L’Infermiere-Poeta ci riprova: Raimondo Ardolino e il suo primo romanzo

L'Infermiere-Poeta ci riprova: Raimondo Ardolino e il suo primo romanzo, ecco i suoi Passi Bianchi.
L'Infermiere-Poeta ci riprova: Raimondo Ardolino e il suo primo romanzo, ecco i suoi Passi Bianchi.

L’Infermiere-poeta Raimondo Ardolino, originario di Rignano Garganico nel Foggiano, continua a stupirci ancora con le sue creazioni letterarie. Il collega lavora presso l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, il nosocomio di Padre Pio.

Dopo il variegato mondo della poesia più avvertita, in parte ermetica e psicologica, in parte espressione dei sentimenti e delle emozioni fini a se stessi, ora approda al romanzo, ossia al racconto in prosa di tutto ciò che  prova nel suo tormentato vivere quotidiano.

Il distacco non è netto. Ed ecco perché parte con una poesia, i Passi Bianchi, una lirica dedicata a Francesca e nel contempo dà titolo al racconto che segue, tutto incentrato sull’Amore contestualizzato in età contemporanea tra analisi della psiche, rapporti intrigati tra persone ed inseguimenti a non finire, durante i quali ha modo di descrivere, oltre alle emozioni, all’ambiente, sia come habitat fisico sia come natura,  anche gli aspetti più esteriori, come l’arredo di una stanza, i vestiti che s’indossa, il trucco, la musica che si ascolta, le canzoni e gli autori,ecc..

Persino i generi più in voga, dal rock alle colonne sonore di un impareggiabile Ennio Morricone (Cinema Paradiso). L’altro elemento è il tempo, distribuito con precisione cronometrica in ogni situazione. La scrittura è piana ed appropriata. Per cui chi legge, si trova a proprio agio, a prescindere dal livello intellettuale e formativo e dallo statussociale, avvinto com’è dalla vicenda o meglio dalle vicende che si svolgono e s’intrecciano senza sosta dall’inizio alla fine come in un film, alternato da cambi di passo e suspense. Personalmente ho letto le sue centosessantasette pagine in poco meno di un’ora, assaporandone ognuna rigo dopo rigo. E in questo, preso anch’io dal raptusirrefrenabile dell’immedesimazione. La storia che si narra trae origine  da uno dei tanti esempi del  nostro vivere quotidiano, distribuito tra Nord e Sud, con la fuga dal paese dove si è nati fin dall’Università, alla ricerca del lavoro e alla sistemazione altrove. La stessa riguarda Sara e Paolo, che si conoscono e bruciano da colpo di fulmine sin dal primo approccio al Parco Nord di una città di mare del Sud. Approccio che matura dopo il primo tentativo di fuga di Lei dall’uomo sbagliato, Matteo. Il solito conquistatore a perdere che conquista le donne con le sue pratiche di illusionista, le fa sue con la violenza e poi le abbandona al loro destino, che può essere anche la strada. Ma per Sara non accadrà, perché subito dopo il distacco definitivo del primo presunto amore rinsavisce e torna agli studi, laureandosi in Lettere Moderne a Perugia col massimo dei voti. Intanto, il suo Paolo, fotografo in erba parte per il Nord, in cerca di sistemazione e dopo un inizio peregrinante ci riesce in quel di Bologna, dove apre uno studio che, grazie al suo innato talento verso l’immagine e la poesia (è un po’ l’autore) e soprattutto ad una collaboratrice responsabile come Milena, ha da subito un successo pieno. Sara, pure si sistema, a Modena, dove si è trasferita in casa della zia Rossana, donna matura e bella. Qui trova per caso lavoro come insegnante presso una Scuola, gestita da Suore. Sempre al caso si deve il ritrovamentodel suo Paolo ad un concorso scolastico di poesia. A questo punto entrano ‘in scena’ nel tentativo di fare coppia altri personaggi maschili e femminili, ma lo scambio – errore non accade, perché Sara e Paolo restano  fermi al loro primo incontro e ai pegni scambiatisi anche in questo  per caso: il braccialetto di lui, che la donna conserverà sempre, e all’odore di foglie di querce, che poi lei gli consegnerà a riconoscimento avvenuto al Nord. Tra inciso: l’odore della natura come il vento per Rignano si avvertono anche quando si è fuori dal paese, come pure i pasti, consumati presso l’avviato ristorante di Cristian, originario appunto del centro garganico, che ne è il cuoco super, facendosi notare questa volta con il suo piatto tipico dei “Minghiaredde”, un misto tra rignanese e siciliano (Vattelapesca…!). Ad un certo punto  l’incontro tra i due innamorati forse si fa finalmente sostanza.

Comunque sia, per saperne di più sui particolari e su come si concluderanno le cose, bisogna leggere il romanzo dall’A alla Zeta. Buona Lettura!  

N.B. il volume sarà presentato il 13 agosto 2018, alle ore 20.00 in Largo Portangrande nella sua e nostra Rignano Garganico, prima dell’esibizione della Streap Band in concerto nel medesimo luogo.

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