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14 Dic 2025, Dom

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La sanità piemontese è a rischio collasso a causa della cronica carenza di personale infermieristico. Nonostante i recenti annunci di nuove assunzioni, la situazione resta critica, e il sindacato delle professioni infermieristiche NurSind denuncia gravi problematiche, chiedendo misure urgenti e minacciando la mobilitazione.

L’ultimo Osservatorio Regionale, commentato con forte preoccupazione da NurSind, rivela dati che gettano un’ombra sui proclami di potenziamento. Se da un lato si parla di 437 infermieri assunti oltre il normale turnover, il numero effettivo di “teste in più” rispetto a luglio 2023 si ferma a sole 264 unità. La ragione? Gran parte di queste nuove assunzioni sono, in realtà, reinternalizzazioni di personale già operativo, che ha semplicemente cambiato tipo di contratto.

A peggiorare il quadro, la distribuzione di questo personale è tutt’altro che equilibrata: la maggior parte dei nuovi infermieri è stata assunta in poche aziende sanitarie considerate “più attrattive”, lasciando ampie lacune in altri territori, dove la carenza è ancora più marcata.

L’allarme lanciato da NurSind è chiaro: con l’attuale ritmo, le uscite supereranno presto le entrate di nuovo personale. Questo renderà impossibile dare attuazione al nuovo piano sanitario regionale, che prevede un fabbisogno di almeno 1.500 nuovi infermieri per supportare le case e gli ospedali di comunità. Senza interventi strutturali e politiche attrattive, questo obiettivo appare irrealizzabile.

Una criticità particolarmente grave riguarda poi l’impossibilità di sostituire il personale assente per maternità, malattia o infortunio, a causa della difficoltà nel proporre contratti a tempo determinato. “In queste condizioni – denuncia NurSind – si compromette l’intera organizzazione del lavoro e si mette a rischio la tenuta dei servizi assistenziali.”

Il sindacato ha ribadito con forza all’assessore alla Sanità la necessità di attuare politiche attrattive, valorizzanti e incentivanti per la professione infermieristica, oggi considerate del tutto assenti. Tra le richieste principali:

  • Un focus regionale dedicato alla riorganizzazione della professione infermieristica, un impegno preso ma mai concretizzato.
  • La convocazione di tavoli di confronto su temi previsti dal contratto nazionale, come le prestazioni aggiuntive.
  • Il rispetto degli impegni presi, in particolare per il personale del 118, su cui non ci sono più aggiornamenti.

“Infermieristica senza personale significa sanità al collasso,” conclude NurSind. “Noi siamo pronti al dialogo, ma se questo non sarà possibile, siamo altrettanto pronti alla mobilitazione.”

La palla passa ora alle istituzioni regionali, chiamate a dare risposte concrete per evitare un peggioramento irreversibile della qualità dei servizi sanitari in Piemonte.

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