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18 Gen 2026, Dom

Straordinari Infermieri: trattenute illegittime, ospedali obbligati alla restituzione.

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Una vittoria per migliaia di professionisti sanitari: le somme indebitamente trattenute in busta paga a novembre su straordinari e pronta disponibilità dovranno essere rimborsate già con lo stipendio di dicembre. L’Agenzia delle Entrate ha corretto l’interpretazione restrittiva che aveva scatenato un’ondata di polemiche e mobilitazioni sindacali.

​Il caso: trattenute Irpef e il “diverbio” fiscale.

​Il problema è emerso con le buste paga di novembre, quando migliaia di infermieri del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si sono visti applicare trattenute Irpef non dovute sugli importi relativi agli straordinari e alle ore di pronta disponibilità.

​Tutto ha avuto origine da un interpello presentato da un’Azienda Sanitaria Locale all’Agenzia delle Entrate. Nella sua prima risposta, l’Agenzia aveva effettuato una distinzione restrittiva tra le ore di straordinario puro e quelle di pronta disponibilità, sostenendo che solo le prime rientrassero nella detassazione agevolata al 5% prevista per gli infermieri dalla Legge di Bilancio 2025.

​Sulla base di questa interpretazione iniziale, diverse aziende sanitarie, in particolare in regioni come Piemonte e Veneto, hanno proceduto ad applicare la tassazione ordinaria, riducendo le retribuzioni nette di novembre anche di centinaia o, in alcuni casi, migliaia di euro.

​La svolta e i chiarimenti istituzionali.

​La situazione surreale si è risolta tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre grazie a una decisa presa di posizione da parte delle istituzioni e all’azione dei sindacati (tra cui Cisl Fp, Nursind e altre sigle).

  1. La Posizione della Presidenza del Consiglio: Il primo chiarimento è arrivato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha stabilito in modo netto che tutte le ore lavorate oltre l’orario contrattuale — incluse le ore in pronta disponibilità — sono da considerarsi straordinario ai fini della detassazione.
  2. Il Contratto Collettivo: Anche il Ministero della Pubblica Amministrazione e il Ministero della Salute hanno confermato che il Contratto Collettivo Nazionale della Sanità (CCNL) non introduce distinzioni fiscali tra le tipologie di lavoro straordinario e che la Manovra 2025 includeva l’intero monte ore straordinario nel calcolo della copertura finanziaria.

​Di fronte a questi chiarimenti univoci, l’Agenzia delle Entrate è stata costretta a correggere il tiro con la risposta n. 308/2025 del 9 dicembre, sancendo l’interpretazione corretta: tutte le ore oltre l’orario contrattuale devono essere retribuite con l’aliquota agevolata del 5%.

​L’obbligo di rimborso: più soldi con lo stipendio di dicembre.

​Con il chiarimento ufficiale, gli ospedali sono ora obbligati a restituire quanto trattenuto indebitamente. Il rimborso dovrà avvenire direttamente con l’accredito dello stipendio di dicembre.

​In diverse Aziende Sanitarie, come ad esempio le Ulss 1 Dolomiti e Ulss 2 Marca Trevigiana, i professionisti vedranno riaccreditati importi che in alcuni casi superano i 900 €.

​Un segnale che va oltre la busta paga.

​La vicenda, sebbene conclusasi positivamente, ha avuto un impatto più ampio di un semplice errore contabile:

  • Ripercussioni sull’Assistenza: La confusione interpretativa in alcune aziende ha portato, in via precauzionale, alla cancellazione di interventi chirurgici programmati e alla riduzione di servizi, evidenziando il legame diretto tra l’organizzazione amministrativa e la qualità dell’assistenza ai pazienti.
  • Necessità di Chiarezza: Ha sottolineato l’urgente bisogno di chiarezza normativa e di rispetto delle disposizioni contrattuali e fiscali, soprattutto quando si tratta di riconoscere economicamente il lavoro infermieristico, già gravato da carichi elevati.

​Questa vicenda rappresenta una significativa vittoria per la categoria, che ottiene giustizia sul piano retributivo e riafferma la necessità di interpretazioni coerenti e stabili delle norme che regolano il suo operato.

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