Pubblicato il 6 luglio 2023 sulla Rivista di infermieristica psichiatrica e di salute mentale, un recente studio multicentrico ha indagato i fattori che influenzano gli esiti clinici dei pazienti nei reparti di degenza psichiatrica ospedaliera, focalizzandosi in particolare sugli aspetti sensibili all’assistenza infermieristica.
Il contesto e il problema di ricerca.
La relazione terapeutica tra infermiere e paziente rappresenta da sempre il fulcro delle teorie e della ricerca nell’ambito della salute mentale. Tuttavia, fino ad oggi, esistevano prove limitate riguardo ai fattori specifici in grado di influenzare gli esiti del paziente direttamente correlati all’operato infermieristico. Questa carenza di dati empirici ha spesso ostacolato lo sviluppo, la pianificazione e la garanzia di qualitĂ sia nella pratica clinica quotidiana sia nella formazione infermieristica.
Per colmare questa lacuna, un team di ricercatori composto da Karel Desmet, Piet Bracke, Eddy Deproost, Peter JJ Goossens, Joeri Vandewalle, Lieke Vercruysse, Dimitri Beeckman, Ann Van Hecke, Lise-Marie Kinnaer e Sofie Verhaeghe ha condotto uno studio pionieristico per esaminare le associazioni tra gli esiti dei pazienti e una serie di variabili individuali e contestuali.
Metodologia dello studio.
Lo studio ha adottato un disegno trasversale e multicentrico. Hanno partecipato 340 pazienti ricoverati in 30 reparti psichiatrici appartenenti a cinque differenti ospedali. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare la Mental Health Nurse-Sensitive Patient Outcome Scale, uno strumento validato per misurare gli esiti clinici sensibili all’assistenza infermieristica. I dati raccolti sono stati sottoposti ad analisi descrittive, univariate e a modelli lineari misti.
I risultati principali.
Nel complesso, i risultati hanno mostrato che gli esiti riportati dai pazienti si collocano su una fascia che va da moderata a buona. Tra i fattori emersi come significativamente associati a esiti migliori figurano:
- Genere: la partecipazione femminile è risultata associata a punteggi migliori.
- DisponibilitĂ dell’infermiere: la percezione della presenza e della prontezza dell’infermiere quando necessario.
- Frequenza dei contatti: un numero maggiore di interazioni con il personale infermieristico.
- Stimolazione infermieristica: il grado di coinvolgimento e stimolazione offerto dall’infermiere al paziente.
Inoltre, sono state riscontrate alcune variazioni legate all’etĂ per specifici esiti e differenze significative tra i diversi ospedali coinvolti. Curiosamente, gli esiti non sono risultati correlati nĂ© al numero di ricoveri passati nĂ© alla durata della degenza attuale.
Implicazioni per la pratica clinica e la formazione.
Questo studio offre contributi preziosi per il miglioramento della qualitĂ dell’assistenza psichiatrica. Comprendere quali fattori influenzano gli esiti sensibili all’infermiere permette agli infermieri, agli studenti, ai coordinatori e agli stessi pazienti di ottimizzare la relazione terapeutica.
I dati evidenziano la necessitĂ di investire sulla presenza attiva dell’infermiere e sulla qualitĂ della relazione, fornendo alle strutture ospedaliere basi concrete per progettare interventi mirati e per migliorare la formazione del personale infermieristico in ambito di salute mentale.
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