raggi UV
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Sanificazione a raggi UV: da KOS nuove tecnologie che riscrivono la Sala Operatoria e mettono alla berlina le infezioni correlate all’assistenza.

Sanificazione a raggi UV. In Italia oltre 6 pazienti su 100 contraggono un’infezione durante un periodo di degenza in una struttura sanitaria.

Per prevenire questo rischio la clinica Villa dei Pini di Civitanova Marche del Gruppo Kos, specializzata nella chirurgia protesica, si è dotata, prima in Italia, Hyper Light Disinfection per sanificare le sale operatorie.

Si tratta di un innovativo robot costituito da un sistema portatile di lampade UV, in grado di eliminare in 15 minuti gli agenti patogeni nel raggio di 3 metri.

Lo strumento ha un’altissima efficacia poiché la sua tecnologia a raggi ultravioletti, che è attivata negli ambienti in assenza delle persone, elimina più del 99% di batteri, virus e patogeni, danneggiando il DNA dei microrganismi e impedendone la riproduzione.

Hyper Light Disinfection consiste in sei lampade UV, montate su un carrello portatile, e in un riflettore rotazionale per la distribuzione dei raggi nell’ambiente.

Le lampade emettono raggi ultravioletti a una frequenza di 254 nanometri.

I raggi UV sono radiazioni elettromagnetiche della luce e, a seconda della loro frequenza, si suddividono in diverse categorie con proprietà differenti: se la frequenza è compresa tra 100 e 280 si è di fronte alla banda UV-C che ha poteri germicidi in quanto agisce sul DNA dei microrganismi e lo danneggia.

Con questa tecnologia a clinica Villa dei Pini di Civitanova Marche ha ulteriormente potenziato la sicurezza e la sanificazione delle sale operatorie, già caratterizzate da un basso tasso di infezioni.

E’ importante ricordare che le “infezioni correlate all’assistenza” (ICA) e rappresentano la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria.

Nicoletta Damiani, direttore sanitario della clinica Villa dei Pini, osserva: “Il nostro sistema interno di sorveglianza attiva delle infezioni protesiche ha rilevato che, nei 200 interventi chirurgici eseguiti nel secondo semestre del 2019, si sono verificate  complessivamente solo 3 infezioni correlate all’assistenza (due in occasione di intervento di protesi di anca, una protesi al ginocchio, nessuna in occasione interventi alla spalla ed al gomito) con un tasso di incidenza dello 0,88% per la protesi al ginocchio (ben al di sotto della media nazionale che si attesta tra 1,1% e 1,6%) e dell’ 1,71% per quella all’anca (dato prossimo al valore più basso della media nazionale, tra 1,2% e 2,4%)”.

Il robot Hyper Light Disinfection non emette ozono e non rilascia residui. Le ICA (infezioni correlate all’assistenza) In Italia 6,3 pazienti su 100 pazienti, ricoverati in ospedale, contraggono un’infezione durante la degenza.

Non tutte le ICA si possono prevenire ma si stima attualmente che possa esserlo una quota superiore al 50%.

Ad essere interessati dalle ICA sono il tratto urinario, l’apparato respiratorio, le ferite
chirurgiche, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie).

Queste infezioni hanno un impatto clinico ed economico rilevante: secondo il primo rapporto globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le ICA provocano:

  • un prolungamento della durata di degenza;
  • disabilità a lungo termine;
  • aumento della resistenza dei microrganismi agli antibiotici;
  • un carico economico aggiuntivo per i sistemi sanitari e per i pazienti e le loro famiglie;
  • una significativa mortalità in eccesso.

Si stima che in Europa le ICA portino annualmente 16 milioni di giornate aggiuntive di degenza, 37.000 decessi e 110.000 decessi per i quali l’infezione
rappresenta una concausa.