App con geolocalizzazione, sensori “uomo a terra” e l’arrivo dell’infermiere di processo. Ecco come il nuovo protocollo Asl Foggia-Sanitaservice punta a blindare ospedali e guardie mediche.
Un fronte comune contro la violenza
Non si tratta più solo di solidarietà, ma di una risposta strutturale. Mercoledì 18 marzo 2026, la Asl Foggia e Sanitaservice hanno siglato un protocollo operativo senza precedenti per tutelare chi lavora in prima linea. Il documento, approvato dal commissario straordinario Antonio Nigri e dall’AU Angelo Tomaro, recepisce le direttive della Regione Puglia per trasformare i luoghi di cura in spazi sicuri.
La tecnologia al servizio dei medici: dai sensori all’App
La vera novità del piano è l’integrazione di strumenti digitali avanzati per ridurre i tempi di intervento in caso di pericolo:
- Dispositivi “Uomo a Terra”: Sensori intelligenti capaci di inviare un SOS automatico se l’operatore subisce una caduta o si trova in posizione orizzontale, ideale per chi lavora in contesti isolati.
- App Alert con Geolocalizzazione: I telefoni di servizio saranno dotati di un’applicazione dedicata. In caso di minaccia, basterà un tocco per segnalare la propria posizione esatta alla control room.
- Videosorveglianza e Ronde: Potenziamento dei sistemi di monitoraggio centralizzato e servizi di vigilanza privata già attivi con ronde dedicate a Manfredonia, San Severo e Cerignola.
Prevenire il conflitto: l’Infermiere di Processo
Spesso le aggressioni scaturiscono da frustrazione e mancanza di comunicazione. Per questo, nei Pronto Soccorso della provincia debutta l’infermiere di processo.
”Questa figura avrà il compito cruciale di fare da ponte tra i sanitari e i familiari, gestendo l’attesa e fornendo informazioni costanti per disinnescare sul nascere potenziali tensioni.”
Le aree a rischio elevato
Il monitoraggio non riguarderà solo i grandi ospedali, ma capillarmente tutto il territorio di Capitanata, con un focus particolare su:
- Pronto Soccorso e 118
- Reparti psichiatrici e Ser.D.
- Continuità Assistenziale (Guardie Mediche)
- Sportelli CUP
Tolleranza zero: denuncia e supporto
Il protocollo impone regole ferree anche sul “dopo”. Ogni episodio di violenza, inclusi gli insulti verbali, dovrà essere censito sulla piattaforma Crimap entro 48 ore. La Asl si impegna non solo a spingere il personale verso la denuncia formale, ma anche a offrire percorsi di counselling psicologico per supportare le vittime di traumi sul lavoro.
Infine, spazio alla sinergia con il territorio: è previsto un coinvolgimento diretto degli enti del terzo settore per affiancare i servizi di vigilanza, seguendo il modello già sperimentato con successo nel distretto di Cerignola.
Share this content:
