L’Università prende in carico la denuncia dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”. Al centro della vicenda un contenuto pubblicato sui social da una studentessa del Corso di Laurea in Infermieristica.
Fa discutere il caso di una studentessa del Corso di Laurea in Infermieristica della Sapienza Università di Roma, finita al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione di un video su TikTok ritenuto inappropriato dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”.
L’associazione, guidata dal dottor Manuel Ruggiero, ha presentato una segnalazione ufficiale all’Ateneo, definendo il contenuto pubblicato “scandaloso” e “disgustoso” e chiedendo che vengano valutati eventuali provvedimenti nell’ambito del percorso formativo della studentessa.
La Sapienza: “sono in corso le verifiche”.
In seguito alla segnalazione, la Sapienza Università di Roma ha confermato di aver preso formalmente in carico la vicenda.
In una comunicazione ufficiale, l’Ateneo ha precisato di aver avviato le necessarie verifiche interne e che, al termine degli accertamenti, saranno assunte le eventuali determinazioni ritenute opportune.
Al momento non è stata adottata alcuna decisione disciplinare e non è stato espresso alcun giudizio di responsabilità nei confronti della studentessa. L’istruttoria servirà proprio ad accertare i fatti e a verificare l’eventuale violazione dei regolamenti universitari o dei principi che ispirano la formazione delle professioni sanitarie.
Social network e professioni sanitarie: un equilibrio delicato.
L’episodio riaccende il dibattito sull’utilizzo dei social media da parte degli studenti e dei professionisti della sanità.
Piattaforme come TikTok, Instagram e Facebook rappresentano strumenti di comunicazione sempre più diffusi, ma richiedono particolare attenzione quando vengono utilizzate da chi opera, o si prepara a operare, in ambito sanitario.
La reputazione della professione, il rispetto della dignità delle persone assistite e l’immagine delle istituzioni sanitarie sono aspetti che possono essere influenzati anche dai contenuti condivisi online, indipendentemente dalla presenza di dati sensibili o pazienti identificabili.
Il valore della formazione etica.
Sebbene la protagonista della vicenda sia una studentessa e non un’infermiera iscritta all’Albo, il percorso universitario in Infermieristica punta a formare non solo competenze cliniche e scientifiche, ma anche responsabilità, senso etico e consapevolezza del ruolo professionale.
I principi contenuti nel Codice Deontologico degli Infermieri rappresentano infatti un riferimento fondamentale durante tutto il percorso formativo, insieme ai regolamenti universitari che disciplinano il comportamento degli studenti, soprattutto durante le attività di tirocinio.
In attesa degli accertamenti.
La vicenda resta quindi aperta. Saranno gli accertamenti avviati dalla Sapienza a chiarire i fatti e a stabilire se il comportamento contestato sia incompatibile con i doveri richiesti agli studenti delle professioni sanitarie.
Il caso rappresenta comunque un’ulteriore occasione per riflettere sull’importanza di un utilizzo responsabile dei social network da parte di chi sceglie una professione fondata sulla fiducia, sul rispetto della persona e sull’etica dell’assistenza.
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