La sanità romagnola si trova ad affrontare una profonda crisi di attrattività, le cui radici affondano in carichi di lavoro sempre più gravosi e in una gestione del personale che privilegia logiche tecnicistiche e burocratiche a discapito delle esigenze dei lavoratori. Lo denuncia con forza la UIL FPL, evidenziando come la situazione stia generando un crescente malessere tra il personale.
Il sindacato critica aspramente una contrattazione aziendale che “stenta a decollare” e che, in passato, ha portato a accordi giudicati “più favorevoli al datore di lavoro che al personale dipendente”.
Tra i punti più critici sollevati dalla UIL FPL vi sono:
- Mobilità bloccate: impossibilità per i lavoratori di trasferirsi.
- Trasferimenti non concretizzati: richieste approvate che rimangono lettera morta.
- Richieste di part-time ignorate o respinte.
Questa situazione, spiegano, crea disagi significativi, in particolare per chi ha carichi familiari o è titolare di Legge 104. Un operatore che, ad esempio, parte da Savignano per essere assegnato a Lugo, o da Cattolica per raggiungere Premilcuore o Faenza, pur avendo domicilio a Ravenna, “sa bene quanto tutto questo sia logorante, economicamente insostenibile e umanamente faticoso.”
Un altro aspetto fondamentale della crisi è quello salariale. Le professioni sanitarie stanno perdendo attrattività anche a causa della “mancanza di adeguati riconoscimenti economici”. La UIL FPL ha denunciato con forza che “il contratto firmato da altri sindacati mortifica i lavoratori, aggrava le disuguaglianze e non premia l’impegno”.
Secondo la UIL FPL, se non si interviene con un “intervento serio e strutturale per alleggerire i carichi di lavoro e favorire la conciliazione tra vita e lavoro” – un aspetto cruciale in un comparto a forte presenza femminile – “la situazione è destinata a peggiorare”.
È quindi urgente una “strategia concreta per rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie” e garantire condizioni dignitose. Il sindacato sottolinea che, nonostante l’impegno in comunicazione e selezione tra gli idonei, “è evidente che il problema non è nella forma dei concorsi, ma nella sostanza della gestione quotidiana”.
La fiducia del personale, conclude la UIL FPL, “non si ricostruisce con gli slogan, ma rimettendo davvero al centro il lavoro e le persone. Tutto ciò è possibile con un confronto schietto, costruttivo e pragmatico.” Per attuare questi cambiamenti, “è necessario che l’AUSL Romagna, ai suoi vari livelli, si metta in discussione”.
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