La situazione nei presidi d’urgenza siciliani ha raggiunto un livello di guardia non più tollerabile. Dopo la brutale escalation estiva che ha attraversato Palermo e Messina, e gli ultimi gravissimi episodi registrati a settembre — culminati nel violento assalto al Triage dell’ospedale San Marco di Catania del 20 settembre e nella precedente aggressione al Cannizzaro del 7 settembre —, l’allarme è generale.
Il fenomeno non risparmia alcuna provincia: da Siracusa a Ragusa, da Caltanissetta ad Agrigento, fino a Enna e Trapani, i Pronto Soccorso isolani continuano a essere teatro di tensioni inaccettabili. Di fronte a questa emergenza, l’ANAFePC (Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale) alza la voce con un duplice appello rivolto ai cittadini e alle autorità di pubblica sicurezza.
“State sbagliando bersaglio”: il messaggio ai cittadini.
Il primo affondo dell’associazione è diretto a chi, esasperato dalle disfunzioni del sistema, sfoga la propria rabbia sul personale sanitario.
“Infermieri, medici e OSS non organizzano il servizio sanitario. Sono professionisti in prima linea che, tra turni estenuanti, garantiscono la salute pubblica nonostante la drammatica carenza di organico in Sicilia”, sottolinea l’ANAFePC.
Trasformare i camici bianchi nel capro espiatorio di carenze strutturali è un grave errore. La qualità dei servizi, la disponibilità dei posti letto, le assunzioni del personale e la pianificazione strategica dipendono esclusivamente dall’Assessorato e dal Governo della Regione Siciliana. È lì, nella cabina di regia politica e gestionale, che risiedono le vere responsabilità.
Come canalizzare la rabbia in modo democratico.
Il Presidente dell’ANAFePC, Calogero Coniglio, invita la collettività a trasferire le proprie istanze nelle sedi democratiche, esercitando un controllo rigoroso in vista delle urne:
- Verificare i curricula: Analizzare competenze reali e capacità manageriali dei candidati al rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana e del governo regionale.
- Premere sul merito: Scegliere spessore professionale e meriti oggettivi rappresenta l’unica strada concreta per ottenere servizi efficienti e sicuri in ogni provincia.
Appello ai Questori: più presidi fissi davanti agli ospedali.
Sul fronte della sicurezza immediata, l’associazione esprime un profondo ringraziamento alle Forze dell’Ordine per l’abnegazione con cui proteggono i lavoratori, ma chiede uno sforzo supplementare.
Il Vice Presidente Maurizio Cirignotta ha lanciato un appello formale ai Questori di tutte le province siciliane:
“È fondamentale intensificare i pattugliamenti davanti ai presidi. Chiediamo che le volanti effettuino soste dedicate, temporanee ma frequenti, all’ingresso dei Pronto Soccorso. La presenza dell’auto di servizio e degli agenti rappresenta un indispensabile deterrente psicologico.”
Lavoro e dignità: basta rischiare la vita per responsabilità altrui.
La posizione dell’ANAFePC si chiude con una richiesta netta e senza appello: la violenza nei presidi d’urgenza deve cessare immediatamente.
Il personale sanitario non può e non deve pagare il prezzo di decisioni politiche calate dall’alto. Medici, infermieri e operatori sociosanitari meritano rispetto, tutele concrete e dignità lavorativa, liberi dalla paura di dover rischiare l’incolumità personale nello svolgimento del proprio dovere.
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