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5 Mar 2026, Gio

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​La tensione torna a salire vertiginosamente attorno all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Al centro della disputa c’è il mancato rispetto degli accordi sui fondi e l’adeguamento economico dei contratti, una situazione che sta spingendo il personale sanitario verso lo sciopero generale.

​La Fondazione passa alle vie legali.

​In una nota dai toni aspri, la Fondazione che gestisce il presidio fondato da San Pio ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali per procedere con ricorsi e denunce nei confronti di Asl Foggia e Regione Puglia.

​Il cuore del conflitto risiede negli impegni assunti durante il tavolo regionale del 27 dicembre scorso. Secondo la Fondazione:

  • ​La Regione non avrebbe onorato l’accordo relativo a crediti vantati per oltre 36 milioni di euro (riferiti al periodo 2016-2024).
  • ​Nonostante le rassicurazioni, non sarebbe stato aperto alcun tavolo di interlocuzione dopo il cambio di presidenza e la nomina del nuovo assessore alla Sanità.
  • ​L’Asl Foggia avrebbe prodotto documenti che negano gran parte dei crediti vantati dall’ospedale.

​La rabbia dei sindacati e il rischio decreti ingiuntivi.

​La risposta delle sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up) non si è fatta attendere. È stato diffuso un atto di sfiducia formale nei confronti del consiglio di amministrazione della Fondazione, proclamando contestualmente lo stato di agitazione.

​Le organizzazioni sindacali denunciano il mancato adeguamento economico previsto dal contratto collettivo nazionale 2022-2024. Per questo motivo, circa 1.300 dipendenti sono pronti a depositare decreti ingiuntivi per ottenere le somme spettanti.

​Le contromisure: assemblee e sit-in.

​La mobilitazione non si fermerà alle sole vie legali. I sindacati hanno già annunciato una serie di iniziative di protesta:

  • ​Un’assemblea generale dei lavoratori.
  • ​Un sit-in pubblico.
  • ​Uno sciopero generale.

​Dall’altra parte, la Fondazione respinge le accuse, sostenendo che l’azione legale dei dipendenti esporrebbe l’ente a un “serio rischio di sostenibilità economica”, ricordando come la struttura garantisca stipendi e comfort di alto livello da oltre 70 anni.

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