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18 Gen 2026, Dom

Verona, Pronto Soccorso di Borgo Trento: uomo fuma crack davanti all’ingresso, nuova denuncia di degrado e insicurezza.

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Un inquietante episodio ha nuovamente acceso i riflettori sulle gravi criticità di sicurezza all’interno del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, sede di Borgo Trento. Nei giorni scorsi, un uomo già noto per comportamenti pericolosi è stato ripreso mentre faceva uso di crack proprio davanti all’ingresso del reparto emergenze, seduto su una sedia a rotelle e pronunciando la frase: “Non fumo crack, ma se avete bisogno…”.

Un episodio che denuncia il degrado.

La denuncia arriva dal sindacato UIL FPL Verona, con il segretario provinciale Stefano Gottardi che definisce la situazione “inaccettabile” e simbolo di un progressivo abbandono delle strutture sanitarie. Lo stesso individuo, circa dieci giorni prima, aveva dato in escandescenza durante un elettrocardiogramma, uscendo dalla sala con gli elettrodi ancora addosso e salendo sulla pensilina dell’ingresso, minacciando di togliersi la vita. Solo l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato una tragedia.

Da oltre due settimane quest’uomo si aggira liberamente all’interno dell’ospedale, creando un clima di forte disagio e allarme tra pazienti e personale sanitario, già sottoposto a carichi di lavoro estremamente pesanti.

Mancanza di sicurezza e assenza di sorveglianza.

A peggiorare la situazione, l’Azienda Ospedaliera ha comunicato che non sarà possibile installare le videocamere di sorveglianza, nonostante un accordo raggiunto mesi fa, a causa della mancanza di fondi economici. Una decisione che il sindacato definisce “inaccettabile”, sottolineando come chi lavora in prima linea continui a doversi assumere responsabilità enormi senza adeguati strumenti di protezione.

La situazione notturna è particolarmente critica: la Polizia di Stato non è presente nelle ore serali e notturne, mentre il servizio di vigilanza privata non è stato attivato per motivi di costi ritenuti troppo elevati dalla Regione Veneto.

La proposta della UIL: presidio dell’Esercito.

Di fronte a questa emergenza, Stefano Gottardi ha avanzato una proposta forte: “Se l’Esercito viene impiegato per presidiare stazioni e tribunali, perché non anche i Pronto Soccorso, dove si lotta ogni giorno per la vita delle persone? Non possiamo più permetterci di trattare la sanità come un settore di serie B”.

Gottardi ribadisce che i percorsi di autodifesa per gli operatori sanitari possono aiutare, ma non sono la soluzione definitiva. “Il Pronto Soccorso è un luogo sacro, da proteggere con ogni mezzo. Serve un segnale forte e risposte concrete”.

La posizione dell’Azienda Ospedaliera.

L’Azienda Ospedaliera di Verona, pur confermando la presenza dell’uomo, ha smentito l’effettivo uso di crack all’interno del Pronto Soccorso, definendo il soggetto “persona fragile nota alle forze dell’ordine” e sottolineando che era presente personale di polizia per riportarlo fuori dopo le cure necessarie.

Un allarme che riguarda tutti.

Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente disagio e insicurezza nei pronto soccorso italiani, dove il personale sanitario si trova sempre più spesso a dover gestire situazioni di tensione, aggressioni e carenze strutturali.

UIL FPL Verona chiede interventi immediati e strutturali per garantire la sicurezza di lavoratori e pazienti, ricordando che la sicurezza non è un lusso, ma un diritto fondamentale.

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