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9 Mar 2026, Lun

Il tempo degli infermieri tra assistenza diretta e attività delegabili: emergono criticità e soluzioni dalla ricerca in ospedale.

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Un recente studio condotto in cinque strutture ospedaliere del Nord Italia e pubblicato sul Journal of Advanced Nursing ha messo in evidenza che circa il 25% del tempo lavorativo degli infermieri è assorbito da attività che potrebbero essere delegate ad altre figure di supporto, quali operatori socio-sanitari (OSS) e personale amministrativo.

Le attività più frequentemente considerate delegabili comprendono l’igiene e la mobilizzazione dei pazienti, la rilevazione dei parametri vitali, la gestione delle comunicazioni telefoniche e le pratiche amministrative correlate, compresa la compilazione di richieste farmaceutiche.

Nonostante la potenziale delegabilità, molte di queste mansioni sono ancora svolte direttamente dagli infermieri, a causa di fattori strutturali, organizzativi e culturali. Tra questi, la carenza di OSS soprattutto nei turni notturni, l’assenza di personale amministrativo dedicato, e una persistenza nel vedere il ruolo infermieristico come “tuttofare” impediscono una corretta distribuzione delle attività.

Le conseguenze di questa situazione sono evidenti: un sovraccarico che sottrae tempo prezioso all’assistenza clinica specialistica, con rischi legati a omissioni, ritardi di intervento e stress lavorativo elevato, fattori che mettono a rischio la qualità e la sicurezza delle cure e aumentano il rischio di burnout fra il personale infermieristico.

Per far fronte a queste criticità, lo studio sottolinea l’urgenza di:

  • Potenziare la presenza di OSS e personale amministrativo qualificato su tutti i turni;
  • Investire in tecnologie digitali e servizi logistici di supporto per snellire le attività manuali e burocratiche;
  • Riorganizzare il lavoro in modo da privilegiare la delega e la valorizzazione delle competenze professionali specifiche;
  • Implementare percorsi di formazione orientati a sviluppare capacità di leadership e gestione della delega negli infermieri.

In questo quadro, la recente riforma nazionale che ha introdotto il nuovo profilo dell’operatore socio-sanitario e la figura dell’assistente infermiere rappresenta una risposta fondamentale alle necessità emerse, proponendo una maggiore definizione e qualificazione delle figure di supporto per accompagnare efficacemente gli infermieri nei loro compiti clinici.

Solo attraverso una migliore integrazione e un’efficace distribuzione delle competenze sarà possibile assicurare un’assistenza di qualità, più sicura per i pazienti e sostenibile per gli operatori.

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