Particolarmente delicata, secondo il sindacato, è la gestione dei politraumatizzati. In questi casi ogni vibrazione o sollecitazione del mezzo rappresenta un elemento che gli operatori cercano di limitare per garantire la massima stabilità clinica durante il trasporto verso l’ospedale.
La richiesta al Comune: salvaguardare le vie del soccorso.
Per questo motivo la FIALS chiede al Comune di Bologna di escludere dall’installazione dei dispositivi di rallentamento tutte le principali direttrici percorse dai mezzi di emergenza, soprattutto quelle che collegano i Pronto Soccorso, gli ospedali cittadini e le sedi operative del sistema di emergenza territoriale.
«Non possiamo accettare – prosegue Sepe – che decisioni sulla viabilità vengano adottate senza un confronto preventivo con chi ogni giorno opera nell’emergenza sanitaria. Chi lavora sulle ambulanze conosce perfettamente quanto anche pochi secondi possano incidere sull’esito di un soccorso».
La proposta: un tavolo tecnico con Comune e sanità.
Il sindacato propone quindi l’apertura immediata di un tavolo tecnico che coinvolga il Comune di Bologna, le Aziende sanitarie e il sistema dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di coniugare la sicurezza della circolazione con l’efficienza dei soccorsi.
Secondo FIALS Bologna, una pianificazione condivisa permetterebbe di evitare interventi che possano rallentare i mezzi di emergenza, preservando al tempo stesso gli obiettivi di riduzione della velocità nelle aree urbane.
«Le vie del soccorso devono restare libere».
La posizione del sindacato si conclude con un richiamo alla centralità del fattore tempo nelle emergenze sanitarie.
«La sicurezza dei cittadini passa anche dalla rapidità con cui un’ambulanza riesce ad arrivare sul luogo dell’emergenza e a raggiungere l’ospedale. Per questo motivo – conclude Alfredo Sepe – le vie del soccorso devono essere progettate tenendo conto, prima di tutto, della necessità di salvare vite umane».
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