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18 Gen 2026, Dom

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L’amministratore unico Francesco Galli si dimette dopo un “cortocircuito organizzativo” nella notte tra il 6 e il 7 dicembre. Il cuore della crisi: il personale di una cooperativa non era adeguatamente formato, portando al blocco degli accessi al pronto soccorso in reparti ad alta intensità.

L’IRCCS San Raffaele, ammiraglia del Gruppo San Donato e tra gli ospedali più rinomati d’Italia, è scosso da un vero e proprio terremoto organizzativo culminato nelle dimissioni immediate dell’amministratore unico, Francesco Galli. Il passo indietro di Galli è arrivato dopo una riunione d’urgenza del consiglio di amministrazione, che aveva già votato all’unanimità la procedura per la sua revoca.

Il Gruppo San Donato ha confermato che la revoca è la diretta conseguenza di “gravi fatti verificatisi nella notte tra il 6 e il 7 dicembre nell’ospedale San Raffaele”. Al posto di Galli è stato nominato l’AD Marco Centenari.

Il “Cortocircuito” nel Reparto di Cure Intensive

Secondo le denunce dei sindacati, il caos si è scatenato al terzo piano dell’Iceberg, dove si trovano reparti ad alta intensità di cura. Il personale infermieristico fornito da una cooperativa esterna si è trovato in estrema difficoltà:

  • Procedure: Mancanza di preparazione sulle procedure interne.
  • Farmaci: Problemi nella gestione e somministrazione dei farmaci.
  • Comunicazione: Difficoltà nella comunicazione essenziale con i medici.

Questa situazione di emergenza ha costretto l’ospedale a bloccare temporaneamente gli accessi dal pronto soccorso, richiedendo l’intervento urgente di personale da altri reparti.

L’Indagine di Bertolaso e il Nodo delle Cooperative

L’episodio ha immediatamente sollevato una reazione istituzionale: l’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, ha disposto l’avvio immediato di un’indagine da parte dell’Agenzia di Tutela della Salute Metropolitana.

“Al termine dell’istruttoria saranno assunte le misure ritenute opportune per garantire che situazioni analoghe non possano ripetersi.” — Guido Bertolaso, Assessore al Welfare Regione Lombardia

Il problema sollevato dai sindacati è proprio il ricorso massiccio alle cooperative e a singole Partite IVA per coprire le assenze improvvise nei reparti, una pratica che, secondo i lavoratori, sarebbe deflagrata sotto la gestione Galli.

Le Rivendicazioni dei Lavoratori: Sicurezza e Contratto

La crisi al San Raffaele è il culmine di una tensione che covava da mesi, con i sindacati in agitazione e già scesi in piazza a fine ottobre. Le denunce del personale interno riguardano un quadro di criticità organizzative generalizzate, oltre al nodo dell’esternalizzazione:

  • Continuità Assistenziale: Il ricorso generalizzato ad appalti esterni metterebbe a rischio la continuità assistenziale e la sicurezza dei pazienti.
  • Sfruttamento del Lavoro: Si denuncia l’utilizzo “selvaggio” di straordinari, gettoni e reperibilità oltre i limiti di legge, causando una “fuga in massa degli infermieri”.
  • Contratto: I lavoratori chiedono il ritorno al Contratto di Sanità Pubblica (come ai tempi della gestione Don Verzè), contro il contratto della sanità privata (Aiop), fermo da sette anni.

A completare il quadro, i sindacati hanno segnalato carenze nelle forniture di materiali e dispositivi medici e problemi di manutenzione, pulizia e igiene dovuti a rinnovi degli appalti al ribasso.

L’episodio del 6-7 dicembre, che ha messo in ginocchio un reparto di alta specializzazione, mette in luce le gravi conseguenze che l’eccessiva pressione sul personale e i modelli organizzativi basati sull’esternalizzazione possono avere sulla qualità e la sicurezza del servizio sanitario.

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