Una nuova revisione sistematica internazionale pubblicata sulla rivista Nursing in Critical Care rilancia il tema della sicurezza nella gestione del sondino nasogastrico. Gli esperti mettono in guardia gli operatori sanitari: il tradizionale metodo dell’auscultazione non è sufficientemente affidabile per verificare il corretto posizionamento del sondino.
Il corretto posizionamento del sondino nasogastrico rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’assistenza infermieristica e della nutrizione enterale. Un errore può provocare conseguenze gravissime per il paziente, fino a complicanze respiratorie, polmoniti ab ingestis, pneumotorace e, nei casi più estremi, anche il decesso.
È quanto emerge dalla revisione sistematica pubblicata nel 2026 sulla prestigiosa rivista scientifica Nursing in Critical Care, che ha analizzato le principali linee guida internazionali dedicate alla verifica della posizione del sondino gastrico negli adulti ricoverati.
Radiografia ancora metodo di riferimento
Gli autori hanno esaminato sei linee guida provenienti da Stati Uniti, Australia e Singapore, confrontandone raccomandazioni e qualità metodologica.
La conclusione è chiara: la radiografia continua a rappresentare il gold standard per confermare il corretto posizionamento del sondino, soprattutto quando esistono dubbi sulla sua collocazione o quando il paziente presenta fattori di rischio.
Prima della somministrazione di alimenti, acqua o farmaci, la conferma radiologica rimane quindi la strategia più sicura nei casi indicati.
pH dell’aspirato: la migliore alternativa al letto del paziente
Quando non è necessario ricorrere immediatamente alla radiografia, le linee guida individuano nella misurazione del pH dell’aspirato gastrico il metodo bedside più affidabile.
In alcune raccomandazioni viene considerato corretto un valore di pH inferiore a 5, mentre altre indicano una soglia di 5,5.
Molti documenti suggeriscono inoltre di associare altri controlli clinici, come:
- osservazione dell’eventuale distress respiratorio;
- capnografia o rilevazione della CO₂;
- valutazione visiva dell’aspirato gastrico;
- monitoraggio della lunghezza esterna del sondino.
L’auscultazione non è più considerata affidabile
Uno degli aspetti più rilevanti della revisione riguarda il cosiddetto “whoosh test”, cioè l’auscultazione dopo insufflazione di aria attraverso il sondino.
Per anni questa tecnica è stata ampiamente utilizzata nella pratica clinica, ma oggi la maggior parte delle linee guida la considera non sufficientemente sicura.
Cinque delle sei linee guida analizzate raccomandano infatti di non utilizzare l’auscultazione come metodo di verifica, oppure di impiegarla esclusivamente come supporto ad altri sistemi più affidabili.
Secondo gli autori, continuare ad affidarsi esclusivamente a questa pratica potrebbe aumentare il rischio di errori diagnostici e compromettere la sicurezza del paziente.
Fondamentale controllare continuamente il sondino
Le raccomandazioni non riguardano soltanto il momento dell’inserimento.
Gli esperti suggeriscono infatti di:
- segnare il punto di uscita del sondino dal naso;
- registrare la lunghezza esterna;
- verificare periodicamente eventuali spostamenti;
- ricontrollare la posizione prima della somministrazione di nutrizione enterale o farmaci;
- prestare particolare attenzione dopo episodi di tosse, vomito, conati, trasferimenti o cambi di posizione del paziente.
Qualunque variazione della lunghezza esterna del sondino deve essere considerata un possibile segnale di dislocazione.
Servono linee guida internazionali più uniformi
La revisione evidenzia anche un altro problema: le raccomandazioni internazionali risultano ancora molto eterogenee.
Esistono differenze sui valori di pH, sulla frequenza dei controlli e sui metodi di verifica consigliati. Inoltre, soltanto una delle sei linee guida esaminate ha raggiunto un livello metodologico giudicato elevato dagli autori.
Per questo motivo gli studiosi chiedono nuovi studi clinici di alta qualità e una maggiore standardizzazione internazionale delle procedure.
Sicurezza del paziente al centro dell’assistenza infermieristica
Per infermieri, medici e tutti i professionisti coinvolti nella gestione della nutrizione enterale, il messaggio dello studio è molto chiaro: la verifica del corretto posizionamento del sondino nasogastrico non deve mai essere sottovalutata.
L’adozione di procedure basate sulle migliori evidenze scientifiche rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre gli eventi avversi, migliorare la qualità delle cure e garantire la massima sicurezza ai pazienti ricoverati.
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