Infermieri e musicoterapia al servizio dei pazienti affetti da Alzheimer

Giada Naldoni si è laureata in Infermieristica nel 2015 con una tesi in musicoterapia, ha studiato i pazienti con Alzheimer.
Giada Naldoni si è laureata in Infermieristica nel 2015 con una tesi in musicoterapia, ha studiato i pazienti con Alzheimer.

La tesi della collega Giada Naldoni

Giada Naldoni ha 28 anni ed è Infermiera dal 2015. Attualmente lavora in una struttura privata in Emilia Romagna, ma sogna di diventare una brava Professionista della Salute. Nel suo passato recente vi è un trascorso di studi e di ricerca che l’ha portata persino ad una pubblicazione scientifica a livello internazionale sulla musico-terapia al servizio dei Pazienti affetti da Alzheimer.

Il lavoro è mutato dalla sua tesi di laurea sul tema “L’Efficacia del Trattamento video-musicoterapico nei Pazienti Affetti da Alzheimer: studio osservazionale“, relata dal prof. Ivan Rubbi e co-relata dalla dott.ssa Patrizia Capucci.

Giada si è laureata qualche anno fa presso l’Università degli Studi di Ravenna. Il suo lavoro di tesi, come dicevamo, ha portato alla creazione di un importante articolo scientifico dal titolo “Efficacy of video-music therapy on quality of life improvement in a group of patients with Alzheimer’s disease: a pre-post study“, co-firmato da Ivan Rubbi, Daniela Magnani, Giada Naldoni, Rosaria Di Lorenzo, Valeria Cremonini, Patrizia Capucci, Giovanna Artioli e Paola Ferri. La ricerca è stata pubblicata su Acta Biomed for Health Professions 2016 (vol. 87, S. 4: 30-37) e la riproponiamo qui in alto su www.assocarenews.it

Di cosa parlava la tua tesi?

Il morbo di Alzheimer, è la forma più comune di demenza degenerativa invalidante con esordio prevalentemente senile. La gestione dei comportamenti legati alla demenza, unito alle scarse possibilità terapeutiche, ha stimolato un crescente interesse verso altri interventi che utilizzano la musicoterapia, oggi impiegata con finalità terapeutiche per i pazienti con demenza. Per queste tecniche non convenzionali esistono problemi ancora aperti relativi principalmente agli strumenti di valutazione dell’efficacia dell’intervento, della durata dell’effetto positivo dopo la sospensione del trattamento e del rapporto costo/efficacia (Raglio et al, 2001).

Qual è lo scopo della tua ricerca?

Lo scopo di questo studio è quello di valutare la qualità di vita di soggetti affetti da Alzheimer dopo un programma strutturato di video-musicoterapia attraverso l’utilizzo di video-musicali di musica folkloristica romagnola.

Quali metodi e materiali hai usato?

È stato condotto uno studio osservazionale presso il Centro Diurno San Domenico di Lugo, il quale ha coinvolto 21 utenti affetti da Alzheimer. Lo strumento per la rilevazioni dei dati utilizzato è il questionario Quality of life-AD (Qol-AD), finalizzato alla valutazione della qualità di vita per i pazienti con demenza; mentre come metodo d’indagine per la memoria è stato utilizzato il Mini Mental State Examination (MMSE).

A quali risultati sei giunta?

La classe 4a (dell’MMSE) non giova di alcun beneficio, mentre gli utenti che hanno un valore di MMSE dalla classe 1 alla classe 3 giovano del trattamento video-musicoterapico. Gli item che si sono correlati rispetto alla migliore percezione della vita in generale dei pazienti sottoposti al trattamento di video- musicoterapia sono stati: la salute fisica, la vitalità, l’umore, la memoria, gli amici, se stesso e la capacità di svolgere attività divertenti.

A quali conclusioni è giunta la tua ricerca?

Verificati i benefici del trattamento video-musicoterapico nei pazienti affetti da Alzheimer, esso potrebbe essere un valido strumento assistenziale di cui l’infermiere dovrà tenere conto per la pianificazione assistenziale.

Grazie Giada e in bocca al lupo per tutto!

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