Aggressione in Pronto Soccorso a Milano: protesta la UIL FPL, ora basta!

Infermieri, Medici, OSS, Soccorritori sempre più bersaglio di esagitati e violenti che usano minacce e aggressioni per chiedere diritti all’assistenza in emergenza che non hanno.

“Intollerabili le continuane aggressioni contro il personale sanitario, ultima in ordine cronologico quella avvenuta domenica al pronto soccorso della ASST Fatebenefratelli Sacco”. Con queste parole il Segretario Generale della UIL FPL Milano e Lombardia, Daniele Ferruccio Ballabio, condanna la vile aggressione perpetrata ai danni dei colleghi del pronto soccorso.

“Minacce, insulti, spinte e botte sono ormai la consuetudine negli Ospedali, in particolare nei reparti quali Pronto Soccorso, SERT, Psichiatrie e nei Servizi di accoglienza. Ogni giorno si registra un’escalation continua di aggressioni contro il personale sanitario” – continua Ballabio – situazioni che peggiorano quando il personale in servizio non è sufficiente.

La UIL FPL Aziendale ha già denunciato e sollecitato la Direzione Aziendale ad intervenire a tutela del personale, soprattutto a mettere in campo tutte quelle azioni di prevenzione che la raccomandazione n. 8 del 2007[1] del ministero della salute sanciva per le aziende sanitarie.

Ma ad oggi poco è stato fatto in merito. Nella ASST Fatebenefratelli Sacco non si lavora con tranquillità, e la carenza cronica del personale costringe i lavoratori a svolgere la propria prestazione lavorativa in condizioni precarie – continua Ballabio – e non vediamo atti concreti da parte della Dirigenza ospedaliera per tutelare i propri dipendenti e i cittadini che si rivolgono alla struttura sanitaria.

Stiamo valutando le azioni legali da intraprendere a tutela dei dipendenti vittime di violenza nei luoghi di lavori, perché la responsabilità e le omissioni datoriali sono certe.

Inoltre, ricordiamo che la UIL FPL ha presentato una proposta di Legge regionale contro le aggressioni al personale dipendente, chesarà discusso domani in Commissione regionale Sanità,auspicando che sia «approvata in tempi celeri», conclude Ballabio.

[1]Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.

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