Dom. Lug 14th, 2024

Assolto dall’infamante accusa di violenza sessuale aggravata: Operatore Socio Sanitario (OSS) scoppia in lacrime.

Oggi, il Tribunale di Milano ha assolto un operatore socio sanitario di 60 anni dall’accusa di violenza sessuale aggravata. L’uomo, che era stato accusato di molestie nei confronti di due pazienti anziane di 82 e 83 anni ricoverate all’ospedale Gaetano Pini, ha reagito con lacrime di sollievo dopo la lettura della sentenza.

Il processo e le accuse.

Il caso ha avuto inizio quando le due pazienti, durante il periodo di riabilitazione, hanno denunciato l’operatore tramite i loro familiari, sostenendo di essere state molestate mentre lui si occupava della loro igiene personale. Questo ha portato a un’indagine coordinata dal pm Rosaria Stagnato e dall’aggiunto Letizia Mannella. Nel corso dell’indagine, l’uomo è stato riconosciuto dalle anziane tramite fotografie e un’audizione protetta.

L’arresto e la difesa.

Lo scorso anno, il giudice per le indagini preliminari Giulio Fanales ha emesso un provvedimento di arresti domiciliari nei confronti dell’operatore, che ha portato al suo licenziamento dalla cooperativa presso cui era impiegato. Nonostante le accuse e il provvedimento, l’uomo ha sempre proclamato la sua innocenza, sostenuto dalla moglie e dal figlio.

La sentenza.

L’undicesima sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Fabrizia Pironti Di Campagna, ha deciso di assolvere l’operatore con formula dubitativa, ritenendo che non sia stata raggiunta o dimostrata con chiarezza la prova della sua colpevolezza. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 70 giorni.

Le reazioni.

Le avvocatesse difensori, Maria Cristina Tognoni e Maria Pia Licata, hanno commentato la sentenza spiegando che si è trattato di un grosso equivoco. Hanno sottolineato che l’uomo ha sempre avuto una condotta ineccepibile sia nella vita privata sia nel lavoro, dove era apprezzato da tutti.

L’operatore, originario del Perù e residente in provincia di Bergamo, ha lavorato per oltre 14 anni all’ospedale Gaetano Pini, dove ha costruito una reputazione di professionalità e dedizione. Dopo un anno di sofferenza e incertezze, è stato finalmente assolto, chiudendo così un capitolo doloroso della sua vita.

Processo giusto e accurato.

Questo caso evidenzia l’importanza di un processo giusto e accurato, dove le prove devono essere valutate con rigore per garantire che nessuna persona venga ingiustamente condannata. La sentenza di oggi rappresenta un passo significativo verso la giustizia per l’operatore socio sanitario e un promemoria del valore della presunzione di innocenza fino a prova contraria.

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