La FIALS Emilia-Romagna lancia una diffida formale contro l’Azienda USL di Bologna per la gestione del personale ostetrico nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Alfredo Sepe denuncia turni improvvisati, riaperture non autorizzate e carichi di lavoro insostenibili, chiedendo l’intervento urgente dei NAS per verificare violazioni e garantire la sicurezza delle lavoratrici e delle pazienti.
La segreteria regionale FIALS Emilia-Romagna ha inviato una diffida formale alla Direzione Generale dell’Azienda USL di Bologna, denunciando una serie di gravi irregolarità nella gestione del personale ostetrico presso l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia. La nota, firmata dal segretario Alfredo Sepe, è stata trasmessa anche all’assessorato regionale alla Sanità e al Comando NAS dei Carabinieri, ai quali si chiede un immediato intervento ispettivo.
Posti letto riaperti senza copertura e personale spostato senza criterio.
Al centro della denuncia ci sono le scelte organizzative adottate durante il periodo estivo: da un lato la chiusura di 10 posti letto nel reparto di Ostetricia, concordata per fronteggiare la carenza di personale; dall’altro, la loro improvvisa riapertura – in una settimana ad alta affluenza – senza l’integrazione delle unità necessarie. “Le ostetriche – scrive Sepe – si sono ritrovate con turni più pesanti e costrette a coprire attività in ginecologia, senza piano di lavoro né autorizzazione formale”.
Assenza di atti ufficiali e direzione sanitaria silente.
Secondo la FIALS, le decisioni operative sarebbero state assunte direttamente da alcuni dirigenti medici, senza alcuna comunicazione scritta da parte della Direzione Sanitaria. “Una gestione allo sbaraglio”, accusa Sepe, “che espone il personale a stress e le pazienti a potenziali rischi clinici, in un contesto già segnato dall’assenza di una direzione strutturata”.
Sepe: “Basta abusi, ora serve l’intervento dei Nas”.
Il segretario regionale FIALS non usa mezzi termini: “Siamo di fronte a un abuso organizzativo grave e reiterato. Le ostetriche non possono essere trattate come tappa-buchi. Per questo chiediamo che i Carabinieri del NAS verifichino subito ciò che sta accadendo nel reparto”. In assenza di un riscontro ufficiale entro cinque giorni, la FIALS annuncia azioni sindacali, legali e mediatiche a tutela del personale e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Una sfida aperta all’azienda sanitaria
“Se l’Azienda intende proseguire su questa strada – conclude Sepe – sappia che siamo pronti ad attivare la procedura per comportamento antisindacale, così come previsto dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori. La nostra priorità resta garantire condizioni di lavoro sicure e rispettose della dignità professionale”.
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