Trento – La situazione dell’Ospedale di Cavalese è a un punto critico. A lanciare l’allarme sono Cesare Hoffer e Roberta Finessi del Nursing Up Trento, che tornano a denunciare le gravi problematiche del presidio sanitario, sottolineando come le proposte concrete avanzate finora siano rimaste senza riscontro istituzionale.
Al centro della crisi vi è la carenante dotazione organica del personale infermieristico, sanitario e di supporto (OSS), che sta affrontando un carico di lavoro insostenibile.
Carenza di personale e difficoltà di tappare i “buchi”.
Le cessazioni dal servizio – legate a pensionamenti e dimissioni – vengono tamponate con estrema fatica. Per invertire la rotta, spiegano dal sindacato, è indispensabile un progetto strutturato di attrattività e valorizzazione a livello aziendale e provinciale.
I modelli virtuosi a cui guardare non sono distanti: la vicina Provincia di Bolzano garantisce già riconoscimenti economici maggiori, rimborsi viaggio per i pendolari e appartamenti agevolati per i dipendenti. Sono esattamente questi i binari operativi da seguire per argomentare la fuga di professionisti e arginare il disagio lavorativo.
Demansionamento e servizi a rischio: la situazione reparti.
Il personale non solo va tutelato economicamente, ma merita percorsi di carriera definiti sia in ambito ospedaliero che territoriale. Ad oggi, denunciano Hoffer e Finessi, si assiste invece a una pericolosa deriva: un utilizzo demansionante e dequalificante del personale infermieristico, costretto a sopperire alla cronica mancanza di operatori socio-sanitari (OSS).
Le ricadute sull’offerta sanitaria sono pesanti e immediate:
- Medicina: ha dovuto ridurre l’attività a causa della carenza di infermieri, con un effetto domino negativo anche sulla Chirurgia.
- Laboratorio: si trova in una situazione di forte crisi, destinata ad aggravarsi ulteriormente a causa dei futuri pensionamenti.
- Emodialisi vacanze: di fatto paralizzata per mancanza di infermieri, ha garantito un numero limitatissimo di accessi.
- Trasporti secondari: il personale infermieristico continua a essere impiegato per i trasferimenti urgenti in ambulanza presso altre strutture, un’attività che richiede urgentemente un incremento delle dotazioni organiche per tutelare sicurezza e qualità.
Territorio in sofferenza e la sfida delle Case di Comunità.
Anche l’assistenza territoriale naviga in cattive acque, penalizzata dalla mancanza di figure infermieristiche e sanitarie. Eppure, tali professionalità potrebbero rappresentare il perno delle nascenti Case di Comunità, intercettando alla radice i bisogni di una popolazione sempre più anziana e fragile che necessita di cure di prossimità.
L’appello finale: risposte concrete o il baratro.
Infermieri e professionisti sanitari del comparto sono il pilastro imprescindibile per garantire i livelli minimi di assistenza nelle valli periferiche.
«Ora però ci vogliono risposte concrete su valorizzazione economica, carriera, disagio e alloggi a prezzo agevolato per garantire attrattività e trattenimento», ribadiscono dal Nursing Up Trento, confermando comunque la massima apertura a un confronto costruttivo con tutte le istituzioni coinvolte.
Senza una svolta immediata, avvertono i rappresentanti sindacali, la riduzione dei servizi non sarà più un’ipotesi, ma una via obbligata.
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