Laurea Magistrale Infermieristica: io la scopa non la utilizzo, ma…

Laurea Magistrale Infermieristica: io la scopa non la utilizzo, ma...
Laurea Magistrale Infermieristica: io la scopa non la utilizzo, ma...

Caro Direttore di AssoCareNews.it,

ho seguito con interesse il dibattito che si è creato sui social e sul vostro quotidiano sul Concorso per il Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche e credo che quanto dichiarato dalla collega Martina Crocilla sia stato troppo amplificato. Sono al terzo anno di Università a Roma e vi assicuro che i nostri docenti non ci formano affatto sull’assistenza alberghiera e domestica come qualcuno vuole far credere. I professori sono straordinari e, come più volte ci ripetono in classe, ci chiedono di non perdere tempo a leggere le “idiozie” che accadono sui social-network, in special modo su Facebook.

Credo che il livello raggiunto dagli Infermieri sia bassissimo. Sul web si urla, si litiga, si scrivono continue fesserie. Perché lo si fa? A mio avviso per la mancanza di senso di appartenenza alla professione. Dopo la laurea mi dedicherò al lavoro, all’essere Infermiera, al non sentirmi a tutti i costi inferiore a nessuno. Ecco proprio su questo punto vorrei rimarcare il mio intervento: sicuro che chi scrive e ulula sul web in realtà non è frustrato dal fatto che in fondo non si sente un Infermiere/una Infermiera e vorrebbe fare altro? Questa gente ha sbagliato lavoro o cerca di diventare professionista a botta di insulti e aggressioni mediatiche.

Condivido appieno quanto scritto dalla futura collega Barbara Sofritti e credo che l’Infermiere moderno debba prendere esempio da questa docente. Se devo valutare come lavora il personale di supporto, quindi l’OSS, come faccio a farlo se non conosco il suo lavoro? E’ come provare ad arbitrare una partita di pallavolo senza conoscere le basi del volley.

Beh sono sincera non voglio diventare come questa gente, voglio essere libera di decidere come, se e quando assistere i miei futuri pazienti. Se devo cambiare un pannolone per poter valutare una lesione cutanea lo faccio volentieri, come volentieri pulisco dal vomito l’assistito e lo aiuto ad alimentarsi. Se non avrò tempo per farlo cercherò di formare gli Oss che mi daranno come supporto perché diano il massimo nelle loro prestazioni assistenziali.

Ho letto fino all’ultima riga i vostri servizi sulle Teoriche del Nursing e consiglio a questi colleghi che non la pensano come me di studiarle:

  1. Marjory Gordon: modelli di complessità;
  2. Hildegard Peplau: l’interazione con il paziente tra psichiatria e pedagogia;
  3. Dorothea Orem: ecco il self-care;
  4. Virginia Henderson: un modello di assistenza infermieristica ancora attuale;
  5. Lynda Qual Carpenito: il modello bifocale dell’attività clinica;
  6. Marisa Cantarelli: impronta manageriale al nursing;
  7. Martha Rogers: l’uomo al centro;
  8. Myra Estrin Levine: modello di conservazione;
  9. Betty Nueman: Neuman systems model;
  10. Callista Roy: concetto di adattamento;
  11. Madeileine Leininger: nursing transculturale.

Continuate così e non fatevi fermare dagli insulti di chi non digerisce che qualcuno la pensi diversamente da loro. Sono sempre più una minoranza, sempre più un popolo di futuri colleghi che non vanno oltre il loro piccolo sapere.

Viva la scopa, se sapere come usarla ha lo scopo di controllare chi la usa.

Elisa Guerrero, Studentessa Infermiera – Roma

* * *

Grazie Elisa,

non pensare a queste inutili guerre tra chi è più bello ed è più bravo. Continua a studiare, diventa una collega e lotta per la professione. Gli estremismi e il fondamentalismo non portano mai da nessuna parte. In bocca al lupo per tutto!

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore AssoCareNews.it

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