Dolore pediatrico e/o con disturbi cognitivi: come valutarlo?

Come valutare il dolore e gestirlo?

Dolore e valutazione nella tesi in Infermieristica della neo-dottoressa Eleonora Spagnolo.

Tesi di infermieristica esplora le possibilità di valutazione e gestione del dolore nel paziente pediatrico non comunicante e/o con disturbi cognitivi in corso di procedure invasive. Un bellissimo elaborato della neo dottoressa Eleonora Spagnolo.

La percezione dolorosa costituisce una delle esperienze psicologiche più sconvolgenti dell’individuo, principalmente durante la permanenza nosocomiale. Aspetto ancor più lampante nel bambino eppure, solo di recente, il trattamento antalgico è divenuto parte integrante dell’assistenza al piccolo degente. E’ ormai inconfutabile, che non vi siano soglie d’età alla sensazione dolorosa.

E’questo il nodo cruciale della tesi sperimentale di Eleonora Spagnolo, giovane infermiera laureatasi all’Università degli Studi di Bari – Polo Didattico Formativo del Salento che nella sua dissertazione (relatrice Dott.ssa Fiorella Fabrizio) ha voluto approfondire la: “Valutazione e gestione del dolore nel paziente pediatrico non comunicante e/o con disturbi cognitivi in corso di procedure invasive”.

Abbiamo intervistato l’autrice di questo interessante elaborato.

Eleonora, come spiegheresti su cosa verte la tua tesi?

Fino a qualche decennio fa si pensava che il neonato e l’infante non provassero dolore tanto intensamente quanto l’adulto. Oggi le evidenze scientifiche ci dicono che tale sintomo è percepito dal feto già a partire dalla ventitreesima settimana di età gestazionale, eppure nella realtà clinica il controllo della sensazione dolorosa risulta complesso. Il lavoro di ricerca su cui si basa la Tesi è proprio questo: capire se il sintomo nei bambini non comunicanti sia adeguatamente valutato e trattato nei presidi ospedalieri salentini.

Quali sono le motivazioni che ti hanno portato a scegliere questo argomento?

La scelta della tematica alla base del lavoro di Tesi è avvenuta in modo semplice e naturale. Durante lo svolgimento del tirocinio clinico nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, mi sono chiesta più volte quanto realmente il dolore dei piccoli pazienti sia reso quantificabile e poi successivamente adeguatamente trattato. Ovviamente questa mia curiosità non riguardava solo i neonati, ma tutti i bambini non in grado di comunicare efficacemente.

Quali materiali e metodi hai utilizzato?

Lo strumento utilizzato è un questionario anonimo destinato al personale infermieristico, costituito da 25 item suddivisi in quattro categorie in base al contenuto: a carattere statistico, inerenti alle conoscenze generali e specifiche del dolore, sistemi di valutazione del sintomo ed il suo trattamento. Tale questionario è stato somministrato secondo le modalità ed i tempi concordati con il/la Coordinatore/Coordinatrice di reparto ed è stato compilato solo dal personale che ha voluto aderire liberamente. Per il lavoro svolto sono stati, inoltre, analizzati e confrontati i testi e gli articoli presenti in letteratura che riguardano la valutazione ed il trattamento del dolore nel paziente pediatrico.

Il tuo scopo era di identificare eventuali disomogeneità tra letteratura scientifica e pratica clinica. Quali sono le tue conclusioni?  

Prendendo in considerazione le risposte date dai professionisti sanitari allo strumento di ricerca si può concludere dicendo che le conoscenze per la gestione del dolore in ambito pediatrico sono ben consolidate tra gli infermieri , soprattutto le nozioni che riguardano perlopiù il trattamento del sintomo. Risulta invece più difficoltosa la valutazione del dolore per i bambini non comunicanti a causa delle incertezze sul tempo da dedicare a tale azione.

Che tipo di percorso lavorativo, al momento, ti affascina?

Il percorso che mi affascina di più è proprio quello in ambito pediatrico.
Il mio sogno è quello di riuscire a lavorare a contatto con i neonati pretermine, infatti dedicherò la mia formazione alla specializzazione in questo settore.

Grazie per la disponibilità e ti auguriamo una vita ed una carriera ricca di gratificazioni …

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