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Infermieri per lo sport e per la salute: studio su educazione sanitaria e prevenzione morti improvvise.

Infermieri per lo sport e per la salute: studio su educazione sanitaria e prevenzione morti improvvise.

Perché morire facendo sport? Ecco uno studio realizzato dalla collega Erenia Nardino relativo all’educazione sanitaria. Il ruolo fondamentale dell’Infermiere.

Erenia Nardino è Infermiera presso la Medicina dello Sport di Teramo. Qui ci presenta in esclusiva un Project Work presentato al Corso di Laurea Magistrale conseguita qualche tempo fa presso l’Università degli Studi de L’Aquila. Il suo studio è importante per  fare chiarezza sul ruolo dell’Infermiere nell’educazione sanitaria per la prevenzione delle morti improvvise durante l’attività sportiva.

Sport e salute: progetto di educazione sanitaria per la prevenzione delle morti improvvise nello sport.

Dr.ssa Erenia Nardino

Infermiere presso la Asl di Teramo – Dipartimento di Prevenzione – Servizio di Medicina dello Sport, Professore al Corso per Operatori Socio-Sanitari.

Corrispondenza: [email protected]

Riassunto.

Introduzione: In corso di attività sportiva la morte improvvisa è un evento fortunatamente raro, tuttavia, per le circostanze nelle quali si verifica e per il frequente coinvolgimento di soggetti giovani ed in apparente buona salute, essa ha un impatto socioeconomico nonché emozionale particolarmente devastante.

Ai fini della prevenzione diventa essenziale un buon programma di educazione sanitaria rivolto ai vari attori del mondo sportivo e finalizzato ad una pratica corretta dello sport.

Materiali e metodi: A tal fine possono rivelarsi utili interventi di promozione della salute nelle scuole e nelle società sportive attraverso l’insegnamento delle competenze per la vita (Life Skills). Promuovere salute significa, infatti, stimolare e sviluppare negli individui una maggiore responsabilità e consapevolezza circa i comportamenti corretti di salute.

Risultati: Promozione della salute, sviluppo delle competenze per la vita (life skills) organizzazione di uno sportello a gestione infermieristica, coordinato da un infermiere case-manager che ha il ruolo di gestire la rete scuola-società sportive-servizio di Medicina dello Sport, per garantire l’effetto degli interventi sulla riduzione delle morti improvvise nello sport.

Conclusioni: Allo stato attuale alcune ricerche testimoniano la validità della prevenzione primaria nel contenimento del fenomeno della morte cardiaca improvvisa altre evidenziano quanto sia ancora inadeguata la diffusione della prevenzione secondaria, realizzabile esclusivamente attraverso la corretta sensibilizzazione delle Società sportive riguardo il tema della sicurezza, lo stile di vita, l’addestramento alle tecniche di rianimazione cardio-polmonare di base.

Parole Chiave: medicina dello sport, morte improvvisa, prevenzione, educazione sanitaria, infermiere case-manager.

Sport and Health: Project of health education for a prevention of sudden cardiac death

Abstract.

Introduction: During sport activities sudden cardiac death is fortunately a rare event, due to the circumstances in which it occurs and the frequent involvement of young and apparently health people, it has a particularly devastating socio-economic impact. For the purpose of prevention, it becomes essential a good education program aimed to the various players in the sport world and to the correct practice of sport.

Materials and methods: For achieving this goal, health promotion interventions in schools and sports clubs can be useful through the teaching of life skill (Life Skills). Promoting health means, in fact, stimulate and develop in individuals a greater responsibility and awareness about the correct behaviors oh health.

Results: Health promotion, development of skill for life (Life Skills), organization of a nursing management desk coordinated by a nursing case-manager who has the role of managing the school-sports club service network of Sport Medicine, to ensure the effect of interventions and for reducing sudden cardiac death in sports:

Conclusions: Nowadays some researches testify the validity of primary prevention in the containment of the phenomenon of sudden cardiac death; others show how inadequate the diffusion of secondary prevention is which can only be achieved through the correctness of the sports clubs about safety, life style, training in basic cardio-pulmonary resuscitation techniques which is currently still inadequate.

Keywords: sport medicine, sudden cardiac death, prevention, health education, nursing case-manager

Introduzione.

La Società Europea di Cardiologia definisce la morte improvvisa una «morte naturale dovuta a cause cardiache, preceduta dalla rapida perdita di coscienza, entro un’ora dall’insorgere della sintomatologia acuta, in soggetti con o senza cardiopatia nota preesistente, ma per i quali tempi e modalità del decesso sono inaspettati» (Soscia et al., 2006, p. 30).

Essa si verifica in modo istantaneo in apparente assenza di sintomi o comunque entro un’ora dalla comparsa di una sintomatologia acuta o di un rapido peggioramento delle condizioni cliniche, in individui privi di patologie note potenzialmente fatali, oppure in individui con cardiopatia cronica preesistente.

La morte improvvisa da sport è un evento raro legato nella maggioranza dei casi a malattie cardiache a decorso silente, che minano alla stabilità del cuore, e che, in presenza di uno o più fattori scatenanti, sono in grado di provocare un’aritmia mortale. Tali malattie sono di difficile diagnosi ed inoltre disperse in un gran numero di soggetti sani che praticano attività sportive agonistiche e non agonistiche (Maron e Pelliccia, 2006).

La morte improvvisa in corso di attività sportiva è un evento fortunatamente raro, tuttavia, per le circostanze nelle quali si verifica e per il frequente coinvolgimento di soggetti giovani ed in apparente buona salute, essa ha un impatto socioeconomico nonché emozionale particolarmente devastante.

Il numero assoluto di decessi nelle varie discipline cambia nei diversi paesi a seconda degli sport più praticati. In Italia è maggiore nel calcio ed è più frequente negli uomini (90%) e nei soggetti di età inferiore ai 35 aa (75%) (Del Vecchio e Padeletti, 2008). Gli sportivi più colpiti sono quelli di basso livello agonistico (80%), cioè dilettanti, partecipanti a tornei amatoriali ecc. Ciò è dovuto a minori controlli e a minore accuratezza nei controlli medici. La frequenza della MIS è inoltre maggiore nelle competizioni ufficiali (79%) rispetto agli allenamenti (21%) (Meyer et al., 2012).

È inoltre opportuno educare gli “atleti occasionali” di media età spesso inclini a trascurare ogni più elementare norma di prudenza conducendo uno stile di vita non sano spesso associato a una dieta squilibrata e con l’abitudine al fumo. Infine, è importante che gli atleti segnalino la presenza di eventuali sintomi d’allarme (dolore al torace, affanno, palpitazioni, svenimenti o sincopi) o altri elementi come per esempio una familiarità per la morte improvvisa, che potrebbero permettere di programmare accertamenti più approfonditi, capaci in molti casi di evitare guai ben peggiori (Thiene et al., 2012).

A tal fine possono rivelarsi utili interventi di promozione della salute nelle scuole e nelle società sportive attraverso l’insegnamento delle competenze per la vita (Life Skills). Promuovere salute significa, infatti, stimolare e sviluppare negli individui una maggiore responsabilità e consapevolezza circa i comportamenti corretti di salute. Nel 1993 l’OMS ha individuato, infatti, nelle Life Skills lo strumento privilegiato per la promozione della salute. Queste abilità offrono strumenti che permettano ai giovani di diventare protagonisti delle proprie scelte al fine di correggere le cattive abitudini o comportamenti a rischio di salute. La gestione dello stress, rischio cardiaco e benessere giovanile rappresentano temi emergenti in sanità pubblica.

Si è voluto pertanto avviare un percorso orientato alla promozione della salute in ambito sportivo con l’obiettivo di tessere una rete di comunicazione tra professionisti sanitari e sportivi attraverso la formazione di coacher (allenatori e dirigenti sportivi) ed insegnanti per promuovere una pratica sportiva sicura nonché sviluppare competenze attraverso l’educazione alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, della morte improvvisa ed al mantenimento del benessere psico-fisico.

Punto di riferimento del progetto è uno sportello a gestione infermieristica, coordinato da un infermiere case-manager che ha il ruolo di gestire la rete scuola-società sportive-servizio di Medicina dello Sport nonché di garantire la comunicazione e l’informazione utile ai fini della promozione del benessere dell’atleta. Il servizio ha, altresì, il compito di segnalare la presenza di eventuali condizioni di rischio alla salute dell’atleta indirizzandolo a prestazioni sanitarie avanzate in grado di diagnosticare precocemente patologie che potrebbero mettere a rischio il benessere psico-fisico dello sportivo.

Obiettivi.

Obiettivo generale del progetto è quello di realizzare un servizio finalizzato a promuovere la salute in ambito sportivo, orientando atleti, professionisti e amatoriali, ad una pratica sportiva salutare e supportandoli in caso di problemi, al fine di prevenire le morti improvvise.

Obiettivi specifici del servizio sono:

  • sensibilizzare scuola e società sportive ad affrontare il tema della salute in ambito sportivo ed all’importanza della prevenzione;
  • Realizzare in collaborazione con le scuole e le società sportive, strategie di intervento finalizzate all’educazione:
  1. alla prevenzione della morte improvvisa attraverso l’acquisizione dei concetti basali di rianimazione cardiopolmonare);
  2. al mantenimento del benessere psico-fisico attraverso la promozione di un corretto stile di vita.

Descrizione in fasi del progetto.

L’idea portante del progetto si basa sulla costituzione di un servizio che si potrebbe definire “Sportello di Educazione alla salute sportiva” multifunzionale in grado di svolgere attività di prevenzione e promozione della salute in ambito sportivo, integrando le varie figure professionali in una sorta di continuità con il territorio e nella fattispecie le realtà sportive locali.

Il principio fondamentale su cui si basa il modello organizzativo è quello di valorizzare la centralità dell’utente-sportivo, finalizzando le risorse all’accoglienza, garantendo una corretta informazione sulle modalità di prevenzione delle malattie cardiovascolari e sulla gestione degli eventuali sintomi di allarme.

Destinatari del progetto:

  • docenti e allievi della scuola secondaria di secondo grado (allievi degli ultimi due anni);
  • Dirigenti, allenatori, preparatori atletici e atleti delle società sportive locali.

Il progetto è articolato in cinque fasi:

  • Fase 1. analisi del contesto (priorità, gruppi target), costituzione del gruppo di progetto/identificazione delle risorse e aree da coinvolgere; stesura del progetto e definizione del piano d’azione; elaborazione di strumenti (schede di educazione terapeutica, opuscoli informativi, questionari); eventuale coinvolgimento di Strutture ospedaliere e servizi territoriali e condivisione del progetto. Si procederà quindi ad attivare uno specifico “Sportello di educazione alla salute nello sport” coordinato un infermiere case –manager e coadiuvato da infermieri esperti in medicina sportiva. Gli infermieri identificano, in base a specifiche richieste, segnalazioni o di propria iniziativa, le strutture scolastiche e sportive cui inizialmente rivolgersi.

Attività dello sportello sono:

  1. Realizzazione di volantino informativo: redazione di un volantino informativo circa le attività dello sportello e del servizio di Medicina dello Sport.
  2. Informazioni di sportello: a richiesta dell’interessato, lo sportello potrà fornire informazioni sulle attività del servizio, le modalità di erogazione, proporre in base ad esigenze specifiche interventi di prevenzione, seminari informativi, ecc.
  3. Call-center: per tutta la durata del servizio e per due giorni a settimana anche in orari pomeridiani (martedì e giovedì 15-30 – 16.30) è attivo presso la stanza 3 un servizio di informazioni.
  4. Prenotazione ed organizzazione di visite specialistiche richieste dagli utenti.
  5. Progettazione di interventi specifici di prevenzione primaria, seminari a tema, e tutte le necessità eventualmente segnalate dagli utenti.
  6. Segnalare la presenza di eventuali condizioni di rischio alla salute dell’atleta indirizzandolo a prestazioni sanitarie avanzate in grado di diagnosticare precocemente patologie che potrebbero mettere a rischio il benessere psico-fisico dello sportivo.
  • Fase 2. Gli infermieri dello sportello, in collaborazione con gli esperti del Servizio di Medicina dello Sport, avviano attività di sensibilizzazione degli insegnanti e dei Dirigenti delle società sportive locali nei confronti del tema in oggetto. Il progetto si propone come una ricerca-azione che si pone l’obiettivo di introdurre elementi di miglioramento delle pratiche educative attraverso il coinvolgimento diretto dei responsabili di una corretta prativa sportiva e degli educatori alla life skills. Verrà, quindi, effettuata un’analisi dei bisogni formativi per la costruzione di un progetto condiviso. Manager ed educatori, con la guida degli esperti effettuano l’auto-valutazione delle proprie conoscenze/competenze iniziali relativamente alle tematiche in oggetto (stili di vita salutari, comportamenti a rischio, controlli sanitari, ecc.).
  • Fase 3: In base ai risultati dell’autovalutazione il personale del Servizio di Medicina dello Sport ed in particolare dello Sportello verranno opportunamente formati sui temi principali inerenti ai seminari specifici da rivolgere all’esterno. Gli esperti conducono incontri di approfondimento delle tematiche inerenti al benessere sportivo e la prevenzione delle morti improvvise, che favoriscano l’interazione e la costruzione di una conoscenza collegiale e valutano la qualità, l’efficacia e il gradimento degli incontri. Ai fini della valutazione dell’efficacia formativa verranno somministrati dei questionari pre e post seminario con 20 domande a risposta multipla.

Materiale e metodi.

Le metodologie didattiche utilizzate mirano a creare condizioni nelle quali i destinatari che parteciperanno al progetto, possono collaborare attivamente alla costruzione dell’apprendimento e delle attività necessarie a supportare atleti nella pratica sportiva.

Lavoro di piccolo gruppo: l’utilizzo di tale metodologia è giustificata dall’intento specifico di utilizzare le risorse educative e didattiche a disposizione e di favorire la costruzione condivisa di un percorso che per realizzarsi ha bisogno di valorizzare tutte le risorse disponibili. Il lavoro di piccolo gruppo infatti considera il gruppo come una vera e propria entità formativa, con risorse conoscitive, strategiche e metodologiche, riconosciute come la vera ricchezza del gruppo. È un’attività didattica in cui si ha la possibilità di accrescere le proprie conoscenze dal confronto con le idee altrui. Sviluppa collaborazione, interazione, negoziazione, capacità di analisi, di sintesi e di valutazione. Mette in azione dinamiche emotive, comunicative e comportamentali di ogni membro del gruppo, attivando così la disponibilità verso l’altro come modo di pensare, sentire e lavorare per raggiungere il risultato richiesto.

Medical Humanities: ovvero metodi propri delle scienze umane (letteratura, poesia, filmografia, arti visive) che possano offrire strumenti per sviluppare competenze narrative e di riflessione sulla propria esperienza sportiva e di benessere psico-fisico.

Metodologie comunicativo relazionali e di riflessione attraverso l’incidente critico: role playing, drammatizzazioni, per sviluppare competenze interpersonali negli studenti e negli atleti. La metodologia dell’incidente critico come metodo per elaborare situazioni difficili sia dal punto di vista cognitivo che emotivo e riflettere su strategie di comportamento alternative.

Incontro con esperti: metodo di confronto con persone esperte finalizzato all’apprendimento di conoscenze su temi specifici. In questo progetto l’incontro con esperti è utilizzato con un “approccio al caso” per favorire l’analisi di situazioni, di problemi e di decisioni legati al lutto negli adolescenti ed alle risposte ai loro bisogni. Consiste nel presentare, da parte degli esperti, una descrizione di fatti ed eventi problematici da discutere con i partecipanti in vista di una soluzione. L’esperto sollecita la discussione e il confronto con i vari punti di vista arricchendo conoscenze e convinzioni attraverso lo scambio di saperi.

Seminario: prevede un confronto tra esperti chiamati a portare il loro contributo di pensiero e di esperienza su argomenti specifici.

Argomenti dei seminari: Cause della morte improvvisa, soggetti a rischio, cardiomiopatie a rischio, stili di vita sani per la pratica sportiva (fumo, abuso di alcool, ecc.), alimentazione e sport, malattie dismetaboliche e sport; farmaci e sport. Nell’ottica della gestione precoce dell’arresto cardiaco corsi di BLS, BLS-D.

  • Fase 4: Dirigenti sportivi, allenatori, preparatori atletici, atleti e ai loro genitori, insegnanti, studenti, ed esperti definiscono e propongono, in lavori di piccolo gruppo, attività di promozione della salute sportiva individuando le risorse disponibili nel contesto scolastico e sportivo. Vengono, quindi condivisi i lavori dei piccoli gruppi e attivate le attività proposte. Dirigenti sportivi, allenatori, preparatori atletici, atleti e ai loro genitori, insegnanti, studenti, ed esperti, in lavoro di piccolo gruppo, alla creazione di un sito dove i ragazzi e educatori possano scaricare la documentazione informativa sulle tematiche inerenti la salute sportiva e di un blog al suo interno dove i ragazzi potranno comunicare con esperti o con altri coetanei.

Durata del progetto: 24 mesi dalla data di approvazione.

Analisi delle risorse e dei processi.

Analisi del contesto.

Il Servizio di Medicina dello Sport è situato nella sede di Roseto degli Abruzzi, presso i Poliambulatori Specialistici Distrettuali.

La sua attività è orientata alla promozione e alla tutela della salute e dell’attività sportiva, con particolare riguardo all’età giovanile.

Le prestazioni degli ambulatori sono rispondenti ai requisiti di 1°, 2° e 3° livello previsti dalla Regione per la Medicina dello Sport: possono quindi rivolgersi al servizio anche atleti disabili o che necessitano di accertamenti supplementari.

Compiti del servizio di medicina sportiva sono:

  • attuare la tutela sanitaria delle attività sportive prevista dalle norme vigenti e in tutti i suoi aspetti, preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo;
  • sovraintendere alle attività espletate dai Medici dello Sport privati inseriti nell’Albo Regionale delle strutture autorizzate;
  • attività di promozione della salute attraverso l’esercizio fisico.
  • promozione dell’attività sportiva e motoria in collaborazione con gli Enti preposti;
  • attività educative e di prevenzione;
  • attività di ricerca e formazione;

Oltre a quanto elencato, vengono realizzare attività specifiche sulla base della tipologia di utenti che accedono al servizio. Questi, infatti sono classificati in: utenti non agonisti, utenti agonisti, utenti amatoriali, utenti sani portatori di disabilità o limitati a particolari abilità e utenti professionisti.

Il personale sanitario che opera nel Servizio è costituito da 9 medici specializzati in Medicina dello Sport (n. 4), Cardiologia (n. 3), Pneumologia (n. 1), Ortopedia e Traumatologia dello Sport (n. 2), e da 8 infermieri di cui un coordinatore.

Risorse da destinare al progetto.

Per la realizzazione del progetto sono previste le seguenti risorse

Risorse umane

  1. 2 Medici Specialisti in Medicina dello Sport;
  2. 2 Medici Specialisti in Cardiologia;
  3. 1 Psicologo (risorsa esterna);
  4. 1 Dietologo (risorsa esterna);
  5. 3 Infermieri;
  6. 2 Formatori (risorsa esterna);
  7. 1 Esperto informatico (risorsa esterna);

Numero di formatori IRC in base al numero dei destinatari da formare al BLSD (risorsa esterna).

Risorse materiali

1 locale da adibire a “Sportello di Educazione Sanitaria” arredato con 1 scrivania, 1 telefono, 1 pc con stampante e n. 3 sedie;

Materiale per la realizzazione di dépliant per la diffusione del progetto;

Materiale per la realizzazione di opuscoli didattici;

Aule per la realizzazione di seminari;

Sito internet dedicato e realizzazione di blog/forum di discussione

Budget (preventivo spese).

Tipologia di spesa Finanziamento richiesto
Realizzazione materiale informativo 1.500€
Cartelloni pubblicitari e logo progetto 800€
Realizzazione materiale educativo 2.000€
Arredamento locale Sportello 3.000€
Risorse esterne a contratto 8.000€
Ore di straordinario del personale adibito 3.000€
Corsi di formazione del personale adibito 6.000€
Corsi BLSD 10.000€
Totale 34.300

Per la parte finanziaria si prevede il supporto economico di Sponsor.

Swot analysis.

PUNTI FORTI PUNTI DEBOLI
·         Disponibilità del personale coinvolto nel progetto

·         Coinvolgimento di personale specializzato

·         Grande ricchezza di risorse umane, forte motivazione, buone relazioni umane e professionali

·         Possibilità di contatti con il territorio

·         Buona immagine presso gli utenti

·         Partecipazione a reti di scuole e associazioni sportive

·         Introduzione di strumenti comunicativi innovativi

·         Copertura della popolazione target

·         Contenuti della campagna educativa semplici e trasversali

·         Costante evoluzione delle competenze interne con acquisizione di nuovi strumenti interattivi

Vastità del campo dell’azione comunicativa

Molteplicità dei destinatari

Diminuzione dei finanziamenti da parte dello stato

Presenza di alcune criticità di servizio

Svolgere le normali attività in aggiunta al progetto

Necessità di finanziamenti per la formazione interna

Necessità di rivedere l’organizzazione del lavoro

Difficoltà di sostituzione e revisione delle attrezzature informatiche

Tempo limitato

Costi di manutenzione software, hardware, internet e telefonia

 

OPPORTUNITÀ PERICOLI
Possibilità di sfruttare nuovi modelli culturali emergenti

Ottime relazioni con la rete delle associazioni sportive, con il mondo scolastico e altri enti territoriali

Integrazione con altre compagne/interventi di altri Enti

Crescita professionale

Possibilità di sviluppo di linee strategiche progettuali

Interesse degli stakeholders e partecipazione alle iniziative

Ascolto da parte del territorio e scambio con partecipazioni alle iniziative

Mancanza di risposte da parte dei diversi destinatari

Poca adesione al progetto

Inefficacia degli strumenti di comunicazione utilizzati

Eventuale sovrapposizione con attività esistenti

Eccessivo carico di lavoro per gli operatori

Riferimenti incerti a strutture di livello superiore che possono comportare l’abbandono del progetto.

Territorio ampio e disomogeneo

Risultati attesi.

  • Sviluppo e accrescimento della cultura della salute sportiva;
  • Sviluppo delle competenze per la gestione immediata di un attacco cardiaco durante la pratica sportiva;
  • Sviluppo di comunicazione ed integrazione tra i servizi di Medicina dello Sport, atleti e associazioni sportive;
  • Attivazione di laboratori educativi e attività di supporto alla pratica sportiva per atleti amatoriali e professionisti;
  • Diffusione di una cultura della responsabilità della salute diffusa all’interno di una rete di relazioni che coinvolgono ruoli diversi e complementari.

Indicatori di esito/risutltato.

  • Coinvolgimento di almeno 3 strutture scolastiche di istruzione superiore e almeno tre classi a istituto;
  • Coinvolgimento di almeno 3 associazioni sportive afferenti a 3 tipologie di sport;
  • Realizzazione di almeno 2 seminari per classe / associazione;
  • Valutazione del gradimento: 75% di risposte positive al progetto
  • Valutazione dell’efficacia formativa: 75% di risposte esatte ai questionari somministrati durante i questionari;
  • Corso BLSD: 100% del personale delle associazioni sportive incluse formate
  • Accesso al blog ed al forum: 70% delle persone (insegnati, manager e atleti) coinvolti direttamente nel progetto
  • Accesso allo sportello: almeno 8 persone al giorno
  • Pubblicazione su rivista nazionale dei risultati del progetto

Discussioni.

È indubbio che l’attività sportiva ha numerosi effetti positivi sulla persona. Essa dà benessere e agilità nei movimenti, ha effetti psicologici benefici contro lo stress del lavoro e dello studio e contribuisce al riposo, è spesso collettiva e come tale favorisce l’amicizia e i rapporti sociali (Pietrantoni e Ria, 2001).

Non ultimo, la letteratura scientifica ha dimostrato che la pratica sportiva previene l’aterosclerosi abbassando il colesterolo delle lipoproteine a bassa densità e aumentando quello delle lipoproteine ad alta densità.

Ciononostante, la morte può colpire improvvisamente anche atleti di grandissimo valore, in quanto anche in un corpo capace di prestazioni sportive da primato olimpico si possono insinuare delle fragilità, ovvero delle malattie cardiache occulte, capaci di dare segno di sé durante prestazioni sportive estreme, con il rischio di morte improvvisa.

La ricerca ha dimostrato come non sia lo sport di per sé a rappresentare un rischio di morte improvvisa. Non esiste una morte da sforzo in cuore sano ma lo sport può smascherare una cardiopatia latente (Marijon et al., 2011).

Un cuore sano e ben allenato può tollerare, senza conseguenze, qualsiasi attività fisica che comporta un impegno circolatorio elevato.

Perché si verifichi una morte improvvisa cardiaca, è necessario che preesistano condizioni patologiche quali anomalie cardiache e vascolari congenite o miocarditi post-influenzali capaci di alterare la funzionalità dell’apparato cardiovascolare (Carturan et al., 2010).

È, infatti, la combinazione fra una cardiopatia e lo sforzo che scatena in alcuni casi una aritmia fatale. In altre parole, lo sport comporta un rischio in soggetti portatori di cardiopatie occulte.

Il fenomeno morte improvvisa, ovvero l’arresto cardiaco, può essere combattuto attraverso molteplici interventi diagnostici, terapeutici e preventivi. In particolare, nei giovani che svolgono attività sportiva, teoricamente sani, ma talora portatori di affezioni occulte potenzialmente letali sotto sforzo, l’obiettivo è quello di identificare coloro che sono a rischio ed esonerarli dalla pratica sportiva competitiva (Corrado et al., 2010).

La prevenzione è realizzabile attraverso due tipologie di interventi. Da un lato mediante una corretta ed approfondita valutazione della idoneità cardiovascolare, tenendo presente che alcune vasculopatie congenite ed alcune miocardiopatie, possono non essere accertabili in vita.

Diventa fondamentale la prevenzione di queste patologie attraverso un programma di educazione sanitario che miri a favorire un corretto stile di vita nella pratica sportiva.

Per questo motivo si è pensato di avviare un progetto finalizzato a implementare le conoscenze di stakeholders e praticanti a vario titolo di attività sportive in merito alle patologie rischiose per il praticante nonché a promuovere la salute riducendo l’incidenza di tali patologie attraverso uno stile di vita corretto.

In tal senso il progetto vuole coinvolgere un’ampia popolazione. Da un lato le associazioni sportive, in particolare quelle dilettantistiche che spesso, non usufruendo di ampie risorse economiche, sono portate al “fai da te” nonché a gestire certe tematiche con poca attenzione. Dall’altro le scuole per raggiungere direttamente i ragazzi e le famiglie, luogo principe della formazione e dell’educazione al benessere.

Nella consapevolezza che per essere veramente efficace, l’educazione sanitaria deve essere continua, si è pensato di istituire uno Sportello a gestione infermieristica come punto di riferimento per tutti i destinatari dell’iniziativa e per quanto volessero avere informazioni su una corretta e salutare pratica sportiva.

L’educazione alle life skills con l’uso di strumenti e metodologie formative costituiscono il core del progetto.

Se vastità del campo dell’azione comunicativa e la molteplicità dei destinatari possono rappresentare dei punti deboli, la possibilità di un ampio coinvolgimento di enti e strutture esterne e di risorse specialistiche nonché l’introduzione di strumenti comunicativi innovativi possono elementi determinanti per favorire l’interesse degli stakeholders e la loro partecipazione alle iniziative con il risultato finale di un ampio ascolto da parte del territorio.

Conclusioni.

Se alcune ricerche testimoniano la validità della prevenzione primaria nel contenimento del fenomeno della morte cardiaca improvvisa altre evidenziano quanto sia ancora inadeguata la diffusione della prevenzione secondaria, realizzabile esclusivamente attraverso la corretta sensibilizzazione delle Società sportive riguardo il tema della sicurezza, lo stile di vita, l’addestramento alle tecniche di rianimazione cardio-polmonare di base (Corrado et al., 2011).

L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare società sportive e scuola sull’arresto cardiaco improvviso in ambito sportivo, la sua prevenzione nonché la promozione del benessere e di uno stile di vita salutare.

A tal fine è essenziale educare e coinvolgere tutte le persone interessate allo sport, creando consapevolezza e cultura della prevenzione, del soccorso e dello sport in sicurezza, al fine di evitarne l’insorgenza nonché saper intervenire precocemente per aumentare le percentuali di sopravvivenza. 

Conflitti di interesse: nessuno dichiarato.

Finanziamenti: la ricerca non è stata sostenuta economicamente.

Bibliografia.

  • Carturan E, Basso C, Corrado D, Thiene, G. (2010). Le cardiopatie a rischio di morte improvvisa durante attività sportiva. Cardiology Science, 8, 4-13.
  • Corrado D, Basso C, Pavei A, et al. (2006) Trends in sudden cardiovascular death in young competitive athletes after implementation of a preparticipation screening program. JAMA, 296, 1593-1601
  • Corrado D, Basso C, Rizzoli G, Schiavon M, Thiene, G (2003). Does sports activity enhance the risk of sudden death in adolescents and young adults? Journal of the American College of Cardiology, 42(11), 1959-1963.
  • Corrado D, Drezner J, Basso C, Pelliccia A, Thiene G (2011). Strategies for the prevention of sudden cardiac death during sports. European Journal of Cardiovascular PreventionRehabilitation, 18(2), 197-208.
  • Del Vecchio M, Padeletti L (2008) La morte cardiaca improvvisa in Italia. Dimensioni, percezioni, politiche ed impatto economico-finanziario. G Ital Cardiol, 9, 5S-23S.
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