NAPOLI – Non si ferma l’escalation di violenza ai danni del personale sanitario a Napoli. Le segreterie aziendali di CISL, Nursind e Nursing Up hanno lanciato un durissimo atto di accusa contro l’Amministrazione dell’ASL Napoli 1 Centro, denunciando un “totale immobilismo” di fronte ai gravissimi episodi di aggressione avvenuti all’interno della struttura SIR (Struttura Intermedia Residenziale) “27 Gennaio”.
Una struttura al collasso: sovraffollamento e solitudine.
Secondo quanto riportato nella nota sindacale, la SIR 27 Gennaio sta affrontando una crisi senza precedenti. La struttura ospita un numero di pazienti superiore a tutte le altre realtà simili dell’Azienda, ma con una carenza organizzativa fatale: l’assenza di un medico in pianta stabile.
Gli infermieri si trovano così a gestire casi di estrema pericolosità sociale e clinica in una condizione di “totale e pericolosa solitudine decisionale”. Una situazione che, secondo le sigle sindacali, sta spingendo i professionisti verso un burnout irreversibile, minando la qualità delle cure e la sicurezza degli stessi pazienti.
Le violazioni di legge: “La tutela non è un’opzione”.
Il sindacato richiama con fermezza l’Amministrazione ai propri doveri legali, citando tre pilastri normativi che sarebbero stati disattesi:
- Articolo 2087 del Codice Civile: impone al datore di lavoro di adottare ogni misura necessaria a proteggere l’integrità fisica e morale dei dipendenti.
- D.Lgs. 81/2008: obbliga l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), specialmente in presenza di rischi specifici come le aggressioni.
- Legge 113/2020: la normativa specifica contro la violenza sugli operatori sanitari che impone protocolli di sicurezza rigorosi.
“L’inerzia attuale configura una grave violazione della legge. Ogni ulteriore aggressione aggrava la responsabilità civile e penale dell’Amministrazione per omessa prevenzione”, si legge nel comunicato.
Le richieste: allontanamento dei soggetti pericolosi e vigilanza.
Le sigle CISL, Nursind e Nursing Up non chiedono solo solidarietà, ma azioni immediate. Tra le richieste principali:
- Allontanamento immediato del soggetto responsabile delle ultime aggressioni verso strutture dotate di assistenza medica h24.
- Attivazione di vigilanza qualificata all’interno della SIR.
- Supporto legale e psicologico per gli operatori vittime di violenza.
L’ultimatum: 15 giorni per evitare la Procura.
La pazienza dei lavoratori è esaurita. I sindacati hanno concesso all’ASL Napoli 1 un termine di 15 giorni per adottare misure concrete. In assenza di riscontri, scatterà il deposito di un esposto formale presso la Procura della Repubblica e l’Ispettorato del Lavoro, con la contestuale proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale.
Il messaggio è chiaro: gli infermieri della SIR 27 Gennaio non possono più essere l’unico bersaglio di carenze organizzative e strutturali.
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