Nella vita, l’evento della malattia rappresenta un turbamento relazionale e sociale, oltre che psicologico. Affrontarla oggi risulta sempre più complesso, in un sistema sanitario caratterizzato da una crescente carenza di risorse umane e materiali. In territori dove in passato la sanità era presente, oggi essa è quasi del tutto assente; l’unico punto di riferimento visibile rimane la farmacia, che si è trasformata in un presidio sanitario per ogni evenienza, grazie alla telemedicina e ai vari servizi offerti, quali il centro unico di prenotazione per visite ed esami.
L’ospedale nella sua interezza si configura come un imbuto nel quale affluisce un gran numero di persone in cerca di risposte anche per disturbi talvolta transitori. Tale situazione determina sovraffollamento nelle poche sale disponibili, tanto che spesso anche le ambulanze non possono effettuare lo sbarco dei pazienti a causa della mancanza di posti letto.
Questa condizione compromette la disponibilità dei mezzi sul territorio, i quali potrebbero essere necessari altrove ma sono costretti a rimanere fermi finché non viene trovata una sistemazione adeguata per il paziente.
Tutto questo disagio ha radici profonde e complesse. In primo luogo, si deve considerare l’introduzione del numero chiuso per la facoltà di Medicina: anziché mantenere una selezione naturale nel corso del primo biennio, si è optato per un test d’ingresso.
Successivamente, la riforma del Titolo V della Costituzione ha determinato il passaggio da una sanità nazionale a una gestione regionale. Infine, va sottolineata la scarsa attrattività della professione infermieristica, dovuta a molteplici problematiche di natura contrattuale e alla mancata valorizzazione della stessa figura professionale.
Questi aspetti rappresentano attualmente la principale sfida futura per il sistema sanitario italiano, poiché senza investimenti adeguati sul personale non sarà possibile garantire né sanità né assistenza sanitaria di qualità.
Infine, vi è la persona umana, il paziente, con la sua malattia, la sua sofferenza e il suo disagio, che non derivano esclusivamente dalla malattia stessa, poiché per natura la vita umana comprende sia gioia che dolore. Pertanto, la malattia rappresenta una condizione che deve essere sempre affrontata con pazienza. Tuttavia, esiste un’altra forma di sofferenza ancora più intensa e difficile da quantificare: quella legata all’essenza stessa dell’essere persona umana.
Questa sofferenza è particolarmente dolorosa poiché entra in conflitto con i valori fondamentali della vita.
Ecco la società odierna, nella quale di fronte alla malattia si predicano buoni principi, ma spesso si agisce in modo contrario; sono infatti pochi i contesti e i territori in cui, prima di affrontare la patologia, viene effettivamente presa in considerazione la persona nel suo complesso, riconoscendo che dietro ogni malattia vi è sempre un individuo umano e non semplicemente un codice o un numero.
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