FOGGIA – Il Movimento Infermieri di Capitanata esprime forte preoccupazione e ferma contrarietà di fronte alla paventata chiusura di alcune Postazioni di Emergenza Territoriale (PET) del Servizio 118 nella provincia di Foggia.

A farsi portavoce della posizione del gruppo è Angelo Riky Del Vecchio, infermiere magistrale e giornalista, che sottolinea come ridurre i presidi sul territorio rappresenti una scelta sbagliata e rischiosa per la sicurezza dei cittadini. Al contrario, la strada da percorrere deve essere quella degli investimenti, del potenziamento delle risorse e del pieno sostegno al lavoro del Direttore del Servizio, Dott. Stefano Colelli, e del Coordinatore Infermieristico, Dott. Franco Mansi.
«Siamo profondamente convinti che in Capitanata ci siano le possibilità, i mezzi e i professionisti necessari per rilanciare l’intero comparto dell’emergenza-urgenza», dichiara Angelo Riky Del Vecchio. «Comprendiamo perfettamente la necessità di razionalizzare le risorse, ma questo processo non può e non deve avvenire sulla pelle dei cittadini, specialmente quando si parla di soccorso e salute pubblica».
La posizione del Movimento Infermieri di Capitanata si articola su precise proposte operative:
- Copertura dei piccoli comuni penalizzati: è prioritario garantire il Servizio 118 anche nelle realtà territoriali attualmente sprovviste di una PET, come i comuni di Rignano Garganico e San Paolo di Civitate, oggi nei fatti penalizzati. L’obiettivo fondamentale deve essere l’apertura di presidi 118 in tutti i comuni della provincia che ne sono privi.
- Contrasto alle chiamate improprie: occorre avviare un lavoro capillare per ridurre drasticamente il fenomeno delle chiamate improprie al 118, decongestionando il sistema e migliorando la prontezza d’intervento nei casi di reale urgenza.
- Sicurezza del personale basata sulla formazione: per rispondere efficacemente al grave problema delle aggressioni agli operatori, il movimento ribadisce l’inutilità di misure palliative come le body-cam, puntando invece sulla formazione specifica del personale sanitario e di supporto per prevenire e gestire le situazioni critiche.
«Siamo certi che la dirigenza dell’ASL Foggia e la Regione Puglia sapranno individuare le soluzioni idonee per implementare il servizio anziché ridurlo», conclude Del Vecchio. «Diamo una mano al Dott. Colelli e al Dott. Mansi affinché possano organizzare al meglio una rete d’emergenza vitale per una popolazione vasta e complessa come quella dauna, che conta ben 61 comuni. Ora la parola passa alla politica».
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