Dopo la fiaccolata di protesta, il Direttore Generale invia una lettera aperta ai 2500 dipendenti. Tra debiti ripianati, investimenti milionari e tabelle salariali, il manager sfida la narrazione dei sindacati: “Mai date tante risorse negli ultimi 18 anni”.
SAN GIOVANNI ROTONDO – Non è una semplice replica, ma una vera e propria operazione trasparenza quella messa in atto da Gino Gumirato, Direttore Generale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. All’indomani della fiaccolata che ha visto scendere in strada medici e infermieri per il rinnovo contrattuale, il manager inviato dalla Santa Sede ha inviato una lettera fiume ai 2.500 dipendenti dell’IRCCS, scardinando punto per punto le critiche sindacali.
Il risanamento: 40 milioni di debiti pagati.
Il cuore del messaggio di Gumirato riguarda la solidità finanziaria. Al suo arrivo, il bilancio (chiuso al 31 dicembre 2022) presentava debiti verso i dipendenti per circa 40 milioni di euro. Di questi, ben 30 milioni sono già stati liquidati.
“L’investimento complessivo nei confronti del personale, tra stipendi e arretrati, è stato di 63 milioni di euro”, sottolinea il DG, ricordando come siano stati iniettati nelle buste paga altri 10 milioni di risorse aggiuntive, oltre a 27,5 milioni in nuove tecnologie.
Il nodo del contratto: l’eredità del 2004.
Gumirato chiarisce anche la complessa questione dei contratti. La scelta di uniformare il personale ai contratti nazionali Aiop Aris/Cimop nasce dalla natura privata della Fondazione. Il DG ricorda che l’applicazione del contratto pubblico risaliva a un accordo del 2004, legato a un finanziamento straordinario dello Stato di 95 milioni di euro.
Secondo il manager, quel patto non creava un automatismo per il futuro: paradossalmente, proprio mentre si ricevevano fondi pubblici, si accumulavano debiti verso i lavoratori che oggi la nuova gestione sta onorando.
Stipendi sotto la lente: le tabelle della discordia.
In un passaggio destinato a far discutere, Gumirato ha allegato alla lettera le tabelle salariali medie dei dipendenti, definendole ai massimi livelli per il Centro-Sud Italia:
- Medici (468 dipendenti): Emolumenti netti che variano dai 3.000 agli 8.000 euro mensili.
- Comparto (2045 tra infermieri, OSS e amministrativi): Stipendi netti tra i 1.500 e i 2.500 euro.
Il messaggio è chiaro: non ci sono stati licenziamenti, non ce ne saranno, e nessuno ha subito (o subirà) tagli allo stipendio.
”Risorse mai viste prima”.
Il DG spegne le luci della protesta rivendicando i fatti: “In un contesto di crisi, la Fondazione ha dato priorità ai collaboratori con risorse mai viste negli ultimi 18 anni”. La sfida ora si sposta sul Piano Strategico 2025-2029, che dovrebbe segnare il definitivo rilancio dell’ospedale voluto da San Pio.
Resta da capire come reagiranno i sindacati a questa “operazione verità” che, nei fatti, sposta il dibattito dai diritti negati ai numeri del bilancio.
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