Non è una bocciatura dell’obbligo vaccinale, ma una condanna per errori amministrativi.
Il Tribunale di Pisa ha stabilito che alcune sospensioni di infermieri e operatori socio-sanitari durante la pandemia Covid sono state illegittime, imponendo all’Asl Toscana Nord Ovest il risarcimento dei lavoratori coinvolti.
Al centro della decisione c’è quello che i giudici hanno definito un vero e proprio “limbo normativo”, creatosi nel passaggio di competenze tra aziende sanitarie e Ordini professionali.
Il caso: sospensioni durante la pandemia.
La vicenda riguarda quattro infermieri e tre OSS in servizio tra l’ospedale di Volterra e l’Alta Valdicecina, sospesi tra fine 2021 e inizio 2022 perché non vaccinati contro il Covid-19.
I ricorrenti avevano contestato diversi aspetti dei provvedimenti, ma il Tribunale non ha accolto le loro tesi nel merito della scelta vaccinale.
Ha però individuato irregolarità procedurali decisive.
Il nodo del 15 dicembre 2021.
La data chiave è il 15 dicembre 2021. Con il nuovo decreto legge, il controllo sull’obbligo vaccinale passò dalle Asl agli Ordini professionali.
Ed è qui che nasce il problema.
Secondo i giudici, gli operatori sospesi prima di quella data avrebbero dovuto essere temporaneamente riammessi in servizio, in attesa dell’intervento formale degli Ordini.
L’Asl, invece, ha mantenuto la sospensione, andando oltre le proprie competenze.
Due settimane da risarcire.
Per tre infermieri, il Tribunale ha dichiarato illegittimo il periodo tra il 15 e il 28 dicembre 2021.
In concreto: due settimane di stipendio da restituire.
Un punto fondamentale: non si tratta di una vittoria “no vax”, ma della conseguenza di un errore nella gestione amministrativa.
Il caso dell’OSS: mancato “ripescaggio”.
Diversa la posizione di una operatrice socio-sanitaria.
Nel suo caso, l’illegittimità riguarda un periodo precedente al 15 dicembre. La normativa allora vigente prevedeva l’obbligo di verificare il cosiddetto “ripescaggio”, cioè l’assegnazione a mansioni alternative senza rischio di contagio.
Secondo il Tribunale, questa verifica non è mai stata effettuata.
Una sentenza che fa chiarezza.
La decisione ribadisce un principio netto: anche nelle emergenze, le regole devono essere rispettate.
L’obbligo vaccinale resta legittimo, ma non può essere applicato con superficialità.
Quando le procedure non vengono seguite correttamente, anche un provvedimento giustificato può diventare illegittimo.
Possibili effetti in tutta Italia.
Il caso di Pisa potrebbe non restare isolato.
Il passaggio di competenze tra Asl e Ordini, infatti, è stato gestito in modo disomogeneo in molte regioni. Ritardi e sovrapposizioni potrebbero aver generato situazioni simili.
Non è escluso che altri operatori sanitari possano ora chiedere il risarcimento delle giornate di lavoro perse.
Il messaggio dei giudici.
Il punto è chiaro: non si risarcisce una scelta personale, ma si sanziona un errore dello Stato nella gestione delle regole.
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