Studenti Infermieri: “quel tutor mi odiava, ora sono il suo Coordinatore”.

? ? Non capita spesso, ma può capitare. Quando era Studente Infermiere fu umiliato e deriso da un tutor clinico. Oggi è diventato il suo Coordinatore Infermieristico e non parla più.

Come è strana la vita. Quando studiava per Diventare Infermiere a Rimini era uno dei peggiori studenti secondo il suo tutor clinico. Oggi, però, da Coordinatore Infermiere è uno dei migliori in circolazione. Cosa è successo nel frattempo? Ecco una missiva che ci farà riflettere sulla necessaria riforma della formazione universitaria in ambito sanitario in Italia.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

non capita quasi mai di veder realizzato un sogno, a me è accaduto. Sono diventato Coordinatore Infermiere a 28 anni e tra i miei colleghi vi è un mio ex-tutor clinico. Per giunta è un mio sottoposto.

Prima di raccontarmi perché oggi sono così felice da scrivere di questa vicenda, vorrei tornare con voi all’Università di Rimini, a quando studiavo Infermieristica presso il polo cittadino dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

Sul finire del primo anno, durante un tirocinio in Medicina I, mi sono imbattuto in un tutor clinico piuttosto particolare. Era un uomo tutto di un pezzo, era un sindacalista, era uno di quelli che faceva parlare di sé per la sua prepotenza e per la sua tracotanza.

Sembrava una persona a modo, sicura di quello che faceva. In realtà non era così e trattava noi studenti di allora come schiavetti, umiliandoci e invitandoci spesso a non proseguire gli studi “perché siete solo delle capre”. Poi alla fine si è scoperto che la capra era proprio lui. Eppure faceva il tutor clinico, era stato scelto dall’Università per gestire gli studenti di Infermieristica in uno dei poli formativi più importanti d’Italia.

Come era stato scelto per tale ruolo? Mistero.

Era un mercoledì pomeriggio e sarà per sempre il mercoledì pomeriggio più brutto della mia vita da studente. Stavo aiutando un Operatore Socio Sanitario a rimettere a posto i farmaci nell’apposito armadio, sotto la supervisione di un Infermiere anziano. Io avevo messo in ordine i FANS e il Paracetamolo, verificando le scadenze, l’integrità delle confezioni e la presenza dei “bugiardini”. Ad un certo punto è arrivato in Infermeria il tutor clinico visibilmente contrariato.

“Tu sei al primo anno, i farmaci non li devi nemmeno toccare – disse inveendo contro di me – devi stare con l’OSS a pulire merde e piscio. Ti credi di fare il fighetto solo perché hai mamma e papà che ti pagano l’Università? Torna a pulire i culi dei pazienti”.

I presenti nella stanza rimasero basiti. Anche perché avevo appena raccontato loro che ero orfano e che mi pagavo gli studi lavorando di sera in una birreria a Rimini e studiando per mantenere la borsa di studio.

La cosa mi ha disgustato, si vedeva che mi odiava quell’uomo e non sapevo il perché. Poi l’ho capito dopo anni, quando me lo sono ritrovato nel reparto dove lavoro ora e dove ricopro il ruolo di Coordinatore Infermieristico. Leggendo il suo curriculum professionale ho visto che in realtà lui non ha mai studiato all’università. Ha ottenuto il diploma di Infermiere dopo un anno di corso regionale, poi è diventato “Professionale” e ha goduto dell’equipollenza. Non ho mai raggiunto la maturità scolastica ed ha solo gli attestate della scuola dell’obbligo (terza media). E’ stato sindacalista per anni e grazie ai suoi incarichi extra-aziendali è riuscito a trasferirsi da Rimini nella città dove vivo e lavoro io.

Il caso ha voluto che venisse a lavorare nel mio reparto. Quando mi ha visto voleva morire, glielo si leggeva negli occhi.

Gli ho fatto il colloquio di pre-assunzione, l’ho fatto parlare, gli ho detto che era il benvenuto. Ma non ce l’ho fatta e gli ho detto chiaramente che: “ora dovresti iniziare a lavorare lavando i culi ai Pazienti, ma voglio bene ai nostri Assistiti e ti metto in affiancamento per la gestione della farmacia; poi se andrai bene potrai dedicarti al reparto, ma per gradi, finché non dimostrerai di essere un vero Infermiere, uno di quelli col cuore”.

Grazie per lo spazio che mi darete.

Nicola, Coordinatore Infermiere

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