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Medici, Infermieri, Ostetriche e altre Professioni Sanitarie: cambierà la formazione post-universitaria.

Medici, Infermieri, Ostetriche e altre Professioni Sanitarie: cambierà la formazione post-universitaria.

? Ad annunciarlo il ministro della salute Giulia Grillo. Medici, Infermieri, Ostetriche e altre Professioni Sanitarie: ecco come cambierà la formazione post-universitaria.

Lo ha annunciato il ministro della salute Giulia Grillo. Dopo lo sblocco delle assunzioni che erano ferme dal 2009, “è l’ora di riordinare il sistema della Formazione Post Laurea per la nostra sanità” lo ha dichiarato in un post su Facebook l’esponente del Movimento 5 Stelle (che è anche Medico).

“Serve uno sforzo di tutti ed un grande senso di responsabilità, sarebbe una riforma epocale capace di migliorare tutto il sistema nel suo complesso, sia della formazione degli operatori sanitari che del Servizio sanitario nazionale – e aggiunge il ministro Grillo – già nelle prossime settimane potremmo discutere della nostra bozza di riforma con i ministeri coinvolti in primis il MIUR, la Funzione Pubblica, MEF, coinvolgendo altresì tutti i pilastri su cui si poggia il sistema dalle associazioni dei medici e dei pazienti, le regioni e le università, sono sicura che ognuno di loro saprà avere un ruolo responsabile in questo processo”.

Le Regioni, osserva il ministro, “stanno cercando di mettere le toppe come possono, ma sono convinta che la riforma debba essere nazionale, come Ministro e come Medico desidero fare tutto quanto in mio potere per garantire una formazione di alto livello, omogenea su tutto il territorio nazionale, consapevole che seppur strada più complessa è quella che sul lungo periodo restituirà migliori risultati”. Il ministro spiega i due principi che ispirano la riforma.

“Primo la garanzia della migliore cura a tutti cittadini e chi si trova, suo malgrado, in un Pronto Soccorso o in un’altra situazione di emergenza, e secondo, bisogna garantire il livello della formazione a livello nazionale, non possiamo permetterci che ci siano diversi percorsi nelle diverse aree del Paese. Per questo dobbiamo impegnarci sulla qualità formativa centrata sui contenuti e non sulle lungaggini burocratiche che paralizzano il Paese, in secondo luogo un ampliamento e responsabilizzazione graduale di tutti i soggetti: le università dovranno gestire piu’ medici in formazione su reti formative piu’ ampie, i medici in formazione degli ultimi anni dovranno essere via via piu’ autonomi nei sistemi sanitari di quanto lo possano essere oggi, le strutture regionali dovranno essere sempre piu’ coordinate con gli atenei per divenire parte integrante delle reti di formazione”.

Il ministro della salute conclude affermando che serve agire in fretta “perchè il sistema ce lo chiede, sarebbe una riforma epocale che mi piacerebbe scrivere insieme a tutti, ma dobbiamo assumerci le responsabilità e decidere in tempi giusti. Ne va del diritto alla Salute di tutti i cittadini. Io sono pronta”.

Fonte: Ansa.it – AssoCareNews.it

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