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Glucosensori: cosa sono e come funzionano le nuove tecnologie che aiuteranno infermieri e cittadini a contrastare il diabete.

Nuovi dispositivi per misurare la glicemia: i glucosensori. Dalla Società italiana di diabetologia la loro valutazione e le indicazioni per i pazienti diabetici.

L’automonitoraggio è fondamentale nel diabete tipo 1 e nel tipo 2 per calibrare la terapia (autogestione delle dosi di insulina).

Da alcuni anni, sono disponibili sul mercato piccoli device, i cosiddetti “sensori glicemici”.

Ne parliamo ora con Marco Alfredo Arcidiacono che lavora come infermiere presso il reparto oncologico dell’Ospedale Maggiore di Parma ed insegna nel corso di Laurea in Infermieristica.

“Capita sempre più frequentemente che, nell’erogare assistenza infermieristica, ci si imbatta in pazienti con  dispositivo di monitoraggio del glucosio FGM.

Preme ricordare che a riguardo, esistono già dei sistemi di monitoraggio flash (FGM) o continuo (CGM) del glucosio.

Il dott. Marco Alfredo Arcidiacono

Non sono altro che dei piccoli sensori – aggiunge Marco – da apporre sul braccio con una piccola cannula consentendo e facilitando così la lettura della glicemia quando lo si desidera tramite un tag NFC che non è altro che l’acronimo di Near Field Communication e significa, letteralmente, comunicazione di prossimità.

La tecnologia NFC consente una connettività wireless sicura tra due dispositivi, con relativo scambio di dati.

Il sistema commerciale più utilizzato qui in Italia è il Freestyle Libre.

Ogni sensore ha una durata di 14 giorni e viene captato o tramite l’apparecchio fornito o direttamente tramite un semplice smartphone.

Terminati i 14 giorni si rende necessario un cambio del sensore sopracitato.

Qui a Parma, il training ai pazienti idonei all’utilizzo, viene eseguito anche nel Centro per la Cura del Diabete – Azienda Ospedaliero Universitaria – dall’equipe infermieristica coordinata dall’ottima dr.ssa Rita Dall’Ovo”.

Come funzionano? Indicazioni commerciali.

A sostegno, l’articolo 11 del nostro CODICE DEONTOLOGICO che recita:

 Art. 11 – Supervisione e sicurezza:

L’Infermiere si forma e chiede supervisione, laddove vi siano attività nuove o sulle quali si abbia limitata casistica e comunque ogni qualvolta ne ravvisi la necessità.

Qui sotto è riportata una breve guida.

È verosimile come questa nuova modalità oltre a migliorare la vita del paziente consente anche un risparmio nel lungo periodo delle risorse destinate alla Sanità, in quanto avendo sempre a disposizione un valore della glicemia potenzialmente si possono intercettare complicazioni (iperglicemia e ipoglicemia) e ridurre quindi eventuali ricoveri conseguenti.