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Ha deciso di togliersi la vita mettendosi un cappio al collo e impiccandosi nel garage di casa. Un operatore sanitario del Servizio 118 l’ha fatta finita. Era in burnout.

Era probabilmente in burnout l’operatore sanitario del Servizio 118 che qualche giorno fa si è tolto la vita nel suo garage. Ha preso una corda e si è impiccato, non prima di aver informato del suo gesto una cara amica. L’uomo aveva 37 anni. I Carabinieri indagano sul caso.

I fatti.

Qualche giorno fa a Genzano di Roma il 37enne ha deciso di farla finita. Forse era sotto stress, forse era proprio in burnout per i troppi soccorsi e i troppi morti di Covid. Chi lo sa, la mente umana è impenetrabile e spesso è impossibile decifrarla.

Poco prima di compiere l’insano gesto l’operatore ha telefonato ad una amica raccontandole quello che avrebbe compiuti di lì a poco.

La donna, preoccupata, ha allerta immediatamente i Carabinieri, che sono prontamente intervenuti, anche se troppo tardi. L’uomo, infatti, si era già tolto la vita legando il cappio a un tubo posto ad altezza soffitto.

Soccorsi inutili.

I carabinieri di Velletri, i Vigili del Fuoco e i sanitari intervenuti non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Le forze dell’ordine indagano sull’accaduto per far luce sulla faccenda e chiarirne le dinamiche.

L’incredulità generale.

La famiglia e la comunità di Genzano sono ancora increduli, anche perché l’uomo non aveva mai fatto sospettare nulla di insano.

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