Nel lavoro sanitario la qualità dell’assistenza non dipende solo dalle competenze tecniche, ma soprattutto dalla capacità di lavorare insieme. Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitari (OSS) e tutte le Professioni Sanitarie formano un sistema complesso in cui la comunicazione, la fiducia reciproca e la coerenza dei comportamenti sono elementi fondamentali. Quando questi equilibri si incrinano, anche piccoli atteggiamenti individuali possono avere un impatto significativo sull’intero team.
Il lavoro di squadra nella sanità: un equilibrio delicato.
In ospedale, soprattutto nei contesti ad alta intensità come l’emergenza-urgenza, il lavoro di squadra non è un’opzione ma una necessità. Ogni figura professionale ha un ruolo preciso:
- il medico prende decisioni cliniche e strategiche;
- l’infermiere garantisce continuità assistenziale, osservazione e coordinamento operativo;
- l’OSS supporta l’assistenza diretta al paziente e la gestione dei bisogni primari;
- le altre professioni sanitarie contribuiscono alla diagnosi, alla terapia e alla riabilitazione.
Questo sistema funziona solo se esiste fiducia reciproca e comunicazione coerente. Quando uno di questi elementi viene meno, emergono tensioni, fraintendimenti e comportamenti relazionali problematici.
Il comportamento ambivalente: quando il messaggio non è coerente.
Capita talvolta di incontrare colleghi che, in presenza, appaiono collaborativi: sorridono, accolgono le proposte, sembrano condividere decisioni e percorsi. Poi, però, in altri contesti, raccontano una versione diversa, criticano o mettono in discussione ciò che avevano apparentemente accettato.
Questo tipo di comportamento non è necessariamente legato a una “patologia”, ma più spesso a dinamiche relazionali disfunzionali. Tra le spiegazioni più comuni troviamo:
- difficoltà a sostenere il confronto diretto, con tendenza a evitare il conflitto faccia a faccia;
- ricerca di approvazione multipla, anche a costo di cambiare posizione a seconda dell’interlocutore;
- opportunismo relazionale, cioè adattamento del discorso in base al contesto e alle convenienze;
- immaturità comunicativa, con scarsa coerenza tra ciò che si pensa e ciò che si esprime.
In tutti questi casi il problema principale non è “clinico”, ma di affidabilità relazionale e coerenza professionale.
Quando l’infermiere si trova davanti a questi comportamenti.
Per un infermiere, che spesso è il punto di raccordo tra le diverse figure professionali, gestire queste dinamiche è particolarmente delicato. La risposta non può essere emotiva, ma professionale e strutturata.
Alcuni principi utili:
1. Riportare la comunicazione su un piano formale.
Quando possibile, è importante trasformare accordi verbali in comunicazioni chiare, condivise e tracciabili. Questo riduce le ambiguità e tutela il lavoro del team.
2. Evitare il piano del pettegolezzo o del confronto indiretto.
Rispondere sullo stesso piano (parlare a propria volta alle spalle o alimentare dinamiche informali) non fa che peggiorare il clima lavorativo.
3. Chiarire in modo diretto ma professionale.
Se emergono incongruenze, è utile affrontarle in modo calmo e rispettoso, riportando i fatti e non le interpretazioni personali.
4. Mantenere il focus sul paziente.
In sanità, il punto centrale non è la dinamica personale tra colleghi, ma la sicurezza e la qualità dell’assistenza. Questo aiuta a ridimensionare i conflitti.
5. Coinvolgere la catena organizzativa se necessario.
Quando il comportamento diventa ripetitivo e impatta sul lavoro del team, è legittimo coinvolgere coordinatori o responsabili, non come atto punitivo ma come tutela organizzativa.
Che cosa significa davvero questo comportamento?
Una persona che in un contesto appare sorridente e collaborativa, ma in un altro critica o smentisce quanto detto, non sta necessariamente “ingannando” in senso intenzionale. Spesso sta semplicemente gestendo male il conflitto e la coerenza relazionale.
Il risultato però è lo stesso: una perdita di fiducia nel team.
E nel lavoro sanitario la fiducia non è un elemento accessorio, ma una condizione di sicurezza.
Coerenza sul lavoro.
Il lavoro di squadra tra Medici, Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie si basa su un principio semplice ma esigente: coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.
I comportamenti ambivalenti, il dire una cosa in faccia e un’altra alle spalle, non vanno necessariamente letti in chiave patologica, ma come segnali di fragilità comunicativa o relazionale.
Per l’infermiere, la risposta più efficace non è lo scontro personale, ma la professionalità: comunicazione chiara, tracciabilità delle decisioni e mantenimento del focus sul paziente.
Perché alla fine, in sanità, la vera alleanza non è tra singole persone, ma tra professionisti che condividono lo stesso obiettivo: la cura.
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