Dom. Lug 14th, 2024

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), spesso identificata come la “malattia dei fumatori” (ma anche dei falegnami, dei fabbri e di tutti coloro che lavorano con polveri sottili), è una delle patologie respiratorie più invalidanti, caratterizzata da un basso indice di regressione. Si tratta di un’infiammazione cronica delle vie aeree e del tessuto polmonare che provoca, in modo lento e progressivo, l’ostruzione dei bronchi e la conseguente limitazione del flusso aereo. La gestione dei pazienti affetti da BPCO richiede un approccio multidisciplinare, in cui il ruolo dell’infermiere è cruciale per soddisfare i molteplici bisogni di salute di questi pazienti.

Piano Assistenziale per la BPCO

Un piano assistenziale per la BPCO, basato sul modello bifocale di Carpenito, prevede la formulazione autonoma da parte del professionista infermiere di diagnosi infermieristiche, obiettivi specifici, pianificazione e attuazione degli interventi necessari per il raggiungimento degli stessi, e un sistema di valutazione continua per monitorare la risposta del paziente all’assistenza erogata.

Diagnosi Infermieristiche e Problemi Collaborativi

Le diagnosi infermieristiche riguardano aspetti gestibili direttamente dall’infermiere, mentre i problemi collaborativi coinvolgono complicanze potenziali che richiedono l’intervento congiunto di medici e altri professionisti sanitari. L’infermiere collabora attivamente nel monitoraggio del paziente, individuando segni e sintomi di complicanze e attuando interventi per stabilizzare le condizioni cliniche dell’assistito.

Esempio di Piano Assistenziale per un Paziente con BPCO

Consideriamo il caso del signor Luigi, 45 anni, assicuratore, con un BMI di 17 (sottopeso), diagnosticato con BPCO. Dopo la fase di stabilizzazione presso l’U.O. di Medicina d’Urgenza, viene programmato il piano di dimissione. Tenendo conto delle specifiche condizioni del paziente, l’infermiere progetterà un piano educativo mirato per:

  • Identificare segni e sintomi delle complicanze acute.
  • Riconoscere e correggere i fattori di rischio.
  • Gestire correttamente la terapia prescritta.
  • Apprendere tecniche per una buona cura di sé.
Diagnosi Infermieristica: Inefficace Autogestione della Salute

Diagnosi: Inefficace autogestione della salute correlata a complessità del regime terapeutico e conoscenze insufficienti, manifestata da difficoltà dichiarate nel gestire il trattamento e prevenire complicanze.

Obiettivo: Il paziente conoscerà e metterà in atto i comportamenti necessari per la gestione della patologia e la prevenzione delle recidive entro la dimissione.

Interventi Educativi

Gli interventi educativi devono essere orientati a migliorare l’autonomia del paziente nella gestione della BPCO. Ecco alcuni esempi:

  1. Gestione della Dispnea:
    • Insegnare tecniche di respirazione diaframmatica.
    • Suggerire posizioni confortevoli per alleviare la dispnea.
    • Utilizzare tecniche di rilassamento e distrazione.
  2. Stato Nutrizionale:
    • Promuovere una dieta ricca di proteine e lipidi, ma povera di carboidrati.
    • Assicurare un’adeguata idratazione (almeno 2 litri di acqua al giorno).
  3. Tecniche di Liberazione delle Vie Aeree:
    • Insegnare una tosse efficace.
    • Valorizzare il drenaggio posturale e l’umidificazione degli ambienti.
  4. Smettere di Fumare:
    • Suggerire metodi e risorse per smettere di fumare.
    • Indirizzare a gruppi di supporto.
  5. Sonno e Riposo:
    • Promuovere tecniche che favoriscano un sonno riposante.
    • Consigliare routine che migliorino la qualità del sonno.
  6. Monitoraggio dei Sintomi:
    • Educare il paziente su quali dati riferire al medico (ad esempio, variazioni della temperatura corporea, caratteristiche dell’escreato, aumento della dispnea).
Verifica degli Obiettivi

La verifica degli obiettivi si basa sulla capacità del paziente di mettere in atto i comportamenti necessari per la gestione della BPCO e la prevenzione di recidive o complicanze.

Conclusioni

L’assistenza infermieristica ai pazienti con BPCO richiede competenze specifiche e un approccio educativo mirato per migliorare la qualità della vita del paziente. La combinazione di interventi educativi e collaborativi consente di gestire efficacemente questa patologia cronica, riducendo il rischio di complicanze e migliorando l’adesione del paziente al piano terapeutico.

Fonti

  • Lynda Juall Carpenito-Moyet, Piani di assistenza infermieristica e documentazione, Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2015.

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