Oggi non è solo una data sul calendario della sanità; è il grido di battaglia di una professione che sta alla base della vita stessa. Il 5 maggio 2026 segna una Giornata Internazionale dell’Ostetrica dal sapore particolare: la FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica) si è unita al coro mondiale della campagna “One million more Midwives”.
Il messaggio è semplice quanto drammatico: al mondo mancano un milione di ostetriche. E non è un problema che riguarda solo aree remote o paesi in via di sviluppo; è una ferita aperta anche nel cuore dell’Europa e dell’Italia.
Non solo numeri: una questione di diritti.
Quando parliamo di carenza di ostetriche, non stiamo discutendo di semplici vuoti in pianta organica. Come sottolineato dalla Presidente FNOPO, Silvia Vaccari, ogni ostetrica in meno è una donna che resta sola nel momento più delicato, un neonato che rischia di non ricevere assistenza qualificata, una famiglia che perde il suo punto di riferimento educativo e sanitario.
Le evidenze scientifiche sono ormai schiaccianti: investire nelle ostetriche non è un costo per lo Stato, ma un investimento ad altissimo rendimento. Laddove queste professioniste sono presenti e valorizzate, la mortalità materna e neonatale crolla, l’appropriatezza delle cure aumenta e, non ultimo, la soddisfazione delle donne cresce esponenzialmente.
Oltre l’ospedale: la sfida della leadership.
L’ostetrica del 2026 non è più (solo) la figura che assiste al parto in ospedale. È una professionista dotata di autonomia, competenze avanzate e capacità di leadership. La sfida che la FNOPO lancia alle istituzioni oggi è quella di permettere a queste donne e questi uomini di esercitare pienamente il loro ruolo. Serve una rivoluzione nella formazione e nei modelli organizzativi che porti l’ostetrica fuori dai reparti e dentro il tessuto sociale, nelle case e nei consultori, per una vera continuità assistenziale.
Il cuore della celebrazione in Italia.
Mentre a livello globale si ragiona sui grandi numeri, in Italia la giornata si anima con webinar nazionali e iniziative locali che toccano ogni provincia. L’obiettivo è duplice:
- Informare le famiglie sul valore di questa figura professionale, che accompagna la salute riproduttiva in ogni fase della vita.
- Sensibilizzare la politica affinché le “parole di stima” si trasformino in piani di assunzione concreti e valorizzazione della carriera.
Conclusioni: investire nella vita.
La campagna “One million more Midwives” ci ricorda che la sostenibilità di un sistema sanitario moderno si misura dalla sua capacità di proteggere l’inizio della vita. Celebrare l’ostetrica oggi significa riconoscere che il futuro della salute globale passa per le loro mani.
Come conclude Silvia Vaccari: “Investire nelle ostetriche significa investire nella vita stessa”. Un impegno che non può durare solo ventiquattr’ore, ma che deve diventare l’asse portante delle politiche sanitarie dei prossimi anni.
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