La sanità italiana prova a correre ai ripari davanti alla cronica carenza di personale. Arrivano segnali concreti dal Parlamento: semplificazioni per assumere operatori socio-sanitari dall’estero e nuove opportunità per i pazienti oncologici grazie alla telemedicina.
Sono questi alcuni dei punti chiave degli emendamenti al decreto PNRR attualmente all’esame della Commissione Bilancio del Senato, chiamata a votare il testo entro pochi giorni.
OSS dall’estero: procedure più rapide fino al 2029.
Una delle novità più rilevanti riguarda proprio gli OSS, figure sempre più difficili da reperire nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali.
La proposta prevede che, fino al 31 dicembre 2029, sarà possibile assumere operatori con qualifica conseguita all’estero attraverso procedure semplificate. In pratica, le Regioni potranno autorizzare l’ingresso in servizio anche prima del completamento del riconoscimento ufficiale del titolo, basandosi su una verifica documentale.
Un passaggio importante, che punta a garantire continuità ai servizi territoriali, soprattutto in vista dello sviluppo delle Case e degli Ospedali di comunità finanziati dal PNRR.
Tuttavia, la misura non è priva di criticità: resta infatti il tema della qualità della formazione e del rischio di percorsi troppo “leggeri” nel riconoscimento delle competenze. Non a caso, in passato, gli Ordini professionali hanno espresso forti perplessità su un sistema definito da alcuni come un possibile “far west” normativo.
Stabilizzazioni: più spazio a chi ha già lavorato nel SSN.
Un altro intervento riguarda le stabilizzazioni del personale precario.
Le Regioni potranno riservare fino al 50% dei posti disponibili nei concorsi a chi ha maturato esperienza nel Servizio sanitario nazionale, anche con contratti flessibili. In alternativa, sarà possibile accedere tramite selezione per titoli e colloquio, a condizione di aver accumulato almeno 24 mesi di servizio continuativo.
L’obiettivo è valorizzare chi ha già lavorato sul campo, soprattutto durante gli anni più difficili della pandemia, e ridurre il precariato che ancora oggi pesa sul sistema.
Televisite per pazienti oncologici: una sanità più vicina.
Non solo personale. Il decreto guarda anche all’innovazione e all’accessibilità delle cure.
Per i pazienti oncologici, infatti, viene previsto l’obbligo per le Regioni di attivare servizi di telemonitoraggio e teleconsulto almeno in ogni provincia. Una misura pensata per garantire una presa in carico più rapida e continua, riducendo spostamenti e tempi di attesa.
La telemedicina diventa così uno strumento concreto per migliorare la qualità dell’assistenza, soprattutto per chi affronta percorsi di cura lunghi e complessi.
Un sistema sotto pressione.
Le misure in discussione rappresentano un tentativo di risposta a una crisi strutturale che da anni interessa la sanità italiana: carenza di personale, aumento della domanda assistenziale e difficoltà nel rendere attrattive le professioni sanitarie.
L’apertura agli operatori dall’estero e le stabilizzazioni possono offrire soluzioni nel breve periodo. Ma resta aperta la questione centrale: senza un miglioramento delle condizioni di lavoro, delle retribuzioni e delle prospettive di carriera, il rischio è quello di continuare a rincorrere l’emergenza senza risolverla davvero.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se queste misure diventeranno legge e quale impatto avranno su un sistema sanitario che, oggi più che mai, ha bisogno di risposte rapide ma anche strutturali.
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