Dodici ore in Pronto Soccorso, in Rianimazione, in Terapia Intensiva, in una degenza post-operatoria. Qualcuno ha deciso che questa debba essere la soluzione alla crisi della sanità.
Le Aziende devono coprire i turni, il CCNL consente di arrivare fino a 12 ore, le OOSS firmatarie hanno sottoscritto questa impostazione e il conto, ancora una volta, rischiano di pagarlo gli infermieri. Perché una cosa è organizzare il lavoro, un’altra è organizzarlo aumentando progressivamente il peso sulle spalle di chi è già in prima linea.
Non siamo caselle da riempire, ma professionisti.
Un infermiere non è una casella da riempire nella turnistica, non è una risorsa inesauribile, non è la soluzione alle carenze di organico. È un professionista che per dodici ore deve mantenere attenzione, lucidità, precisione e capacità decisionale.
Nelle aree critiche questo significa lavorare per dodici ore notturne dentro situazioni di emergenza: pazienti instabili, monitor, farmaci ad alto rischio, procedure complesse e responsabilità continue.
Dodici ore consecutive, un’intera notte trascorsa al lavoro, proprio nelle ore in cui la fatica fisiologica aumenta. E l’infermiere deve continuare a garantire la stessa qualità e la stessa sicurezza assistenziale.
Possiamo davvero chiamarla semplicemente “organizzazione del lavoro”?
No. Quando l’organizzazione serve a compensare la mancanza di personale facendo lavorare più a lungo chi è già in servizio, il problema dell’azienda viene trasferito direttamente sul lavoratore.
| Ruolo e Responsabilità | La Realtà Imposta |
| Aziende Sanitarie | Devono assumere e organizzare i servizi, non abusare del personale esistente. |
| Contratto Nazionale (CCNL) | Deve tutelare la salute e la sicurezza di chi lavora, ponendo limiti chiari. |
| Organizzazioni Sindacali | Devono rappresentare e difendere gli interessi dei lavoratori, non cedere su diritti fondamentali. |
La richiesta chiara del SIAPS: Cancellazione Immediata.
PER QUESTO IL SIAPS CHIEDE CHE NELLA PREINTESA DEL CCNL LA POSSIBILITÀ DI UTILIZZARE TURNI NOTTURNI FINO A 12 ORE VENGA CANCELLATA.
Non rivista, non discussa, non annacquata, non resa più conveniente, non semplicemente “gestita”, ma CANCELLATA.
Una disposizione può essere contrattualmente consentita e contemporaneamente risultare profondamente sbagliata per chi deve subirla ogni giorno. Nelle aree critiche il limite è ancora più evidente: dodici ore di lavoro non sono dodici ore qualsiasi. Sono dodici ore in cui un infermiere deve essere presente, lucido e responsabile fino all’ultimo minuto.
Il sistema sanitario non può risolvere le proprie carenze allungando il lavoro notturno di chi già lavora dentro l’emergenza.
BASTA USARE GLI INFERMIERI COME AMMORTIZZATORI DELLE CARENZE ORGANIZZATIVE.
Cosa serve davvero alla Sanità Pubblica?
- Più personale attraverso assunzioni stabili e immediate;
- Turni sostenibili che rispettino i tempi di recupero psicofisico;
- Più tutele per la salute e la sicurezza del personale sanitario;
- Una scelta chiara: LE 12 ORE DI NOTTE NON DEVONO DIVENTARE LA NUOVA NORMALITÀ.
Il SIAPS sta e starà sempre dalla parte degli infermieri.
Michele Placentino
Segretario Generale SIAPS — Sindacato Italiano Autonomo Professioni Sanitarie
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