Dal prossimo anno accademico 2026/2027 debuttano tre percorsi specialistici in 14 atenei. Addio al vecchio modello esecutivo: la professione vira verso la decisione clinica avanzata e il potenziamento dell’assistenza territoriale previsto dal PNRR.
Il Servizio Sanitario Nazionale si appresta a vivere una trasformazione epocale nell’ambito della formazione e dell’assistenza clinica. Con l’inizio dell’anno accademico 2026/2027 faranno il loro esordio ufficiale i nuovi corsi di laurea magistrale a indirizzo specialistico, focalizzati sulle competenze cliniche avanzate. Si tratta di una svolta lungamente attesa dal settore, che vede già 14 università italiane pronte a fare da apripista.
La conferma della tabella di marcia arriva direttamente dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), che ha già pubblicato le date dei prossimi test d’accesso: le selezioni per i corsi di laurea triennale in Infermieristica si terranno il 16 e 17 settembre 2026, mentre le prove di ammissione ai nuovi percorsi magistrali specialistici sono fissate per il 5 e il 7 ottobre 2026.
Il nuovo impianto normativo.
La riforma ha trovato il suo definitivo ancoraggio giuridico nella scorsa primavera, grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta significativamente il 12 maggio, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, del Decreto Ministeriale n. 159 del 6 febbraio 2026 e del Decreto Ministeriale n. 177 del 25 febbraio 2026, quest’ultimo adottato di concerto con il Ministero della Salute.
I provvedimenti segnano il superamento del precedente modello didattico. Fino a oggi, infatti, la laurea magistrale della classe LM/SNT1 era orientata quasi esclusivamente verso la dirigenza, la gestione organizzativa, la ricerca e l’insegnamento. Con questa riforma, l’offerta formativa introduce tre indirizzi specialistici clinici, progettati per rispondere alle attuali esigenze del sistema sanitario:
- Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, orientato alla gestione dei pazienti cronici, alla prevenzione e all’assistenza domiciliare di prossimità.
- Cure intensive e dell’emergenza, focalizzato sulla gestione dell’area critica e dei contesti di emergenza-urgenza.
- Cure neonatali e pediatriche, un percorso strutturato che accoglierà progressivamente anche la filiera dell’Infermieristica pediatrica, allineando il Paese agli standard europei.
La vera rivoluzione concettuale risiede nel passaggio da una figura prevalentemente esecutiva a un professionista dotato di autonomia decisionale nei contesti assistenziali complessi. L’infermiere specialista non si limiterà più ad applicare procedure standardizzate, ma diventerà un protagonista della valutazione clinica, assumendo responsabilità dirette sull’efficacia e sulla qualità dei percorsi di cura.
La risposta degli atenei.
Il mondo accademico ha risposto con notevole tempestività ai nuovi ordinamenti. Sebbene il pieno adeguamento di tutte le università italiane sia previsto per l’anno accademico 2027/2028, già 14 atenei risultano accreditati per l’avvio dei nuovi percorsi.
I primi dati sull’attivazione dei corsi evidenziano la seguente distribuzione:
- 12 atenei attiveranno l’indirizzo in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità;
- 9 atenei offriranno il percorso in Cure intensive e dell’emergenza;
- 5 atenei punteranno sulle Cure neonatali e pediatriche.
Secondo la FIALS, lo spostamento del baricentro assistenziale dall’ospedale alle Case della Comunità e al domicilio impone modelli organizzativi innovativi, capaci di valorizzare appieno le competenze del personale sanitario.
La nuova offerta didattica risulta distribuita in modo piuttosto equilibrato sul territorio nazionale, con una lieve concentrazione nelle regioni del Centro-Nord. La forte adesione all’indirizzo dedicato alle cure primarie non è casuale, ma risponde direttamente agli obiettivi del DM 77/2022 e agli investimenti previsti dalla Missione 6 del PNRR.
Di fronte a una popolazione sempre più anziana e caratterizzata da un’elevata prevalenza di patologie croniche, la priorità della sanità pubblica è trasferire progressivamente il baricentro dell’assistenza dagli ospedali al territorio, alle Case della Comunità e al domicilio, attraverso professionisti altamente specializzati nella continuità assistenziale.
Le reazioni del settore e i nodi contrattuali.
Le organizzazioni sindacali, tra cui la FIALS, accolgono con favore questo traguardo, definendolo l’inizio di una nuova fase per la tutela della salute in Italia. L’introduzione delle specializzazioni cliniche consente infatti al nostro Paese di ridurre il divario con i sistemi sanitari europei e anglosassoni, dove gli infermieri di pratica avanzata (Nurse Practitioners) rappresentano da tempo una componente essenziale dell’assistenza.
Restano tuttavia aperte le questioni legate al riconoscimento contrattuale e professionale. Affinché il nuovo percorso formativo possa esprimere pienamente il proprio potenziale, sarà fondamentale che l’ARAN e le organizzazioni sindacali definiscano, nei prossimi contratti collettivi, uno specifico inquadramento giuridico ed economico per gli infermieri specialisti.
In assenza di un adeguato riconoscimento della carriera clinica e di una valorizzazione retributiva, il rischio concreto è quello di investire nella formazione di professionisti altamente qualificati che potrebbero scegliere di trasferirsi verso sistemi sanitari esteri più attrattivi.
L’università ha tracciato la strada; ora spetta alle istituzioni sanitarie e alla politica dimostrare di saper valorizzare queste nuove e strategiche competenze al servizio dei cittadini e del territorio.
Dott. Stefano Marzullo, Infermiere


Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Sanitari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it
Partner di AssoCareNews.it:
- Avvisi e Concorsi OSS: LINK
- Canale telegram: LINK
- Ricerca lavoro OSS: LINK
- Coordinamento nazionale Oss: LINK
- OSS News: LINK
- Mobilità e cambi compensativi OSS: LINK
Share this content:
