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Gli Infermieri dell’Emergenza Territoriale (SIIET) dell’Emilia Romagna scendono in campo per chiedere alla Regione e all’assessorato alle politiche per la salute Raffaele Donini di rivedere il ruolo del professionista nel soccorso in emergenza-urgenza. Allarme viola e gestione dolore tra le priorità.

La delegazione emiliano-romagnola della Società Italiana Infermieri dell’Emergenza Territoriale, appunto la SIIET, scendono in campo per chiedere alla Regione una revisione sistematica delle competenze e delle responsabilità degli Infermieri del settore nell’ambito dell’emergenza-urgenza.

La con una missiva indirizzata all’assessore regionale alle politiche per la salute Raffaele Donini e per conoscenza al responsabile del Servizio di Assistenza Ospedaliera e al Coordinatore Rete Regionale Emergenza.

Nella missiva vengono avanzate 6 proposte di miglioramento e di rilancio di un settore vitale per l’assistenza al Cittadino sul territorio in caso di emergenza o urgenza.

Ecco il contenuto della missiva SIIET Emilia Romagna.

  • Alla cortese attenzione dell’Assessore alle politiche per la salute Regione Emilia Romagna Dott. R. Donini

e p.c.

  • al Responsabile Servizio Assistenza Ospedaliera Dott.ssa Rolli
  • al Coordinatore Rete regionale Emergenza 118 Dott. Pastori

Gentilissimi,

nel ringraziarVi per aver accolto la nostra richiesta di incontro, cogliamo l’occasione per presentarVi il nucleo regionale di SIIET, Società Italiana degli Infermieri di Emergenza Territoriale e, contestualmente, illustrarVi i punti su cui abbiamo posto attenzione in questo anno di attività della nostra Associazione.

SIIET Emilia Romagna conta come soci ordinari circa il 20% degli infermieri che operano nel setting di emergenza territoriale regionale. Questi, condividendo la Vision del Direttivo Nazionale, ovvero la valorizzazione delle competenze e della figura infermieristica nonché l’uniformazione della risposta che questo può dare, hanno esplicitato la Mission del nucleo regionale ponendosi come obiettivo quello di contribuire alla realizzazione di un sistema uniforme, dove l’infermiere ha la facoltà di esprimere la propria professionalità e le competenze acquisite, erogando prestazioni efficaci, sempre sottolineando la centralità del cittadino e dei suoi bisogni.

A tale scopo il gruppo regionale di SIIET ER ha posto attenzione ai seguenti argomenti:

  1. applicazione del Protocollo Regionale per il trattamento infermieristico nel SET118;
  2. trattamento del dolore in ambito extraospedaliero in E/U;
  3. ruolo dell’infermiere in C.O.118, nel servizio di elisoccorso, nei grandi eventi e negli eventi maggiori;
  4. percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali nelle patologie tempo dipendenti;
  5. aggressioni al personale;
  6. giornata del sistema 1.1.2. / 118.

Di seguito vengono esplicitati i punti precedentemente riassunti.

SIIET Emilia Romagna, unitamente al suo Comitato Scientifico ed a tutto il Direttivo Nazionale, si propone a codesta Amministrazione per partecipare nelle forme e nei modi da Voi ritenuti opportuni, a progetti di miglioramento, iniziative, studi e tavoli di confronto nelle aree di interesse.

Cogliamo l’occasione per porgerVi i saluti di tutto il Consiglio Direttivo.

È noto che l’intervento tempestivo e qualificato, basato su evidenze scientifiche e sulle migliori pratiche clinico assistenziali, a partire dal primo approccio sanitario sul territorio, possa incidere in modo significativo sul percorso di cura del paziente e sull’outcome dello stesso.

Ciò premesso, diviene essenziale garantire un’uniforme erogazione di prestazioni su tutto il territorio regionale. Per ottenere ciò è necessaria la piena attuazione del Protocollo Regionale come da D.R. 508/2016 contenente gli algoritmi infermieristici avanzati.

Oltre alla piena applicazione è necessario che questo venga implementato e periodicamente aggiornato sulla base delle nuove evidenze. Garantire l’applicazione della suddetta D.R. salvaguarda il ruolo dell’infermiere e delle sue specifiche funzioni, peraltro non fungibili, e non erogabili da altre figure.

E’ auspicabile quindi che venga definito un nuovo modello di sistema 118 regionale, basato sulle migliori peculiarità dei modelli esistenti, riproducibile e sostenibile. Uniforme nelle risorse sul campo, nelle risposte diversificate in base ai livelli di criticità, nell’erogazione delle prestazioni.

Trattamento del dolore in ambito extraospedaliero in E/U.

Nel territorio regionale la gestione infermieristica del dolore è sostanzialmente difforme da provincia a provincia, e questo determina per i cittadini una discriminazione nella qualità assistenziale ricevuta che risulta assai diversa e dipendente dal territorio di appartenenza.

Ciò è palesemente inaccettabile.

Lo staff regionale di SIIET E.R. dedicato all’argomento, sta svolgendo attività di studio e ricerca finalizzata ad individuare le migliori pratiche assistenziali applicabili in ambito preospedaliero aventi come focus il management infermieristico del paziente con dolore. Questa sappiamo essere una delle cause principali di attivazione del servizio 118.

SIIET ha in corso un’interlocuzione con la Fondazione ISAL in vista della giornata del 3 ottobre prossimo intitolata “100 città contro il dolore”, evento cui intendiamo partecipare con convinzione, anche in riferimento al decimo anniversario della legge 38 del 2010 che dispose la tutela del diritto dei cittadini all’accesso alla terapia del dolore ed alle cure palliative. La centralità del trattamento del dolore da parte del personale infermieristico trova fondamento anche all’articolo 18 del Codice Deontologico dell’Infermiere.

SIIET sostiene che nella risposta del sistema 118, dalla chiamata di soccorso all’assistenza sul posto, l’infermiere sia protagonista nella gestione del paziente con dolore, e si evidenzi maggiormente quella umanizzazione delle cure che questo professionista è chiamato a garantire.

Così come allora si tentò di rafforzare il concetto “Ospedale e territorio senza dolore” oggi SIIET ER sente l’obbligo di promuovere a comune obiettivo l’“Ambulanza senza dolore”.

C.O.118, servizio di elisoccorso, grandi eventi e eventi maggiori
Sono presenti staffs regionali S.I.I.E.T. dedicati poiché essi interpretano uno specifico ruolo sia organizzativo che operativo nel sistema: è ben chiaro quanto le recenti vicende abbiano evidenziato, ad esempio, come le catene di comando, di comunicazione e di controllo, le strutture ed i processi che li governano, siano fondamentali per una efficace gestione del ns servizio.

Su tali assetti fra l’altro gli infermieri che ricoprono ruoli di coordinamento e/o direttivi si sono spesi alquanto evidenziando qualità professionale.

Tale esperienza, giocoforza, deve far riflettere su come particolarismi e visioni micro territoriali siano inadatte per affrontare i bisogni di salute delle persone, non solo negli eventi eccezionali, ma anche e soprattutto nella ordinarietà.

Appare chiaro infatti che per una governance ottimale del Servizio 118, di una gestione uniforme ed integrata dello stesso, in una visione di piena sostenibilità del sistema, si debba far riferimento ad un assetto organizzativo individuabile nelle Aree Vaste e/o ad un livello superiore regionale nelle ovvie e specifiche competenze e responsabilità.

Percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali nelle patologie tempo dipendenti.

È già in funzione ed operativo lo staff cardio-vascolare S.I.I.E.T.-E.R. e presto verranno attivati staffs sugli altri quadri patologici acuti ed evolutivi che tanto valore rivestono nella nostra quotidianità e che vedono il nostro impegno, e del sistema stesso di urgenza emergenza territoriale, così di frequente.

Ben conosciamo infatti come la qualità e la tempestività nella applicazione di procedure infermieristiche in questi casi sia determinante al fine della sopravvivenza dei ns pazienti e della qualità stessa della loro vita.

Anche qui rileviamo la presenza di disposizioni autorizzative ed autonomie operative alquanto differenti, e talvolta si verifica ad esempio che nonostante una procedura sia stata sviluppata ed il personale infermieristico adeguatamente formato la stessa rimanga inapplicata.

Utile fra l’altro definire omogenei ed aggiornati criteri e standard di riferimento per questi percorsi, puntando anche al miglioramento ed alla innovazione dei sistemi di comunicazione ed informazione che il progresso tecnologico offre e che si pongono a maggior garanzia e sicurezza dei ns pazienti.

La struttura del S.S.R., pianificata sulle reti sanitarie territoriali specifiche e sulla integrazione dei servizi, ne sottolinea il valore e la ricaduta in termini di salute delle persone.

Aggressioni al personale: ALLARME VIOLA.

Progetto per il contrasto degli episodi di violenza rivolti verso gli operatori 118 del ns ambito regionale.

Abbiamo pensato di denominarlo in questo modo in quanto quel colore rievoca i lividi che troviamo sulla pelle degli operatori coinvolti e che permangono, talvolta, per molto tempo nell’animo degli stessi e difficoltosi da rimarginare, e che ingenerano grande impatto nella comunità professionale.

Crediamo inopportuno denominarlo codice per non creare confusione viste le attuali procedure operative.

Questo progetto prevede due distinti piani di intervento.

• Il primo propriamente politico ed istituzionale vede gli organi della regione ed i comandi delle forze di polizia, anche locali, impegnati in un protocollo d’intesa e coordinamento interforze affinché l’intervento e la gestione delle forme di violenza occorse durante il soccorso sanitario territoriale diventino ancor più una comune priorità. Tutela ora rafforzata dalla recente norma che reca “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni” e che ci riguarda.

Chiediamo quindi alle Istituzioni Regione Emilia Romagna competenti di attivarsi in questo senso.

• Il secondo livello è, invece, di tipo organizzativo ed operativo e riguarda il servizio 118 stesso con un aggiornamento dell’attuale modus operandi. Fin dalla chiamata di soccorso, se si suppone la concomitanza di un episodio di violenza, il collega della centrale operativa 118 attiva sia il soccorso sanitario che le forze dell’ordine competenti comunicando possibilmente, e compatibilmente con le circostanze operative di quel momento, gli stimati di arrivo sul posto in modo che il raggiungimento del target sia, più frequentemente, coincidente. Consideriamo anche la prospettiva legata dalla realizzazione prossima della centrale unica di risposta 112 che, tendenzialmente, dovrebbe ulteriormente favorire questo processo. Quando, invece, i sanitari si trovino già sul posto e lì ravvedano un pericolo di violenza possono richiedere, in modo sintetico, codificato anche senza ulteriori giustificazioni che talvolta non è possibile dettagliare, l’intervento immediato delle forze dell’ordine dichiarando, ad esempio: “ALLARME VIOLA IN CORSO “. Altrettanto utile in questo caso, qualora vi sia impossibilità alla comunicazione verbale o quando la stessa sia inopportuna, che l’allarme venga attivato tramite specifico comando di emergenza presente nelle radio portatili a ns dotazione (ad oggi questa funzione è inattiva).
Tutta questa procedura dovrà essere tracciabile affinché la rilevazione di questi eventi sia facilitata, e possa concorrere a tutte quelle attività di studio, formazione, supporto ed integrazione fra operatori, comprese le forze dell’ordine, al fine di una migliore comprensione e consapevolezza del fenomeno. Non dimentichiamo, inoltre, come questi episodi vedano spesso coinvolti anche astanti, familiari e comuni cittadini che tutti noi desideriamo proteggere.

Dopo un giusto periodo di rodaggio e valutazione e, se del caso, di ev . aggiustamenti, si potrebbe estendere questo piano al nostro Paese.

Potremmo essere il capofila del progetto in essere, qui nella Regione in cui il Servizio118 è nato, e che ora si attiva per proteggerlo.

Giornata del sistema 112/118.

Sulla sorta di quanto altre istituzioni fissano in determinate ricorrenze ci appare opportuno pensare ad una giornata dedicata al servizio di emergenza territoriale 118 nel quale la cittadinanza, le associazioni professionali, le istituzioni e portatori di interesse vengano accolti nelle centrali operative e nelle principali sedi territoriali per una conoscenza ed un reciproco confronto, affinché il ns servizio venga comunemente visto come sistema aperto e qualificato.

E per incontrare le donne e gli uomini che lo garantiscono.
Riteniamo come questo evento avvalori il nostro sistema in toto e possa, congiuntamente con ulteriori iniziative, sviluppare una consapevolezza civica ed una più corretta fruizione del servizio da parte della cittadinanza.

Pure altri strumenti informativi e comunicativi, in linea con gli odierni sistemi e linguaggi, potrebbero utilizzarsi per mettere in risalto maggiormente gli attori della emergenza territoriale ed il personale infermieristico, e la loro immagine.

La data che riteniamo più adatta allo scopo è quella del 27 marzo, giorno nel quale nel 1992 vide la luce il DPR che, nella comune accezione, viene considerato istitutivo del Servizio 118.

Questo evento potrebbe programmarsi nell’ovvio rispetto delle misure conseguenti al preciso momento storico, certamente dovrebbe essere preso in considerazione per l’anno 2022 nel trentennale della norma.

Attività di SIIET.

Il nostro Comitato Scientifico Nazionale. si è impegnato, nelle scorse difficili settimane, in argomenti inerenti l’attuale momento pandemico producendo documenti tecnico-scientifici in forma di raccomandazioni quali la “Gestione territoriale in paz. con infezione da Sars Cov 2 “, la “Dispersione di droplets nella ossigenazione-ventilazione del paz. Covid 19”, il “Report sulle differenze e certificazioni delle mascherine filtranti” e la “Sanificazione dei mezzi di soccorso”.

Questi documenti sono visionabili sul nostro sito istituzionale e sono a disposizione ed in favore dei colleghi ed altri operatori operanti nel S.E.T..

Nel futuro prossimo, peraltro, il Comitato Scientifico si adopererà nel delineare l’identità professionale dell’infermiere di emergenza territoriale.

Infermieri SIIET Emilia Romagna