Gli OSS sono competenti nelle procedure invasive?

Gli Oss possono eseguire prelievi ematici?
Gli Oss possono eseguire prelievi ematici?

In realtà si possono occupare solo di attività tecniche e domestico-alberghiere.

Una mail giunta alla redazione di AssoCareNews.it ci fa riflettere seriamente sul funzionamento di alcune Residenze Assistenziali per Anziani dell’Emilia Romagna. Uno Studente Infermiere ci informa sul presunto abuso di potere ad opera di Responsabili delle Attività Assistenziali (RAA) e di Operatori Socio Sanitari (OSS). Questi ultimi, secondo quanto ci riferisce Luigi, sarebbero “autorizzati” ad eseguire prelievi di liquidi biologici con finalità diagnostiche. In altre parole a fare prelievi ematici e a campionare urine, feci, saliva, escreato, contaminazioni batteriche e lesioni cutanee. Vediamo nel dettaglio cosa ci scrive il nostro interlocutore.

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La lettera di Luigi.

Carissimi amici di AssoCareNews.it,

vi seguo da alcuni mesi e vi faccio i complimenti per quanto state facendo per il mondo degli Infermieri. Sono felice di vedere che ci sono dei colleghi pensanti e che forse non ho fatto la scelta sbagliata iscrivendomi a questo Corso di Laurea. Mi chiamo Luigi, ho 33 anni, e sono al secondo anno del CDL in Infermieristica presso una nota Università dell’Emilia Romagna. Per auto-tutelarmi vorrei che non rivelaste il mio cognome. Vengo subito al motivo della mia lettera elettronica

Sono un OSS, ma studio Infermieristica e sono contento della mia scelta

Qualche settimana fa ho terminato anticipatamente, per mia scelta, il tirocinio presso una conosciutissima Residenza per Anziani. La struttura è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale e accoglie Studenti Infermieri ed OSS. Premetto che ho il diploma da Operatore Socio Sanitario e che lavoro con contratto a tempo indeterminato presso un ospedale pubblico dell’Emilia Romagna. Ho fatto la scelta di diventare Infermiere e credo che non me ne pentirò mai. Anche se dopo le cose che ho visto in questa Residenza mi hanno lasciato piuttosto sgomento.

Nella Residenza per Anziani comandano le RAA: sono OSS con incarichi che rasentano l’illegalità

Quando mi hanno inviato in struttura ero molto contento, perché in fondo sono appassionato agli anziani e mi piace essere utile a queste persone con gravi fragilità. Al mio arrivo però subito lo shock! La Coordinatrice Infermieristica si presenta dicendomi: “ciao sono la Caposala, da oggi ti affido a Teresa (nome finto ovviamente), lei ti insegnerà tutto su quello che sarà il tuo futuro lavoro”.

Cosa c’è di strano? Quando Teresa si è presentata a sua volta ha esclamato: “tu rispondi solo a me e alle mie collaboratrici e colleghe, nessun Infermiere della struttura è autorizzato a supportarti o a dirti quello che devi fare! Sono una Responsabile delle Attività Assistenziali e qui dirigo io la parte amministrativa, sanitaria e assistenziale”. Sono sceso letteralmente dal pero.

Non ho mai detto alla RAA di essere in realtà un OSS, avevo paura che mi bocciasse

Non ho mai avuto il coraggio di dire a Teresa che ero un suo collega, che lavoravo come Operatore Socio Sanitario e che non condividevo quanto da lei detto. Sono stato un coniglio, lo so, ma ci tengo troppo a finire il Corso di Laurea in Infermieristica e ho desistito. 

Alla fine però ha vinto l’uomo: Luigi decide di abbandonare il tutto e denuncia l’accaduto all’Università

Non so se alla fine hanno preso provvedimenti o meno. Sono riuscito a rimanere in struttura per 15 giorni, poi sono andato via. Ho denunciato il tutto alle mie tutor universitarie e oggi a voi tramite questa mail. Possibile che nessuno si accorga di ciò che accade in queste strutture? Possibile che gli Infermieri che ci lavorano non abbiano il coraggio di denunciare? Possibile che le RAA debbano avere potere di vita e di morte su Infermieri, Oss, Fisioterapisti, Psicologi, Pazienti e qualche volta anche sui Medici? All’Università ci insegnano tutt’altro. Il Codice Deontologico degli Infermieri parla chiaro, ma nessuno si muove, forse anche per non perdere il lavoro. E si perché nella stragrande maggioranza dei casi le Responsabili delle Attività Assistenziali sono spesso mogli, parenti o fidanzate di dirigenti di queste Residenze. Chi si mette contro di loro torna a casa! Dopo la mia esperienza ho indagato su altre strutture ed è tutto incredibilmente uguale: le RAA stracomandano dappertutto, infischiandosene della Legge o meglio approfittando di normative regionali non proprio chiare.

Da OSS mi vergogno degli OSS

Mi meraviglio anche dei miei colleghi OSS, che continuano a subire minacce e mobbing. Questo tuttavia non giustifica il fatto che ci prendiamo responsabilità non nostra e di competenza prettamente Infermieristica e/o Medica. Per esempio ho visto alle 6 di mattina Operatori Socio Sanitari fare prelievi ematici, raccogliere campioni di liquidi e secrezioni biologici, medicare ferite complesse. Gli OSS, seppur preparati, non hanno le competenze e il sapere scientifico per farlo, ma lo fanno, terrorizzati da chi glielo ordina.

Gli Infermieri rilegati a gestire la terapia

Gli Infermieri della struttura sono tre e fanno turni massacranti; inoltre devono gestire in media 90/100 Pazienti ciascuno, occupandosi di fatto solo della terapia o del controllo di alcune medicazioni e indagini diagnostiche. Per comodità anche loro delegano quasi tutto agli OSS, soprattutto perché non c’è tempo per fare tutto. Finora è andato tutto bene, ma cosa accadrà quando succederà l’irreparabile? Perché prima o poi qualcosa di brutto emergerà

Di quale Residenza per Anziani si tratta?

A questo punto vi chiederete: “di quale Residenza per Anziani parla Luigi?“. Di una qualsiasi, di tutte o quasi quelle che giuridicamente insistono sul territorio dell’Emilia Romagna, una regione che è fintamente attenta alle esigenze di chi soffre e che risparmia anche sull’affidamento di queste strutture a degli incompetenti. La Regione dovrebbe rivedere gli standard assistenziali e costringere i gestori di queste aziende ad assumere personale veramente competente. 

Gli Anziani non vengono assistiti come dovuto

Quando mancano le competenze, manca anche l’assistenza. E’ questo che ci spiegano all’Università. A subire in questa strana situazione sono sempre e solo gli Assistiti, che noi operatori della sanità dovremmo tutelare.

Vi ringrazio per avermi permesso questo sfogo, continuerò a seguirvi. Ho scritto anche ad altri giornali, ma nessuno finora ha avuto il coraggio di pubblicare queste mie parole. Spero lo facciate voi. Un abbraccio.

Luigi, Studente Infermiere

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