Ancora violenza nei confronti del personale sanitario. Questa volta è accaduto a Torino, presso l’ospedale Molinette, dove un infermiere è stato brutalmente colpito da un paziente, riportando la frattura dello sterno e una prognosi di 35 giorni.
L’aggressione: “Il collega scaraventato all’indietro”.
L’episodio si è verificato nel pomeriggio, intorno alle 16.30. Un uomo di 27 anni, giunto in pronto soccorso con un’ambulanza del 118, avrebbe dato in escandescenze, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Secondo le testimonianze dei presenti, sono state necessarie almeno otto persone per contenerlo. Durante la concitazione, il paziente è riuscito a colpire con un violento calcio al torace un infermiere, facendolo letteralmente “volare all’indietro”.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo Radiomobile, che hanno arrestato il 27enne con l’accusa di lesioni personali a sanitario.
Nursing Up: “Non è più emergenza, è quotidianità”.
A denunciare con forza l’accaduto è il sindacato Nursing Up, che sottolinea come episodi del genere non siano più isolati.
«Non possiamo continuare a commentare aggressioni a posteriori con la solita solidarietà di circostanza» afferma Francesco Malara, evidenziando il rischio concreto per l’incolumità degli operatori sanitari.
Sulla stessa linea anche Claudio Delli Carri, che parla di una situazione ormai insostenibile e chiede un cambio di passo immediato.
Sicurezza e prevenzione: misure ancora insufficienti.
Tra le misure annunciate, dal 1° maggio è prevista l’introduzione di guardie armate negli ospedali del Canavese. Un segnale importante, ma che secondo il sindacato non può rappresentare l’unica risposta a un problema strutturale.
Servono:
- protocolli chiari per la gestione dei pazienti violenti
- maggiore presenza di personale
- strumenti concreti di prevenzione
- formazione specifica per la gestione delle aggressioni
Il nodo organizzativo: chi copre i turni?
Oltre alla violenza fisica, emerge con forza anche il problema organizzativo. L’infermiere aggredito resterà lontano dal lavoro per oltre un mese. Ma chi coprirà i suoi turni?
È questa la domanda che rilancia Nursing Up, denunciando un sistema già sotto pressione, dove ogni assenza si traduce in un ulteriore carico per i colleghi.
Una spirale pericolosa.
L’episodio di Torino arriva a pochi giorni da un’altra aggressione avvenuta all’ospedale di Ciriè, confermando una tendenza ormai allarmante.
Le aggressioni ai danni dei sanitari stanno diventando una costante nei pronto soccorso italiani, luoghi già segnati da carenze di personale, sovraffollamento e stress operativo.
“Serve un intervento immediato”.
Il messaggio del sindacato è chiaro: non bastano più le dichiarazioni di solidarietà.
Serve un intervento concreto da parte delle istituzioni per garantire sicurezza a chi ogni giorno lavora in prima linea. Perché, come sottolineano i rappresentanti di Nursing Up, oggi si parla di uno sterno fratturato. Domani potrebbe essere qualcosa di ben più grave.
La sicurezza degli operatori sanitari non è più rinviabile. È una priorità.
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