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De Pascale e la sanità in Emilia-Romagna: la FIALS condanna dichiarazioni discriminatorie e chiede rettifica immediata
Negli ultimi giorni il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ha suscitato forte polemica con alcune dichiarazioni riguardanti l’accesso alle cure da parte dei pazienti provenienti da altre regioni italiane. Durante un’intervista a Radio24, De Pascale ha affermato: «Non useremo i soldi della sanità degli emiliano-romagnoli per curare i calabresi, i pugliesi o i siciliani», sostenendo che l’enorme pressione di persone da fuori regione stia intasando il sistema sanitario regionale, tanto da mettere a rischio la capacità di soddisfare i bisogni di assistenza dei cittadini emiliano-romagnoli. «Non ce la facciamo più, non riusciamo più a soddisfare i nostri cittadini e l’enorme pressione delle altre regioni che si vengono a curare in Emilia-Romagna e ci stanno intasando il sistema e lo dico con rispetto».
Queste parole hanno scatenato la ferma condanna della FIALS Emilia-Romagna, attraverso il suo Segretario Regionale Alfredo Sepe, che ha definito tali affermazioni «inaccettabili, discriminatorie e al limite del razzismo sanitario». La FIALS sottolinea che tali dichiarazioni offendono profondamente la dignità dei malati e sono in netto contrasto con i principi costituzionali di universalità e uguaglianza sanciti dall’articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela la salute come diritto fondamentale senza distinzioni territoriali. Inoltre, ricorda il ruolo del Decreto Legislativo 502/1992 che garantisce i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) a tutti i cittadini, a prescindere dalla regione di residenza, e il sistema di rimborsi alle Regioni per la mobilità sanitaria interregionale.
La FIALS accusa De Pascale di diffondere informazioni sbagliate o fuorvianti, perché la Regione Emilia-Romagna riceve ogni anno milioni di euro per i servizi forniti ai cittadini fuori regione, e non esiste alcun “saccheggio” delle risorse. Per questo, la richiesta urgente è che il governatore ritratti le sue affermazioni, porga scuse agli offesi e convochi un tavolo di confronto con i sindacati per riaffermare i principi di universalità e trasparenza nella gestione dei fondi legati alla mobilità sanitaria.
Il sindacato ribadisce che «la salute non ha confini» e che nessuna logica localistica o politica può dividere i cittadini in quelli che “meritano” o meno di essere curati. La FIALS Emilia-Romagna sarà vigile nel difendere la dignità dei pazienti e l’etica dei professionisti sanitari e non esclude l’adozione di iniziative legali qualora non si arrivi a una rettifica, coinvolgendo anche il Garante dei diritti dei cittadini nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione per valutare eventuali profili di discriminazione.
Il dibattito evidenzia le difficoltà e le tensioni legate alla gestione dei flussi di pazienti tra regioni, ma anche la necessità di garantire il rispetto dei diritti fondamentali alla salute di ogni cittadino italiano, senza distinzioni di provenienza territoriale.
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