La storia di una donna di Torremaggiore operata con successo al femore. Il plauso della direttrice generale dell’Asl di Foggia Tiziana Di Matteo alle équipe che se ne sono prese cura fin dal primo momento.
L’età anagrafica non è un limite quando la medicina d’eccellenza incontra la dedizione e la sinergia di una grande squadra. È una straordinaria storia di buona sanità quella che arriva dall’Ospedale “Teresa Masselli Mascia” di San Severo, dove una donna di 103 anni, residente a Torremaggiore, è stata sottoposta con successo a un delicato intervento chirurgico a seguito di una grave caduta. Un risultato reso possibile grazie alla straordinaria catena di assistenza e al lavoro di medici e infermieri che si sono presi cura di lei dapprima al Pronto Soccorso e successivamente in sala operatoria.
L’arrivo in Pronto Soccorso e la diagnosi.
L’anziana era giunta al Pronto Soccorso dell’ospedale in condizioni particolarmente complesse e delicate. Gli accertamenti diagnostici tempestivi condotti dal personale sanitario di prima accoglienza avevano evidenziato una frattura basicervicale del femore sinistro associata a una frattura dell’olecrano sinistro.
Un quadro clinico severo che, a causa della veneranda età e della fragilità della paziente, ha richiesto una valutazione multidisciplinare approfondita prima di procedere con la pianificazione dell’operazione.
L’intervento e il lavoro dell’équipe multidisciplinare.
L’intervento chirurgico, condotto in anestesia spinale, è consistito nella riduzione della frattura e nella sintesi mediante l’impiego di un chiodo endomidollare Elos, una delle tecniche standard più avanzate per il trattamento delle fratture pertrocanteriche del femore.
L’operazione in sala operatoria è stata eseguita dall’équipe della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia: l’intervento è stato condotto dal vice primario Armando Arminio insieme all’anestesista Elisa Soriano. Un ruolo fondamentale è stato giocato anche dal personale infermieristico e dagli operatori socio-sanitari, che hanno seguito e assistito la paziente con competenza e profonda umanità in ogni singola fase del percorso assistenziale.
Superato l’intervento e completato il regolare decorso post-operatorio senza complicazioni, la centenaria è stata trasferita in una struttura dedicata alla riabilitazione intensiva per favorire il recupero.
Il valore della cura: “L’età non può essere un limite”.
Il successo di questo intervento ha acceso i riflettori sull’importanza di non considerare l’età anagrafica un ostacolo alle cure.
A rimarcarlo è il direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia, Giuseppe Ricciardi, il quale ha sottolineato come ogni decisione clinica debba basarsi sulle condizioni complessive del paziente, sulle sue potenzialità di recupero e sul rapporto rischi-benefici: “Intervenire significa offrire concrete possibilità di recuperare autonomia, ridurre il dolore, prevenire le complicanze dell’allettamento e preservare la migliore qualità di vita possibile”.
Sulla stessa linea il dottor Armando Arminio, che ha voluto evidenziare il valore cruciale dell’approccio multidisciplinare e della cooperazione tra diverse professionalità nella gestione dei pazienti più fragili.
Il ringraziamento dell’Asl di Foggia.

Un plauso speciale e un sentito ringraziamento per questo straordinario risultato sono arrivati dalla direttrice generale dell’Asl di Foggia, Tiziana Di Matteo. La direzione ha voluto ringraziare espressamente i medici e gli infermieri — da quelli in servizio al Pronto Soccorso che hanno accolto la paziente fino agli specialisti della sala operatoria e dei reparti — per la professionalità, la sensibilità e la dedizione dimostrate nel prendersi cura della centenaria, confermando l’alta qualità dei percorsi assistenziali attivati nella sanità locale.
Share this content:
