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Ecco la SMART THERAPY per l’Alzheimer.

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Il 21 settembre è stata celebrata la giornata mondiale dell’Alzheimer, una malattia studiata da anni dall’IRCCS Istituto Centro S. Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Brescia.

L’istituto è impegnato in progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo e all’applicazione di teleriabilitazione cognitiva e di tecniche di neuromodulazione.

Durante il congresso “Sfide del Sistema Sanitario Nazionale (SSN): nuovi modelli organizzativi, di assistenza e di ricerca, innovazione tecnologica e centralità della persona nel percorso di cura” organizzato a Brescia in occasione della giornata mondiale dell’Alzheimer, Maria Cotelli, responsabile dell’Unità di Neuropsicologia del Fatebenefratelli di Brescia, ha sottolineato che la medicina digitale e le tecniche di neuromodulazione applicate nell’ambito della riabilitazione cognitiva appaiono tra gli scenari di sviluppo più interessanti per rispondere alle esigenze dei pazienti con disturbi cognitivi, offrendo trattamenti riabilitativi personalizzati.

Come spiega Cotelli

“il nostro centro di ricerca mira a realizzare una “smart therapy” mediante l’utilizzo di tecnologie accessibili a tanti (per esempio tablet ed app), affinché si possa beneficiare di un trattamento riabilitativo personalizzato al proprio domicilio.

Infatti, il setting domiciliare garantisce una maggiore libertà all’utente, rendendolo protagonista del proprio percorso di cura e permettendogli di eseguire training cognitivi ad alta intensità per periodi prolungati.”

A tal proposito

un recente studio finalizzato a valutare l’efficacia di un intervento innovativo di riabilitazione cognitiva e teleriabilitazione dedicato al potenziamento delle abilità cognitive in soggetti con Mild Cognitive Impairment (MCI), ha riscontrato un miglioramento delle abilità cognitive nei soggetti che ricevevano il trattamento di riabilitazione cognitiva mediante l’utilizzo in istituto di un sistema di realtà virtuale semi-immersiva.

Inoltre

il trattamento erogato in modalità di teleriabilitazione sembrava indurre un miglioramento nell’esecuzione di compiti cognitivi computerizzati che indagano le funzioni esecutive (Manenti et al., Frontiers in Aging Neuroscience 2020).

Questi risultati

sono in linea con una recente revisione della letteratura che ha mostrato come la teleriabilitazione cognitiva rappresenti una nuova opportunità per la prevenzione del decadimento cognitivo e per il miglioramento delle abilità cognitive e della qualità della vita nelle persone anziane (Alaimo C, et al Front Neurol. 2021).

Nell’ambito della riabilitazione cognitiva

risultano, inoltre, promettenti le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva, in grado di interagire con l’attività del sistema nervoso centrale e, di conseguenza, modulare le prestazioni a compiti cognitivi.

Diversi studi

hanno permesso di osservare che i cambiamenti cerebrali indotti da queste tecniche possono durare oltre il periodo di stimolazione, manipolando l’eccitabilità cerebrale e facilitando fenomeni di plasticità neurale’ continua Cotelli.

Negli ultimi anni

abbiamo assistito ad un utilizzo terapeutico delle tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva, come la stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS), nell’ambito delle patologie cerebrovascolari e neurodegenerative.

Grazie ad un finanziamento

del Ministero della Salute per il progetto dal titolo ‘The effects of a multimodal approach for the treatment of Primary Progressive Aphasia’, l’istituto è impegnato in progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo e all’applicazione di tecniche di neuromodulazione in soggetti con diagnosi di Afasia Primaria Progressiva (PPA).

I risultati

di una recente meta-analisi, focalizzata sulla valutazione dell’efficacia della riabilitazione del linguaggio e della stimolazione cerebrale non invasiva in soggetti con diagnosi di PPA hanno indicato la presenza di benefici associati all’applicazione combinata di riabilitazione del linguaggio tradizionale e tecniche di neuromodulazione in pazienti con PPA (Cotelli et al., Neurosci Biobehav Rev 2019).

I recenti studi sottolineano, dunque, l’importanza di applicare interventi innovativi mirati al potenziamento delle funzioni cognitive rivolti a soggetti con invecchiamento fisiologico ed a pazienti con declino cognitivo.

L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI

L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI (www.fatebenefratelli.it) è presente in 50 paesi dei 5 continenti, con circa 400 opere apostoliche.

La Provincia Lombardo Veneta, essendo parte di questa grande comunità ospedaliera, realizza la propria vocazione religiosa dedicandosi al servizio della Chiesa prestando, senza scopo di lucro, attività sanitarie ed assistenziali in particolare nei confronti di malati e bisognosi.

La mission della PLV

è in primo luogo l’ospitalità realizzata attraverso interventi appropriati di prevenzione, promozione della salute, cura e riabilitazione, che garantiscano ad ogni utente la cura più adeguata al proprio bisogno di salute, in una logica di corretto ed economico uso delle risorse.

La PLV

esplica la propria attività assistenziale in 4 contesti regionali differenti (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), attraverso 9 strutture sanitarie/socio-sanitarie accreditate presso il SSN per 2192 posti letto complessivi.

I Fatebenefratelli

sulle orme del loro fondatore San Giovanni di Dio, si impegnano a garantire un’assistenza integrale, che pertanto consideri e abbracci tutte le dimensioni della persona umana: fisica, psichica, sociale e spirituale.

Tale assistenza

umanizzata viene agita ogni giorno grazie alla compartecipazione alla missione da parte dei Fatebenefratelli e dei circa 2200 collaboratori assunti a vario titolo all’interno della Provincia Lombardo Veneta.

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