Il 12 maggio 2026, l’Auditorium Antonianum di Roma è stato la prestigiosa cornice delle celebrazioni italiane per la Giornata Internazionale dell’Infermiere. L’evento, intitolato “Un Secolo di Sapere Infermieristico: Nati per prendersi cura, formati per eccellere”, ha segnato un momento storico per la categoria, intrecciando la memoria del passato con le sfide dell’assistenza moderna.
Radici storiche e nuovi traguardi.
La giornata ha commemorato tappe fondamentali per la categoria: il centenario del Regio decreto del 1925, che istituì le prime Scuole convitto professionali, il trentennale del passaggio della formazione di base all’università e il ventennale dei primi dottorati di ricerca. L’attenzione è stata rivolta con orgoglio alle lauree magistrali specialistiche che, proprio a partire dal 2026, hanno iniziato a delineare un modello di assistenza basato sulle reali necessità dei cittadini.
Una giornata di alto valore istituzionale.
La mattinata si è aperta ufficialmente alle ore 10:30 con una cerimonia di assoluto rilievo, culminata con l’ingresso del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e l’esecuzione dell’Inno nazionale. La Presidente della FNOPI, Barbara Mangiacavalli, ha tenuto la relazione introduttiva, sottolineando l’importanza dell’eredità del Regio decreto del 1925 che istituì le prime Scuole convitto professionali.

A seguire, il Giudice della Corte costituzionale Francesco Saverio Marini ha approfondito il “fondamento costituzionale del sapere infermieristico”, ribadendo il ruolo cruciale della professione all’interno del sistema democratico e sociale del Paese.
Ricerca e formazione al centro del dibattito.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata a una tavola rotonda focalizzata su ricerca, formazione e sapere professionale. Il dibattito, moderato dal docente e giornalista Francesco Giorgino, ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama scientifico e accademico italiano:
- Interventi Istituzionali: sono intervenuti il Ministro della Salute Orazio Schillaci.
- Contributi Accademici:hanno preso parte al confronto Laura Ramaciotti (Presidente CRUI), Rosaria Alvaro (Università Tor Vergata), Alvisa Palese (Università di Udine) e Maria Grazia De Marinis (Consiglio Superiore di Sanità).
- Prospettive Scientifiche: sono intervenuti inoltre Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto Mario Negri, ed Edoardo Manzoni, Presidente dell’Associazione “Marisa Cantarelli”.

Un nuovo modello di assistenza.
L’incontro è stato l’occasione per celebrare traguardi fondamentali: il trentennale del passaggio della formazione di base in ambito universitario e il ventennale dei primi dottorati di ricerca. Con uno sguardo rivolto al futuro, è stato evidenziato come le nuove lauree magistrali specialistiche, operative proprio dal 2026, siano il pilastro di un modello assistenziale finalmente disegnato sulle reali necessità dei cittadini.
I lavori si sono conclusi alle ore 13:00 con le riflessioni finali della Presidente Mangiacavalli, confermando l’impegno della Federazione nel promuovere l’eccellenza e l’evoluzione continua della professione infermieristica in Italia.
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