Infermieri, Oss, Professionisti Sanitari e Social-Network: attenti si rischia il licenziamento!

Infermieri, Oss, Professionisti Sanitari e Social-Network: attesi si rischia il licenziamento!
Infermieri, Oss, Professionisti Sanitari e Social-Network: attesi si rischia il licenziamento!

La nota distribuita a tutti gli OPI

Il Ministero della Salute tempo fa scriveva a Medici, Infermieri, Ostetriche e a tutti gli altri Professionisti della Salute per richiamarli all’ordine. Oggetto del contendere era ed è tutt’ora l’uso improprio dei social-network da parte degli iscritti alle varie Federazioni professionali.

Da questa estate occorre stare attenti a ciò che si posta sul web, perché l’utilizzo non degno di foto, video e messaggi potrebbe essere utilizzato per licenziare con giusta causa.

E se c’è la giusta causa non vi è giudice o tribunale che tenga. E ciò soprattutto se ad essere violata è la privacy del cittadino-paziente. Il Ministero a fine marzo 2017 ha scritto a tal proposito alla Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, alla Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi (oggi FNOPI), alla Federazione Nazionale dei Collegi Ostetrici/Ostetriche e alla Federazione Nazionale dei Collegi TRSM.

La circolare ministeriale riporta un oggetto inequivocabile. Parla, infatti, di: “diffusione di foto e video da parte di esercenti le professioni sanitarie realizzati all’interno di strutture sanitarie”. E quello che c’è scritto è piuttosto chiaro.

“Sono ormai frequenti le notizie di stampa che segnalano il dilagare del fenomeno della pubblicazione di fotografie e selfies sui social networks da parte di professionisti sanitari durante l’esercizio dell’attività lavorativa presso le corsie di ospedali o sale operatorie in strutture pubbliche e/o private, fino a sfociare in alcuni casi nella violenza della privacy del paziente” – spiega Rossana Ugenti, Direttore Generale delle Professioni sanitarie e delle Risorse umane del Servizio sanitario nazionale.

La Ugenti ricorda alle Federazioni che della questione se ne discute al Ministero da tanto tempo. E le notizie pervenute alla Direzione Generale non sono degne della professione medica, infermieristica e delle altre figure sanitarie. Il Ministero a quanto pare si è attivato spesso nel richiamare gli Ordini e i Collegi interessati direttamente o indirettamente dalle cronache giornalistiche, chiedendo gli opportuni chiarimenti del caso.

Anche per questo la Ugenti attraverso la circolare in oggetto ha deciso di richiamare ufficialmente gli Enti professionali “circa le conseguenze che possono sfociare dall’uso improprio dei social networks in un ambito delicato come quello sanitario”.

Difatti, spiega la Diretterice, in tale contesto le attività cliniche sono oggetto di spettacolarizzazione e mettono a rischio il rispetto della privacy del paziente. Ciò compromette l’immagine degli stessi Professionisti della Salute. Di fatto viene messa in discussione il rapporto di fiducia tra paziente e Ssn nella sua totalità.

Ecco perché la Ugenti invita caldamente le Federazioni a fare di tutto per condannare e arrestare tale fenomeno. Siffatti avvenimenti, secondo il ministero, si verificano soprattutto perché vengono sottovalutati dal Professionista Sanitario. E di fatto da chi dovrebbe controllarli, muniti tutti di opportuni Codici Deontologici ed Etici. “Al fine di scongiurare o, quanto meno, arginare il verificarsi di tali fatti – conclude la Ugenti – si chiede a codesti Enti di farsi parte attiva attraverso l’invio di specifiche raccomandazioni agli Ordini e ai Collegi professionali locali nelle quali si evidenzi la problematica sopra esposta e si sottolinei la necessità del rispetto dell’etica professionale”.

Cosa accadrà ora? Partiranno realmente le ammonizioni agli Ordini e Collegi locali da parte delle Federazioni? Per quanto ne sappiamo la Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi da alcuni anni cerca di sensibilizzare gli Infermieri su tali temi. Finora, tuttavia, i risultati sono stati del tutto deludenti e il fenomeno delle foto e dei video impropri sul social-media è dilagante.

In un recente incontro in quel di Milano la presidente degli Infermieri Italiani, Barbara Mangiacavalli, aveva ammonito i presenti ad un convegno sui social-network: “noi Infermieri siamo professionisti non solo quando indossiamo la divisa. Siamo professionisti sempre, anche quando siamo on line. Se sui nostri profili Facebook o Twitter ci presentiamo come Infermieri, dobbiamo ricordarci che ogni cosa che postiamo dice ai cittadini qualcosa sulla professione. Correttezza. Trasparenza. Rispetto. Veridicità: le parole che devono guidare la comunicazione da parte nostra. Soprattutto e in particolar modo per chi ricopre cariche istituzionali”.

Più chiaro di così!

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