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7 Mar 2026, Sab

Torino, caos Liste d’Attesa: Infermieri senza straordinari, sindacati pronti al Prefetto.

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​Scoppia la rivolta alla Città della Salute di Torino. Gli infermieri e il personale sanitario che negli ultimi mesi del 2025 hanno accettato ritmi serrati e prestazioni aggiuntive per abbattere le liste d’attesa si sono ritrovati con una brutta sorpresa: la busta paga di febbraio è arrivata senza i compensi promessi.

​La reazione di Cgil, Uil, Fials e Nursing Up è immediata: “Situazione inaccettabile, pronti allo stato di agitazione”.

​Il paradosso del “Ben servito”.

​Secondo la denuncia unitaria delle sigle sindacali, l’azienda avrebbe sospeso l’erogazione delle somme relative alle attività straordinarie svolte a fine 2025 senza fornire giustificazioni preventive. Una decisione definita “umiliante” per professionisti che hanno garantito la tenuta del sistema sanitario regionale in un momento critico.

​”Negli scorsi mesi l’azienda ha chiesto un aiuto accorato ai professionisti per dare una mano contro le liste d’attesa. Il risultato? Grandi abbracci al momento del reclutamento e un ‘ben servito’ non retribuito a lavoro fatto.” — Nota congiunta dei sindacati

​La replica dell’Azienda: “Solo controlli di bilancio”

​A stretto giro è arrivata la risposta della direzione della Città della Salute, affidata al direttore amministrativo Giampaolo Grippa. L’azienda ha cercato di gettare acqua sul fuoco, attribuendo il mancato pagamento a procedure tecniche e burocratiche:

  • Chiusura Bilancio 2025: il ritardo sarebbe dovuto ai controlli ordinari sui fondi impiegati per le prestazioni aggiuntive di dicembre 2025.
  • Garanzia di saldo: la direzione assicura che i compensi verranno saldati integralmente.
  • Ringraziamenti: l’azienda ha colto l’occasione per ringraziare formalmente i dipendenti per l’impegno profuso.

​Stato di agitazione e intervento del Prefetto.

​Nonostante le rassicurazioni aziendali, il clima resta teso. I sindacati non intendono fare marcia indietro finché i soldi non saranno effettivamente accreditati sui conti correnti dei lavoratori. La minaccia è chiara: se non ci sarà uno sblocco immediato degli emolumenti, verrà formalizzato lo stato di agitazione con il coinvolgimento urgente del Prefetto di Torino.

​Il caso solleva ancora una volta il tema della gestione delle risorse umane nel SSN: può un errore amministrativo o una “chiusura di bilancio” ricadere sulle spalle di chi garantisce h24 la salute dei cittadini?

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