La notizia della morte al pronto soccorso di Casarano, dove un uomo di 52 anni è deceduto stroncato da un infarto mentre protestava per l’attesa di una visita cardiologica, sgomenta e fa male. Questa tragedia ha colpito profondamente non solo la famiglia, che giustamente chiede verità e giustizia, ma tutta la comunità del basso Salento.

Chi conosce bene la realtà sanitaria del territorio sa che il problema non è solo nelle singole inefficienze o nella dedizione del personale medico e sanitario, che ogni giorno lavora tra mille difficoltà. Il vero nodo è la politica sanitaria regionale che ha progressivamente declassato l’ospedale di Casarano a struttura di base, nonostante il suo ruolo fondamentale come punto di riferimento per un ampio bacino di popolazione che comprende comuni come Matino, Parabita, Taurisano, Collepasso e Supersano.
Un pronto soccorso “di base” chiamato a gestire urgenze di primo livello è una contraddizione che pesa ogni giorno sulla salute dei cittadini. Non è un caso che i familiari abbiano sporto denuncia, mentre la magistratura ha avviato un’inchiesta per fare chiarezza sulle dinamiche e sulle responsabilità di questa tragica morte.
La verità è che la sanità si decide nei palazzi della politica. Ecco perché, di fronte a tragedie come questa, è fondamentale che i cittadini si impegnino a fare scelte consapevoli alle urne: la matita sulla scheda elettorale è l’unica vera arma per influire sulle decisioni che condizionano la vita di tutti noi.
Rinnoviamo la nostra vicinanza alla famiglia e il nostro appello a non dimenticare mai che le scelte politiche di oggi ricadono direttamente sulla qualità della vita di domani.
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